L’obesità è una malattia, basta luoghi comuni

E la cura parte da una corretta informazione
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Lenzi: “La persona obesa è quella che nonostante cerchi in tutte le maniere di modificare la sua alimentazione non riesce a dimagrire”. Fondamentale è rivolgersi al medico, l’unico in grado di illustrare le diverse opzioni disponibili tra le quali quelle farmacologiche

 

“Sei stufo di essere grasso? Mangia di meno! Non ce la fai proprio a rinunciare a qualche dolce?”. Lo stigma che accompagna le persone con problemi di obesità è duro a morire e frutto di una grande ignoranza in materia. L’obesità – da non confondere con “qualche kilo in più” – non è infatti semplicemente la situazione di chi mangia e non riesce a dimagrire ma una vera e propria malattia cosiddetta “multifattoriale”, che cioè dipende da più fattori - genetici, ormonali e psicologici - e che per essere trattata ha bisogno del coinvolgimento di molteplici figure sanitarie. Che l'obesità sia sotto il controllo dell’individuo e che le persone che ne sono affette possano gestirla autonomamente è dunque un pericoloso luogo comune che aggrava la situazione psicologica di persone malate, e quindi già di per sé in difficoltà. Sfatare i falsi miti legati all’obesità - “Per perdere peso basta mangiare poco e fare movimento”, “Se non dimagrisco è solo colpa mia”, “Non sono malato, devo solo impegnarmi di più”, “Qualche chiletto in più non fa male!” – è un passo del processo di cura.

Attorno all’obesità, infatti, spesso si sviluppano convinzioni errate, frutto di passaparola o provenienti da fonti scarsamente attendibili. Tali convinzioni possono indurre le persone affette da sovrappeso o obesità a pensare di non aver bisogno del medico e di poter gestire la propria problematica affidandosi a rimedi momentanei o fai-da-te. La consapevolezza della malattia è quindi il primo passo per il suo trattamento. Come per altre malattie, nel caso dell’eccesso di peso è fondamentale rivolgersi al medico specialista, l’unico in grado di illustrare le diverse opzioni disponibili tra le quali quelle farmacologiche.
 

La verità sul peso” è il nuovo spazio virtuale di Novo Nordisk, che mette a disposizione degli utenti un collegamento al sistema di geolocalizzazione di IO-Net, l’Italian Obesity Network che serve a individuare i centri medici specialistici a loro più vicini e attraverso articoli e strumenti, fornisce informazioni accreditate e di facile comprensione sulle cause del sovrappeso e dell’obesità, nonché sui possibili trattamenti e i comportamenti da assumere.

 

Il triplicarsi dei tassi di obesità in tutto il mondo dal 1975 ad oggi e più recentemente la pandemia COVID-19, che ha fatto emergere importanti lacune nella cura della malattia, hanno ulteriormente evidenziato come sia fondamentale una migliore comprensione di questi fenomeni.

“La persona obesa – spiega Andrea Lenzi, professore ordinario di endocrinologia della Sapienza - è quella che nonostante cerchi in tutte le maniere di modificare la sua alimentazione non riesce a dimagrire. Dalla stragrande maggioranza della popolazione l’obeso è confuso col sovrappeso, innescando una sorta di caccia alle streghe, con uno stigma che spesso si trasferisce al mondo sanitario: dal medico e dal personale sanitario l’obeso talvolta viene considerato qualcuno al quale in modo paternalistico dire “mangia di meno”, “cammina di più”. L’obesità non viene considerata una malattia ma oggi purtroppo sappiamo che a tutti gli effetti lo è, e questo a causa di fattori epigenetici, ovvero ad alterazioni che influenzano l'espressione genica senza che sia cambiata la sequenza del DNA”.
 

La percezione sbagliata dell’obesità e del sovrappeso è stata confermata da uno studio internazionale che ha coinvolto anche l’Italia (ACTION-IO - Awareness, Care, and Treatment In Obesity MaNagement - an International Observation), secondo il quale nel nostro Paese il 62 per cento delle persone che soffre di questa malattia cerca di perdere peso con il fai da te, solo l’8 per cento si rivolge al medico e quando decide di farlo impiega mediamente sei anni prima di contattarlo.

I dati dello studio evidenziano inoltre come le donne siano più propense degli uomini a tentare di perdere peso (4,6 tentativi di media vs 3,1) e a prendere farmaci o sottoporsi a chirurgia, anche se tre su quattro riacquistano peso dopo 6 mesi, rispetto a 1 uomo su due.  Inoltre, emerge la differenza di genere nell’affrontare l’obesità, la tendenza a sottovalutare la malattia e l’impatto più grave sulla salute fisica e mentale quando la lotta al peso inizia in giovane età.

 

Per trattare l’obesità e perdere peso serve sviluppare la consapevolezza che siamo davanti ad una malattia e che non esiste una terapia valida per tutti, perché deve essere elaborata sulla base della condizione fisica, della storia e degli obiettivi di dimagrimento della persona, considerazioni che solo il medico specialista è in grado di effettuate in modo efficace.


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