Giulia Molinaro, girovaga del golf: dal Kenya all’Arizona per una foto sul podio di Tokyo

PADOVA. «Home town», scriveva giusto la scorsa estate sotto una foto che ritraeva Treviso, nel suo profilo Instagram. «Città natale». In realtà, anche solo limitandosi a scorrere le note salienti della sua biografia, viene subito da dire che Giulia Molinaro è una cittadina del mondo in senso pieno.

La nascita a Camposampiero, nel Padovano, l’infanzia trascorsa in Kenya con i genitori, il trasferimento in America per studiare e affermarsi nel golf. In Italia torna per le vacanze, perché a Treviso continua appunto a tenere casa, e il Golf Club Villa Condulmer, a Mogliano, è sempre il suo punto di riferimento, ma le gare la portano ovunque per tutto il corso dell’anno. E ora l’hanno condotta fino a Tokyo, per la sua seconda partecipazione ai Giochi.

«TOKYO? PUNTO AL MEGLIO»

La prova individuale femminile si disputerà con formula stroke play - cioè contando il numero di colpi - sulla distanza di 72 buche, dal mercoledì 4 a sabato 7 agosto, sui campi del Kasumigaseky Country Club.

E per la trentunenne Molinaro si tratta della seconda sfida a cinque cerchi dopo il 53° posto di Rio de Janeiro 2016. Cinque anni dopo si presenta ai Giochi con ben altre convinzioni. Tanto da non nascondere, in una recente intervista all’Ansa, poco prima di raggiungere il Giappone, che un pensierino a una medaglia lo vuole pure fare:

«Sarebbe un sogno oltre che un grande onore e ce la metterò tutta per ottenerla. Rappresentare l’Italia per me è fantastico. Le Olimpiadi sono il palcoscenico più importante per qualsiasi sportivo e i golfisti uomini dovrebbero equipararle a un Major. A mio avviso pensano più a competizioni quali la FedEx Cup, mentre per noi proette (ovvero professioniste del golf, ndr) i Giochi sono speciali. Finora ho vissuto una bella stagione e il terzo posto al KPMG Women’s Pga Championship è stato fantastico. La favorita all’oro? La statunitense Korda, sta giocando bene ed è in fiducia. Ma io punto al meglio».

In gara con lei un’altra azzurra, la torinese Colombotto Rosso, mentre sono 60 le golfiste in lizza, tra cui la sudcoreana Inbee Park, che proverà a bissare l’impresa del 2016.

DAI SAFARI AL GREEN

Davvero singolare il percorso di Giulia. È arrivata in Kenya a soli due mesi, seguendo la mamma, trevigiana, e il papà, torinese, che vivono ancora lì. I suoi ricordi sono “verdi”, fatti di natura, safari, escursioni e un amore totale per gli animali.

C’è spazio per il tennis, anche, la sua prima passione sportiva. Avrebbe voluto sfondare con la racchetta, ma capì che sarebbe stato meglio scegliere un’altra strada proprio nel tempio di quello sport, a Wimbledon, a 12 anni, assistendo al torneo assieme al padre. Una sorta di illuminazione. Il green le avrebbe potuto regalare più soddisfazioni, ma nemmeno lei pensava che potesse diventare la sua vita, come poi è successo. Ha iniziato a giocare in Kenya, nel campo che era dietro casa sua, seguendo sempre il padre, che «giochicchiava».

Lei no, invece. Lei gioca sul serio.

IL MAESTRO TRENTIN E IL COLLEGE

Ci ha preso gusto e ha proseguito da sola. Tanto che anche in Italia, durante le vacanze estive, seguendo il consiglio di un’amica di sua madre, si è affidata alla guida del maestro Enrico Trentin a Villa Condulmer, «il coach a cui devo tutto». Ancora oggi, nonostante nella sua scheda personale nel portale del Coni siano citati come tecnici Jorge Parada, Howard Falco e Lance Gill, quando qualcosa nel suo stile di gioco non la convince è a lui che manda un video dei suoi colpi, chiedendo consigli. Che, puntuali, arrivano.

Fatto sta che a 16 anni Giulia decide di lasciare il Kenya e spostarsi al di là dell’oceano, per proseguire gli studi ma anche la sua carriera sportiva, andando a giocare a golf in Florida. Professionista dal 2012, nel 2013 si è classificata al secondo posto nell’ordine di merito del Symetra Tour - il secondo circuito femminile statunitense - dove prima ha vinto il Friend of Mission Charity Classic (prima di lei solo Silvia Cavalleri nel 2007, al Corona Championship, era riuscita a imporsi negli States) e poi è stata nominata “rookie of the year”.

Poi il passaggio al tour Lpga, quindi il ritorno sul Symetra nel 2015, passando per i Giochi di Rio, e il rientro stabile nel circuito Lpga. Nel frattempo, la laurea in Management del turismo, all’Arizona State University, dove con la squadra di College ha conquistato (nell’individuale) il prestigioso Dale McNamara Invitational. Oltre al golf Giulia si dedica con passione alla fotografia e al kitesurf, mantenendo ancora un forte legame con l’Africa. Una vita che le piace. «Serve pazienza per sopportare di avere sempre la valigia in mano ed essere spesso sola. Ma amo questa vita e, davvero, non la cambierei con nessun’altra».

***

LA SCHEDA

Giulia Molinaro è nata a Camposampiero il 23 luglio 1990. Grandi distese naturali ed escursioni hanno caratterizzato la sua infanzia in Kenya, dove si è trasferita giovanissima coi genitori.

A 16 anni si è spostata negli Stati Uniti per proseguire gli studi e la sua carriera sportiva, andando a vivere a Scottsdale, in Arizona. Forte di un’eccellente regolarità nelle prestazioni, nel 2021 ha ottenuto la consacrazione grazie al terzo posto al Kpmg Women’s Pga Championship, suo miglior risultato in carriera in un major. È entrata nella Top 100 del ranking mondiale (è 98ª).

Oggi è la più forte golfista azzurra, presenza stabile nei due maggiori circuiti femminili, Lpga Tour (Ladies Professional Golf Association) e Let (Ladies European Tour). 

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