Ciclismo su pista, il miranese Francesco Lamon tra gli eroi d’oro dell’inseguimento a squadre

Uno stratosferico Ganna trascina gli Azzurri al nuovo record mondiale. La passione per la pista è stata trasmessa a Lamon da due grandi interpreti della disciplina, Cipriano Chemello e Attilio Benfatto, che è stato anche il suo primo maestro, insieme ai fratelli Sandro e Marino Bettuolo

MIRANO. Un friulano, un veneto, un lombardo e un piemontese. È il dream team azzurro che oggi ha conquistato una storica medaglia d’oro, la 30esima complessiva dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo, nell’appassionante gara dell’inseguimento a squadre di ciclismo.

Jonathan Milan, 20 anni di Tolmezzo, Francesco Lamon, 26 anni di Mirano, Simone Consonni, 26 anni di Ponte San Pietro, e Filippo Ganna, 25 anni di Verbania, all’IZU Velodrome a circa due ore da Tokyo, hanno disputato una finale stratosferica nel corso della quale non si sono limitati a battere la Danimarca nella sfida per il titolo olimpico ma hanno fatto segnare il nuovo record del mondo di 3’42”032 ad una media di 64,856 chilometri orari.

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Ganna è il grande nome del quartetto allenato da Marco Villa, vincente direttore tecnico del ciclismo su pista. Ganna, infatti, è il campione del mondo in carica sia della cronometro su pista che nell’inseguimento individuale a Berlino. Nel febbraio 2020, poco prima del dilagare della pandemia di Covid-19 nel mondo, proprio nella capitale tedesca Ganna, unitamente a Consonni, Lamon, Milan e Scartezzini, avevano conquistato il bronzo iridato nella gara di inseguimento vinta dalla Danimarca.

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Ottimo palmares anche per Consonni, argento ai Mondiali su strada del 2015 tra gli under 23, e nella pista argento iridato lo scorso anno a Berlino nello Scratch e quattro volte bronzo tra gare a squadre e Omnium. Per Lamon tutte medaglie internazionali a livello di pista e a squadre, dall’oro europeo del 2018 a quelli Mondiali assieme a Consonni e compagnia. Per Milan, professionista da quest’anno, l’oro olimpico è un ottimo inizio di carriera tra i big. Quella dell’Italia è stata una vittoria straordinaria.

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Va ricordato che i danesi Lasse Norman Hansen, Niklas Larsen, Frederik Madsen e Rasmus Pedersen erano i favoriti all’oro, ma all’arrivo hanno accusato un ritardo di 166 millesimi, impercettibili all’occhio umano. Nelle qualificazioni l’Italia aveva fatto segnare il secondo tempo (3’45«895) alle spalle della Danimarca che con 3’45»014 aveva stabilito il nuovo record olimpico. Successivamente gli azzurri si erano meritati il pass per la finale battendo di appena 90 millesimi la Nuova Zelanda.

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Le due squadre, che partono sui lati opposti della pista, si inseguono sui 16 giri (4 km), vince chi impiega meno tempo e il crono viene preso sulla ruota anteriore del terzo ciclista. La gara viene interrotta solo se uno dei due quartetti si accoda all’altro quartetto ma cosa che accade eventualmente nelle batterie. Già nella giornata di martedì gli azzurri avevano fatto ritornare in Italia, dopo 25 anni, il primato del mondo.

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Il precedente primato stabilito da un trenino azzurro del ciclo-pista era di 4’00«958 ed era stato stabilito il 31 agosto del 1996 da Adler Capelli, Cristiano Citton, Andrea Collinelli e Mauro Trentini. L’Italia nell’inseguimento a squadre aveva conquistato l’oro olimpico altre sei volte: ad Anversa nel 1920, a Parigi nel 1924, ad Amsterdam nel 1928, a Los Angeles nel 1932, ad Helsinki nel 1952, a Melbourne nel 1956 e a Roma nel 1960. 

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Chi è Francesco Lamon

Nella carriera di Francesco Lamon c’erano già diversi successi internazionali. Mancava un alloro olimpico. Ora l’oro di Tokyo 2020. Un grande successo per il corridore nato a Mirano il 5 febbraio 1994. Lamon è cresciuto nelle giovanili dell’Uc Mirano, società nella quale ha militato fin dalla categoria giovanissimi.

La passione per la pista gli è stata trasmessa da due grandi interpreti della disciplina, Cipriano Chemello e Attilio Benfatto, che è stato anche il suo primo maestro, insieme ai fratelli Sandro e Marino Bettuolo.

Tra i suoi primi allenatori, anche Lorenzo Pesce e Paolo Bustreo. Partito da Mirano, ha saputo scalare le vette mondiali a suon di successi, podi e record indimenticabili, sia a squadre che individualmente nel Madison, con una medaglia di bronzo nel 2020 agli Europei di Plovdiv in Bulgaria. Negli anni ha vestito diverse casacche, tra cui quella del Team Colpack.

Attualmente ha il doppio tesseramento, per le Fiamme Azzurre e “in abiti civili” con la Biesse Arvedi. Tra i principali successi, vanno ricordati l’oro europeo nell’inseguimento a squadre a Glasgow nel 2018 e le tre medaglie di bronzo, sempre nell’inseguimento a squadre, centrate ai Mondiali di Hong Kong nel 2017, Apeldoorn nel 2018 e Berlino nel 2020. Alle Olimpiadi ha conquistato il sesto posto a Rio 2016, al termine di una spedizione nata per caso. A quell’Olimpiade l’Italia non avrebbe dovuto esserci, ma fu ripescata per l’esclusione per doping della Russia. 

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Festa grande a Mirano

Qui sopra siamo al ristorante Myosotis a Mirano in via Cavin di Sala dove si sono ritrovati alcuni familiari di Lamon, i vertici dell'Uc Mirano (la squadra ciclistica dov'è cresciuto) e anche la sindaca Maria Rosa Pavanello per seguire la gara. Nella prima foto, prendendo come riferimento la sindaca che ha la fascia, abbiamo alla sua destra (maglia rossa) la mamma di Lamon, la signora Martina, e alla destra della mamma, con il vestito celeste, abbiamo la fidanzata di Lamon, Sara Zarpellon, vivono insieme da un anno, Manca il papà di Lamon, il signor Giuseppe Lamon, che stamattina era regolarmente al lavoro, nonostante la finale. Ha seguito la gara da un televisore all'ospedale di Dolo, dove lavora come tecnico. Oggi è anche il suo compleanno: "Con l'oro", ha detto", Francesco mi ha fatto il più bel regalo di compleanno che potesse farmi". Nella seconda foto, il brindisi. (Giovanni Monforte)

Ecco il video della vittoria azzurra vista dal ristorante di Mirano

I genitori di Francesco Lamon da Mirano: "Noi frastornati ma felicissimi"

Giuseppe e Martina Lamon genitori di Francesco, è il caso di dire… un figlio d'oro. Eccoli a Mirano, casa loro, dopo il trionfo azzurro nell'inseguimento a squadre del ciclismo su pista. La mamma: "La vittoria più importante in carriera, la sognava da tanto" E il papà: "Un grandissimo regalo di compleanno". Video intervista Lorenzo Pòrcile

I genitori di Francesco Lamon da Mirano: "Noi frastornati ma felicissimi"

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Cassani: sono l’uomo più felice del mondo

«Sono l'uomo più felice del mondo, ho le lacrime agli occhi». Davide Cassani, coordinatore di tutte le nazionali di

ciclismo, risponde emozionato, al telefono con l'ANSA, dopo l'oro con primato mondiale vinto dal quartetto azzurro nell'inseguimento a squadre ai Giochi di Tokyo. «Me la sono proprio goduta» aggiunge Cassani, senza dubitare nemmeno quando la Danimarca ha accumulato un vantaggio di oltre otto decimi, «perché sapevo che lo strappo finale era affidato a Ganna». È una vittoria che il ct sente anche sua, nonostante il flop su strada degli azzurri? «È veramente la vittoria di un gruppo, altro non aggiungo» conclude.

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Zaia: chiamiamoli Frecciazzurra

«Da oggi chiamiamoli Frecciazzurra, perchè sono un treno di potenza, tecnica, coordinazione, amalgama di squadra. Francesco Lamon, il nostro campione di Mirano, Simone Consonni, Jonathan Milan e Filippo Ganna sono campioni olimpici di inseguimento a squadre con il nuovo record del mondo. Bravi, bravissimi, inarrivabili anche per i favoriti danesi e, ciliegina sulla torta, su avveniristiche biciclette marchiate Pinarello, il brand della bicicletta che ha fatto la storia della Treviso che vince».

Così, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, commenta l’oro appena conquistato dal quartetto dell’Italiana nell’inseguimento su pista di ciclismo.

«Il Veneto - aggiunge Zaia - manda un abbraccio particolare al miranese Francesco Lamon che, a 27 anni, raggiunge l’apice di una progressione di risultati incredibile ed entra di forza nella storia del ciclismo della regione più ciclistica d’Italia. Un abbraccio che accomuna anche gli altri tre campioni di uno sport spettacolare e difficile». «In quei quattro minuti - conclude Zaia - si sono concentrati anni di lavoro e di preparazione ed è bello pensare che a spingerli sia stato anche il ricordo delle imprese dei venetissimi Beghetto, Bianchetto e Gaiardoni alle Olimpiadi di Roma ’60. Abbiamo vissuto emozioni uniche in meno di 300 secondi. Anche per questo grazie ragazzi.» 

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I complimenti di Brugnaro in un tweet

Bond: si sostenga il movimento in modo più deciso

«Un'emozione grandissima. Prima con il record costruito e ottenuto da Filippo Ganna in semifinale. Poi con l'oro della finale condito da un nuovo record del mondo a firma Ganna, Lamon, Consonni e Milan. Il ciclismo dà soddisfazioni al nostro Paese, ma deve essere sostenuto maggiormente».

Così in una nota il deputato di Forza Italia Dario Bond. «L'elogio - aggiunge - va al sacrificio dei ciclisti e delle squadre, dalle più piccole fino alle più grandi, di tutti i livelli d'età. Squadre che che vanno avanti a stenti, senza aiuti particolari se non quelli di piccoli sponsor sui territori, e nonostante le difficoltà riescono a produrre grandi risultati e grandi campioni. Ringraziamo l'impegno degli atleti e degli staff tecnici che ci hanno fatto gioire ancora una volta e ci hanno fatto sentire più italiani. Ma è necessario sostenere maggiormente il movimento ciclistico, perché questi risultati vengano supportati e i vivai delle squadre possano fare un lavoro sia a livello sportivo che sociale».

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