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Ecco come sarà la Mostra del Cinema di Venezia edizione 2021

Green pass obbligatorio ovunque: la Biennale sta studiando il modo di poterlo “caricare” direttamente sugli accrediti in modo da non rallentare i controlli. Salta il gala, mondanità ai minimi

VENEZIA. Sembrava alle spalle, invece è nel futuro, tra un mese, quando la 78esima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica dovrà vedersela con le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Come l’anno scorso, tutti gli accessi saranno controllati, la prenotazione per accedere alle proiezioni obbligatoria, il posto assegnato, la mascherina d’ordinanza, la capienza delle sale dimezzata, da 8 mila a 4 mila posti.

Il Green pass sarà il viatico per entrare nel perimetro Casinò, Palazzo del Cinema, Sala Darsena, per guardare i film, per potersi muovere tra l’hotel Excelsior e il Lion’s bar. La Biennale sta studiando il modo di poterlo “caricare” direttamente sugli accrediti in modo da non rallentare i controlli.

Mettere in sicurezza sanitaria la Mostra del cinema costerà circa un milione di euro (la cifra spesa l’anno scorso) e probabilmente qualcosa di più considerato, come ha spiegato il presidente della Biennale Roberto Cicutto, che quest’anno le misure anti Covid saranno rafforzate.

Aumenteranno, infatti, i punti dove poter effettuare il tampone, che resterà il salvacondotto per chi arriva sprovvisto di certificato vaccinale, o per coloro che provengono da Paesi – come la Russia – il cui vaccino non è riconosciuto dall’Italia.

Dalla Cina, invece, come ha spiegato il direttore del festival Alberto Barbera, non arriverà nessuno, mentre gli altri cinquantanove Paesi hanno confermato la loro presenza.

Salterà, per forza di cose, il gala che fino a due anni fa accoglieva i mille ospiti delle serata inaugurale sotto la tensostruttura trasparente sulla spiaggia dell’hotel Excelsior dopo la proiezione del film d’apertura in Sala Grande.

Cancellata anche la cena per gli stessi mille, ma più rilassati, dopo la cerimonia della premiazione, sabato 11 settembre, mentre è probabile che le produzioni – come già l’anno scorso – organizzino piccoli dinner o cocktail distanziati per registi e attori.

La giostra della mondanità, la gara per esserci, le feste nei palazzi sul Canal Grande o negli alberghi a cinque stelle; tutto il frenetico salir sui tacchi sembra destinato a fermarsi anche quest’anno, nonostante il ritorno degli americani presenti in forze con diciotto produzioni e cast di peso.

Al momento, come ha detto il direttore Alberto Barbera, tutti hanno confermato la loro presenza, il numero delle delegazioni sta crescendo, ma sarà il Covid, e non il jet leg o nuovi impegni sul set, a decidere se sul red carpet senza pubblico sfileranno Benedict Cumberbatch a fianco di Kristen Dunst, Tim Roth e Dakota Johnson, Kate Hudson, Josh Brolin (tra gli interpreti dell’attesissimo “Dune” di Denis Villneuve), o ancora Ridley Scott e il cast di “The Last Duel” (Fuori concorso) ovvero Matt Damon, Adam Driver, Jodie Comer e Ben Affleck, doppiamente interessante per via del ripescaggio amoroso, vent’anni dopo, con Jennifer Lopez.

Il Covid ha reso necessario anche il sacrificio di Virtual Reality (che come l’anno scorso sarà solo on line) per le difficoltà di gestire e monitore l’isola del Lazzaretto Vecchio. «Ma ritornerà» assicura Barbera.

Intanto la Biennale mettendo a punto un piano per calcolare le emissioni di gas che provocano l’effetto serra.

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