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Le 3 moschettiere dell’atletica per un podio da leggenda: i 100 metri T63 si tingono d’azzurro grazie a Sabatini, Caironi e Contrafatto

TOKYO. «Siamo le tre moschettiere». Ambra Sabatini sorride sotto la mascherina quando trova il soprannome per sé e le altre due leggendarie ragazze che, sullo stesso rettilineo che lo scorso 1° agosto vide Marcell Jacobs diventare il primo campione olimpico italiano, hanno scritto un’altra pagina di storia italiana alla Paralimpiade di Tokyo, prendendosi tutto il podio e tingendolo d’azzurro. Dietro alla sensazionale toscana che ad appena due anni dall’incidente ha sfrecciato fino all’oro con il nuovo record del mondo (14.11), Martina Caironi conquista l’argento in 14.46 e Monica Contrafatto completa il capolavoro tricolore in 14.73. 

«Mi sembra incredibile, ancora non ci posso credere. Era un sogno che avevamo da sempre, eravamo un duo che è diventato un trio e siamo riuscite a farcela - riesce a malapena dire la neocampionessa paralimpica dopo aver trionfato nei 100 metri T63, raccontando poi il suo pianto liberatorio a fine gara -. Desideravo troppo la medaglia, rappresenta il riscatto di questi due anni dall'incidente e finalmente mi sento completa. È stata una gara combattuta fino all'ultimo e siamo state tutte bravissime». Quasi non si capacita di aver realizzato due record del mondo nello stesso giorno, uno al mattino in batteria e uno alla sera sotto il diluvio per volare sul gradino più alto: «È stata tanta roba, volevo riprendermi il record dopo la semifinale e ci sono riuscita, ma il vero obiettivo era l'oro e solo quello».

Paralimpiadi, le tre autrici del capolavoro azzurro sui 100 metri: Sabatini, Caironi e Contrafatto

Ambra non parla tanto, ma sul tartan ha una grinta da vendere. Martina Caironi conferma: «Prima di entrare in pista eravamo lì sotto il tendone per evitare la pioggia scrosciante, mi giro e vedo Ambra che mi fulmina con lo sguardo. Ho pensato soltanto: “Ok…”. Lei non se n’è accorta, ma aveva gli occhi della tigre». 
La nuova campionessa paralimpica scoppia a ridere e la parola passa alla donna capace di salire per tre volte di fila sul podio nella stessa gara, ispirando le due colleghe con gli ori di Londra e Rio. «È stata una gara molto intensa, non sono partita al massimo, ma Ambra è andata come un razzo, mi ha battuta e mi ha battuta bene: lo accetto. Ho fatto nella stessa giornata i miei due tempi migliori di sempre e sono soddisfatta». Poi cambia nickname per definire le tre: «”Il trio medusa” è arrivato». 

Paralimpiadi, storica tripletta italiana nei 100 metri: Sabatini, Caironi e Contrafatto



Irrompe la Contrafatto: «Al massimo le Charlie’s Angels o il trio delle meraviglie», scherza il Caporal maggiore, prima di tornare subito seria e aggiungere: «La dedico all'Afghanistan, è il motivo per il quale alla fine mi trovo qui e non da un'altra parte. È il Paese che mi ha tolto una parte di me ma in realtà mi ha regalato tante emozioni e una nuova vita, che è fighissima». Poi esprime il pensiero di tutto il trio azzurro: «Il nostro sogno era quello si salire sul podio in tre, e ci siamo riuscite», ha concluso Contrafatto.
Commosso Luca Pancalli, che non poteva assolutamente lasciare a nessun altro la premiazione delle tre ragazze da leggenda. Dopo averle consegnato le medaglie, ha dichiarato: «L’abbiamo sognata, sperata e queste splendide ragazze ce l’hanno regalata. L’istantanea più bella per chiudere una Paralimpiade straordinaria». Le notti magiche non finiscono mai a Tokyo.

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