Rizza abbraccia famiglia e tifosi. Oggi la festa alla Canottieri

Manfredi Rizza, medaglia d’argento nella canoa kayak K1 200 metri a Tokyo con la fidanzata Ginevra Maggi

Nella notte il ritorno a Pavia dopo l’argento nel K1 200. «Un grande atleta generoso e sempre disponibile»

 PAVIA

La Canottieri Ticino attende sabato pomeriggio Manfredi Rizza per festeggiarlo prima che parta per la Sardegna per raggiungere la fidanzata Ginevra Maggi e godersi qualche giorno di meritata vacanza. Manfredi è arrivato venerdì notte a Malpensa ed è andato subito a casa per riposare dopo il lungo viaggio che lo ha portato da Tokyo in Italia. Ad attenderlo i genitori: papà Gaetano che si diletta ancora con la canoa, e mamma Serena, medico in pensione. mentre il suo allenatore Stefano Loddo è tornato a casa in Sardegna.

Lo storico argento nel K1 200 del trentenne ingegnere cresciuto alla Canottieri è il risultato di anni di lavoro. Nello staff di Loddo c’è il pavese Marco Vescovi, un innamorato della canoa che non cura solo i muscoli e gli acciacchi degli atleti, ma studia anche l’evoluzione del gesto tecnico. «Conosco Manfredi da quando si è avvicinato alla canoa – spiega Vescovi – lavoro con Loddo per mettere a fuoco ogni particolare degli esercizi da svolgere. Abbiamo provato la partenza e a velocizzare, abbiamo sviluppato allenamenti specifici per ogni pagaiata, l’attacco all’acqua, la passata, il finale, esercizi sia in barca che a terra, tenendo sempre alto il ritmo. Tempistiche di lavoro per andare a simulare una gara che dura solo 30 secondi ma che a livello muscolare distrugge». Il consigliere della Canottieri ed ex canoista Lollo Schieroni spiega: «La tradizione della nostra società è di lunga data, da Gianni Milani e sua sorella Nicoletta, dai fratelli Maurizio e Roberto Barbieri. Siamo molto orgogliosi di quello che ha fatto Rizza. I complimenti vanno anche a Loddo. “Mampe” (soprannome di Rizza) negli ultimi anni ha avuto una crescita costante, ai Giochi era nel pieno della maturità sportiva e aveva grande solidità mentale. È un esempio positivo di campione, per l’estrema disponibilità verso i canoisti più giovani e perché non è da tutti conseguire la laurea universitaria preparando al meglio una Olimpiade. Lo aspettiamo per festeggiarlo».

Rizza è anche una grande persona, sempre pronta allo scherzo. «Lui, mio figlio Giovanni e Jacopo Albertoni cinque anni fa si sono inventati la Wild Duck entertainment – racconta Vescovi con un sorriso – una sit com casalinga sulla canoa, nel senso di girata in casa o alla Canottieri, dove si scherza su Loddo piuttosto che su altri fatti o personaggi del mondo canoistico». E si, perché Rizza non ha perso il sense of humor neppure a Tokyo, al punto che quando una intervistatrice televisiva gli ha chiesto quanto era cresciuto da Rio 2016, ha risposto: «Non tanto, ero 180 cm e sono ancora della stessa altezza».

La dedica di Sabrina Loddo

Manfredi è un brillante e un generoso: dopo essere guarito dal Covid ha donato il plasma per la creazione degli anticorpi. Uno dei suoi motti è: “Prima di diventare un grande atleta, devi diventare una grande persona". Rizza ha sviluppato una collaborazione con la Helpis onlus, che combatte il bullismo in tutte le sue forme. Sabrina Loddo, sorella di Stefano, ha detto, vedendo piangere dall’emozione Rizza: «Queste lacrime sono ancora più emozionanti della gara. Fanno capire i nobili insegnamenti che ti ha trasmesso lo sport. La persona sensibile che sei, sana onesta e tenace al tempo stesso. Grazie Mampe, ci hai regalato un emozione indescrivibile, te la meriti tutta».

Maurizio Scorbati

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Esorcismo al Santuario di Monte Berico: il racconto dei protagonisti

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi