Cure anti-cancro: le donne presentano più effetti collaterali degli uomini

Cure anti-cancro: le donne presentano più effetti collaterali degli uomini
Del 34% in generale e di ben del 49% in caso di immunoterapia. Lo ha quantificato un ampio studio statunitense, che propone il genere come fattore di rischio su cui personalizzare i trattamenti
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Le cure anticancro presentano effetti collaterali per tutti i pazienti. Ma per le donne di più: per loro infatti il rischio di effetti collaterali gravi è maggiore del 34% rispetto a quello misurato negli uomini e, nel caso dell'immunoterapia, del 49%. Lo dice uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, che ha analizzato i dati di 23.296 pazienti affetti da tumori diversi arruolati in 202 studi clinici condotti nel corso di tre decenni. Più di due terzi del campione era stato sottoposto a chemioterapia, il resto a trattamenti più innovativi, cioè a immunoterapia o terapia target.

Il peso della differenza di genere

Gli effetti collaterali gravi dei farmaci rappresentano un tema cruciale dell'oncologia, visto il loro impatto sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei pazienti. Un impatto che, in alcuni casi, comporta l'interruzione delle cure salvavita. Per questo, nel definire un percorso di trattamento gli oncologi hanno ben chiaro l'effetto terapeutico dei farmaci (naturalmente) ma anche la loro tossicità, che cambia e non è uguale per tutti. E tutte.


Gli autori dell'indagine, ricercatori della Loyola University, del National Cancer Institute e della SWOG Cancer Reserch Network (la più antica e più estesa rete USA di ricerca clinica sul cancro finanziata con fondi pubblici), hanno complessivamente rilevato più di 274.000 effetti collaterali. Ne ha dichiarato almeno uno il 65% dei pazienti. Ma in quel 65%, gli uomini e le donne non erano rappresentati nella stessa misura: per le donne infatti, il rischio di effetti gravi associati alle cure è stato del 34% più elevato di a quello misurato negli uomini. Le pazienti sottoposte a trattamenti immunoterapici, inoltre, hanno avuto una probabilità di effetti indesiderati gravi - si va dal dolore alla nausea, dall'ipertensione alla compromissione di organi, apparati, del midollo osseo e del sangue - del 49% più alta di quella riscontrata nei pazienti maschi.

Il genere come fattore di rischio

"Sapevamo già che le donne risentono di più della tossicità della chemioterapia rispetto agli uomini, ma pochissime ricerche prima di questa avevano tentato di capire se quel modello fosse valido per trattamenti più innovativi come l'immunoterapia o la target therapy", ha detto Joseph Unger dello SWOG Statistics and Data Management Center e primo autore dello studio. Ma perché? Come si spiegano queste grandi differenze? Non ci sono risposte certe, per ora. E di ipotesi ce n'è più di una. Per esempio - riporta SWOG - uomini e donne potrebbero processare i farmaci in modo diverso, assumerli in modo diverso e anche riferire diversamente i loro sintomi.

 

Personalizzare le cure in base al sesso

Comunque sia i risultati di questo studio "supportano l'idea - hanno detto gli autori - che il genere possa essere un fattore di rischio indipendente per gli effetti collaterali". E  potrebbero suggerire lo sviluppo di cure oncologiche che tengano conto del sesso, oppure cambiamenti nelle modalità di somministrazione dei farmaci o nella dose: "In un'ottica di personalizzazione delle cure può essere importante tenere conto del sesso del paziente, anche nel caso di nuovi trattamenti come l'immunoterapia".

 

Crediti per l'immagine: National Cancer Institute via Unplash