Fondazione Gimbe: “Gli effetti della nuove misure non saranno immediati”

Cartabellotta: «L’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento. Inadeguata la disponibilità di tamponi»

Gli effetti della nuova “stretta” non saranno immediati. I numeri, infatti, spiegano dalla Fondazione Gimbe, «riflettono comportamenti sociali e azioni di contenimento relativi a 2-3 settimane precedenti», in ogni caso afferma il presidente Nino Cartabellotta, «l’entità delle restrizioni stride con il mancato potenziamento dei servizi territoriali deputati al tracciamento, nonostante le risorse già assegnate dal decreto Rilancio. Ancora una volta, i ritardi burocratici e i conflitti tra Governo e Regioni scaricano sui cittadini la responsabilità del controllo epidemico attraverso restrizioni delle libertà personali». Insomma, per la Fondazione Gimbe «se le azioni messe in campo aumentano in termini assoluti la capacità di testing & tracing  l'aumentata disponibilità di tamponi molecolari e rapidi è ancora inadeguata sia per la crescita esponenziale dei nuovi casi, sia perché sarà in parte assorbita dalla diagnosi differenziale tra infezione da SARS-COV2 e influenza stagionale. In ogni caso siamo molto lontani dai numeri del cosiddetto 'Piano Crisanti' elaborato la scorsa estate, che prevedeva 300.000 tamponi al giorno, sulla scia di quanto già proposto dalla Fondazione Gimbe il 7 maggio: 200-250 casi testati per 100.000 abitanti», chiarisce la Fondazione di Bologna. 

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