Pessina (Assagenti): “C’è voglia di ripartire, giusto finanziare le infrastrutture”

Paolo Pessina, presidente di Assagenti

Dal Piano nazionale ripresa e resilienza messo a punto dal governo e dal Recovery fund, secondo Pessina, arriveranno investimenti che se ben utilizzati potranno portare a compimento le principali grandi opere attese da decenni.

Genova – Il problema della congestione dei porti cinesi e americani preoccupa anche gli agenti marittimi genovesi. «C’è voglia di ripartite, soprattutto ora che fortunatamente la pandemia si sta attenuando», spiega il presidente di Assagenti, Paolo Pessina. Per il porto del capoluogo ligure, però, le nuove sfide di crescita passano necessariamente attraverso uno sviluppo infrastrutturale atteso ormai da anni che viene considerato «fondamentale per consentire alle banchine genovesi di stare al passo con gli altri scali mondiali».
Dal Piano nazionale ripresa e resilienza messo a punto dal governo e dal Recovery fund, secondo Pessina, arriveranno investimenti che se ben utilizzati potranno portare a compimento le principali grandi opere attese da decenni.

«Per quanto riguarda il primo piano - spiega Pessina - sono molto fiducioso nei confronti di questo governo di unità nazionale. Quello che a mio giudizio deve essere portato avanti è il cosiddetto modello Genova che ha dato prova di funzionare alla perfezione: nomine di commissari, progetti sicuri e realizzati velocemente». Secondo il presidente degli agenti marittimi genovesi, invece, i fondi che saranno destinati al porto di Genova per quanto riguarda il Recovery fund andranno a colmare un importante deficit infrastrutturale che penalizza da anni le banchine del capoluogo ligure. «Si tratta - prosegue - Pessina - di un’occasione irripetibile: al nostro Paese serve un vero piano logistico e occorrerà ragionare come sistema nazionale e non come singolo scalo. Il governo dovrà, a mio giudizio, utilizzare questi fondi europei investendo in ambito marittimo su quelle che sono le due direttrici fondamentali ovvero quella tirrenica e quella adriatica. I porti di riferimento, sul primo versante, dovranno essere Livorno, La Spezia e Genova mentre in Adriatico è necessario concentrarsi in primis su Trieste e poi Venezia».

Le priorità che riguardano i moli genovesi, secondo gli agenti, sono tra le altre il «completamento del Terzo valico, la Pontremolese, il quadruplicamento della linea ferroviaria Tortona-Pavia. Ma ci sono anche da eliminare i cosiddetti colli di bottiglia agendo sul nodo ferroviario genovese altrimenti tutte le altre infrastrutture serviranno a poco», sottolinea Pessina. «Più in generale - chiude - si dovrà anche investire in digitalizzazione, sotto tutti i punti di vista: in questi mesi di pandemia abbiamo tutti quanti compreso che è possibile lavorare anche da casa, senza necessariamente stare in ufficio. Ma per sfruttare ogni nuova opportunità è necessario che pianificare nuovi investimenti anche sulla rete digitale.

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