Terremoto nella sanità veneta: Mantoan lascia il 21 settembre ecco tutti i cambiamenti

Il manager si dedicherà ad Agenas. Favorito alla successione è il dg di Venezia, Dal Ben. Caso Padova: via Flor dall'Azienda ospedaliera, in arrivo Benazzi da Treviso

VENEZIA. Dieci anni dopo. «Il mio rapporto professionale con la Regione si concluderà il 21 settembre», è il laconico annuncio di Domenico Mantoan, potente direttore dell’Area sanità e sociale del Veneto nella stagione zaiana.

Una carriera, la sua, caratterizzata da scelte innovative e talvolta controverse, culminata infine nella nomina a commissario per l’emergenza coronavirus di Agenas, l’agenzia del ministero della salute, con delega prolungata al 31 ottobre in coerenza con l’estensione dei poteri emergenziali al Governo. De iure l’incarico a Venezia e quello romano non risultano incompatibili – l’ha stabilito in via definitiva una sentenza del Consiglio di Stato – ma il manager è ormai proiettato verso la Capitale, dove già occupa la poltrona di presidente dell’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco.

Mantoan, tuttavia, ha scelto di non affrettare i tempi: la conclusione del suo mandato coinciderà con il voto regionale e a partire da quel giorno cesserà di essere retribuito da Palazzo Balbi e percepirà lo stipendio da Agenas; nel frattempo, è entrato nella nuova commissione nazionale istituita dal ministro Roberto Speranza con il compito di aggiornare i Livelli essenziali di assistenza (Lea) alla luce delle criticità emerse nella fase pandemica; una nomina tutt’altro che banale, che rafforza il suo ruolo nel circuito decisionale del dicastero.

Ma chi gli subentrerà a Palazzo Molin? Favorito alla successione è Giuseppe Dal Ben, il veterano dell’amministrazione sanitaria che da sette anni dirige l’Azienda Serenissima; sarà questa, salvo sorprese, la prima mossa del governatore Luca Zaia, chiamato però a rinnovare l’intero assetto dei direttori generali in scadenza di contratto il 31 dicembre.

Undici le caselle da riempire tra Ulss territoriali, Aziende ospedaliere di Padova e Verona, Iov e governance Azienda Zero: allo scopo è stato bandito un concorso nazionale e i termini di presentazione delle candidature (inizialmente previsti alla fine di luglio) sono stati prorogati al 15 settembre. Una circostanza inattesa, motivata dalla Giunta alla luce «della rilevanza e del prestigio della posizione» che consigliano «una più ampia possibilità di scelta tra le candidature provenienti da tutta Italia».

I tempi però – tra elezioni, formazione della nuova Giunta e costituzione della commissione incaricata di vagliare i curricula e gli aspiranti – sembrano destinati a lievitare, tanto che non è da escludersi una proroga, semestrale magari, degli incarichi attuali, salvo i casi di quiescenza.

Tra gli addii, dopo le polemiche esternazioni nei confronti di Mantoan e della “burocrazia regionale” rea di aver assegnato un punteggio modesto alla sua gestione dell’Azienda padovana, sembra scontato quello di Luciano Flor: il manager, a tutt’oggi, non ha avanzato la sua candidatura al citato concorso e voci insistenti lo vorrebbero sulla strada del ritorno al natio Trentino; fin qui ha svolto un doppio incarico, sovrintendendo anche all’avvio dell’iter di realizzazione del nuovo policlinico universitario.

Un onere rivelatosi gravoso, stanti le dimensioni del polo aziendale (che conta un migliaio di medici e si è rivelato cruciale nel contrasto al Covid) e le ambizioni europee del progetto in cantiere. Nell’immediato futuro, così, Zaia sarebbe orientato ad affiancare al successore nella direzione – si parla di Francesco Benazzi, attuale dg a Treviso– un commissario ad acta responsabile esclusivo dell’attuazione del cronoprogramma. —


 

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