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Ombrellone selvaggio, soccorsi a rischio. L’elicottero costretto a calare il verricello a Eraclea per soccorrere il bagnante. Che muore

Due immagini dell'elicottero che cala il verricello in spiaggia

La spiaggia tutta occupata a Eraclea lunedì ha ostacolato il salvataggio del 70enne padovano colto da malore e poi deceduto

ERACLEA. Ombrellone selvaggio sulle spiagge di Eraclea Mare e lido di Jesolo. Le App per prenotarsi sono un “optional” per molti frequentatori delle spiagge libere che preferiscono tranquillamente evitare trafile digitali e code in attesa al caldo torrido e sdraiarsi senza regole, come un tempo, piantare ombrelloni davanti alle concessioni e sulla battigia o dovunque ci sia un po’ di posto sulla sabbia.

Questo ha creato seri problemi soprattutto lunedì pomeriggio sulla spiaggia di Eraclea Mare, davanti allo stabilimento Miramare, dove è stato colto da malore il 70enne Pietro Cameran, residente nella provincia di Padova, purtroppo spirato a causa di un infarto in mare.

L’elisoccorso non ha potuto atterrare sulla spiaggia o sulla battigia perché occupata dagli spiaggianti e così i sanitari si sono dovuti calare con un verricello per non perdere tempo prezioso.

Eraclea, spiaggia piena, eliambulanza costretta a calare il verricello, ma il paziente muore

Nonostante a Eraclea Mare sia stata introdotta la nuova e veloce applicazione “Oone Beach” per prenotare i posti in spiaggia libera, molti ancora si arrangiano e piantano l’ombrellone dove trovano una porzione di spiaggia non occupata, spesso proprio davanti alle zone delimitate con gli appositi paletti oppure sulla battigia.

«La spiaggia era completamente occupata in quella zona di emergenza», ricordano i bagnini, «oltretutto nelle aree concessionate gli ombrelloni sono stati tutti chiusi per motivi di sicurezza quando l’elicottero del Suem ha sorvolato i cieli di Eraclea Mare. Non altrettanto è accaduto invece con gli altri ombrelloni dei pendolari».

Al lido di Jesolo la situazione è del tutto simile. Anche qui, moderna applicazione per prenotare la porzione di area libera con la collaudata app “Jbeach”, ma centinaia e centinaia di turisti pendolari, soprattutto nel fine settimana, fanno ciò che vogliono e posano asciugamani da spiaggia dove preferiscono, più vicino al mare possibile. I gestori della zone concessionate protestano di continuo, ma non è certo facile spostare la gente che cerca un posto al sole e in passato ci sono stati contenziosi, quando non violente liti con i bagnini. Il presidente di UnionMare Veneto, il sindacato dei balneari, Alessandro Berton sta analizzando la questione sollevata dai gestori delle spiagge e lo stesso Renato Martin, presidente della Federconsorzi di Jesolo. Il problema si è presentato anche lo scorso anno con l’introduzione delle App, poi risolto quando i turisti hanno iniziato a prendere confidenza con il nuovo metodo anche grazie alla presenza degli stewards. Ma Martin, in assemblea Federconsorzi, aveva presentato un piano molto severo che allungava le concessioni verso il mare e prevedeva controlli e limiti all’ombrellone selvaggio.

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