Cancer Plan: alcolici e nutri score, cosa si vota a Strasburgo

Cancer Plan: alcolici e nutri score, cosa si vota a Strasburgo
Martedì 15 e mercoledì 16 febbraio, il Parlamento europeo voterà le linee guida del Beating Cancer Plan. Tra le indicazioni anche quelle per limitare il consumo dannoso di alcol. Alessandra Moretti (Pd): "Nessun bollino nero sui vini"
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TRA poche ore l'Unione europea avrà il suo piano strategico contro il cancro, condiviso da tutti gli Stati Membri, per migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce, la cura e la qualità di vita di pazienti ed ex pazienti. Martedì 15, infatti, il Parlamento europeo discuterà in sessione plenaria le linee guida del Beating Cancer Plan, stilate dalla Special Committee on Beating Cancer (Beca) e voterà per accettare o meno gli emendamenti proposti, mentre mercoledì 16 si terranno le votazioni del testo definitivo (qui il link per seguire le dirette). Sulla base delle raccomandazioni che ne usciranno (che non hanno valore legislativo), la Commissione europea emanerà nel prossimo futuro delle direttive regolatorie che, una volta approvate dal Parlamento, vincoleranno - questa volta sì - gli Stati Membri.

 

Il testo in discussione al parlamento

Il rapporto che verrà discusso e approvato (“Report on strengthening Europe in the fight against cancer – towards a comprehensive and coordinated strategy”) rappresenta quindi la prima messa a terra effettiva del Piano europeo per la lotta al cancro, che conta sia sul finanziamento stanziato dall’Ue di 4 miliardi di euro sia su altri fondi: dall’EU4Health ai programmi Horizon Europe e Digital Europe, passando per i Recovery Plan dei singoli Stati. Il lavoro del Beca si è concentrato su alcuni punti in particolare: garantire un accesso equo alle cure, soprattutto innovative; potenziare gli screening per la diagnosi precoce; limitare l’esposizione professionale a sostanze chimiche pericolose e a distruttori endocrini; mettere in atto strategie specifiche per i tumori infantili e per il trattamento dei pazienti anziani; sostenere il diritto all'oblio, diffondere le cure palliative.

Alcol come fattore di rischio: cosa prevedono le linee guida

In queste ore, però, l'attenzione è puntata soprattutto sull'ampio capitolo dedicato alla prevenzione, e in particolare sul consumo di alcol come fattore di rischio per i tumori, un argomento che nei mesi scorsi è stato al centro di alcune polemiche e preoccupazioni da parte dei rappresentanti del mercato del beverage. “Ogni anno in Europa si verificano circa tre milioni di casi di tumore e il numero è destinato ad aumentare. Eppure sappiamo che circa il 40% di questi casi sarebbe prevenibile con l’attenzione alla prevenzione, ai fattori ambientali e agli stili di vita”, spiega a Salute Alessandra Moretti, eurodeputata del Pd: “È una percentuale estremamente rilevante, per questo l’impegno per il contrasto ai fattori di rischio e alle sostanze cancerogene è stato molto forte. L’alcol è considerato il secondo fattore di rischio per importanza dopo il fumo: l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) l’ha inserita tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’essere umano fin dal 1988 e nel 2018 il consumo di alcol è stato correlato ad oltre 180 mila casi di tumore in Europa (10% di tutti i tumori negli uomini e 3% nelle donne, ndr.). Non vogliamo proibire nulla, ma parlare con evidenza scientifica per aumentare la consapevolezza dei consumatori: per questo nel Cancer Plan abbiamo inserito il concetto di proporzionalità del rischio: a minor consumo corrisponde un minor rischio. Sulle etichette dei prodotti, inoltre, non ci sarà il Nutri Score proposto dalla Francia e nessun bollino nero sarà introdotto sui nostri vini, eccellenza da tutelare. Inoltre, siamo riusciti ad inserire la dieta mediterranea quale pilastro per una corretta e sana alimentazione, che come sappiamo prevede un bicchiere di vino a tavola”.


Insomma, le linee guida non prevedono “alert” per la salute sui prodotti che contengono alcol (come quelli che siamo ormai abituati a vedere sulle confezioni di tabacco e sui pacchetti di sigarette), ma tra gli obiettivi vi è la riduzione di almeno il 10% dell'uso nocivo di alcolici entro il 2025. “Al di là delle polemiche strumentali - continua Moretti - credo sia importante far emergere il messaggio positivo: il fatto che per la prima volta abbiamo delle indicazioni comuni, condivise e chiare per una strategia specifica contro il cancro, che rischia di diventare una vera emergenza sanitaria nei prossimi anni. Un’etichettatura uniforme in tutta l’Ue è necessaria, ma che abbia lo scopo di informare e non di condizionare”.

 

“Il report del Beca è un testo importante, che mira a migliorare le politiche di prevenzione per sensibilizzare i cittadini”, commenta in un comunicato Francesco Cognetti, presidente di Foce (la ConFederazione di oncologi, cardiologi ed ematologi): “L’alcol rappresenta un fattore di rischio noto, ma ancora troppe persone, soprattutto giovani, ne abusano. Non esistono livelli sicuri di consumo di alcol: anche quelli bassi possono causare il cancro, in particolare al cavo orale, fegato e mammella. È urgente aumentare la consapevolezza delle persone e dei decisori politici”. Altre associazioni di pazienti italiane, attive in particolare nell’ambito del cancro al seno, hanno dato il loro pieno appoggio alle raccomandazioni.

Accesso ai farmaci: la via dell'alleanza tra pubblico e privato

Nel testo si parla anche di strategia farmaceutica europea: "Ci sono farmaci molto costosi che sono spesso inaccessibili", conclude Moretti: "Il grande lavoro che stiamo facendo con le case farmaceutiche mira a far sì che gli Stati contribuiscono alla ricerca nell'ottica di ottenere poi dei prezzi calmierati. Da questa collaborazione dipende il futuro e la qualità dei sistemi sanitari pubblici. E' una questione etica: una collaborazione più stretta tra pubblico e privato può portare a costi inferiori e a processi più trasparenti. E anche a maggiori investimenti nella ricerca e, di conseguenza, a maggiori sbocchi professionali per i nostri ricercatori".