Lazio, al via le vaccinazioni anti-Covid per i pazienti oncologici

Da oggi l’Istituto Tumori IFO - Regina Elena di Roma vaccinerà i suoi oltre 3 mila pazienti. In tutta la regione sono circa 40 mila le persone con malattie oncologiche, ematologiche e cardiache a cui dare priorità. Cognetti (Foce): “Altre regioni seguano esempio virtuoso, è una battaglia di civiltà”
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SI PARTE oggi, 1 marzo, con le vaccinazioni per gli oltre 3 mila pazienti oncologici ed ematologici presso l’Istituto Tumori IFO - Regina Elena di Roma. E a loro si aggiungeranno nei prossimi giorni i pazienti del San Gallicano in cura per patologie gravi e con terapie immunosoppressive, e la vaccinazione per le persone individuate dai responsabili delle unità cliniche degli IFO dovrebbe essere completata in 4 settimane.

 

Dopo gli ultraottantenni e i pazienti ultra-fragili, la Regione Lazio ha dato infatti il via anche alla vaccinazione per i pazienti onco-ematologici. “Ringraziamo l’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, per aver accolto la nostra richiesta”, dice Francesco Cognetti, presidente della Federazione degli Oncologi, Cardiologi e Ematologi (FOCE) e Direttore Oncologia Medica del ‘Regina Elena’: “Conosciamo tutti i nostri pazienti e possiamo metterli in sicurezza in breve tempo, senza alcuna difficoltà organizzativa. Nel Lazio sono circa 40mila i pazienti oncologici, ematologici e cardiologici da vaccinare con priorità. Ci auguriamo che l’esempio virtuoso del Lazio venga seguito anche dalle altre Regioni”.

 

In Italia 400 mila pazienti '"con priorità"

In tutta Italia sono circa 400 mila pazienti oncologici e ematologici in trattamento attivo e cardiologici gravia cui garantire al pi presto la copertura vaccinale: “È una battaglia di civiltà - riprende Cognetti - Questi cittadini estremamente fragili non possono aspettare, perché è dimostrato da numerosi studi scientifici l’elevato tasso di mortalità in caso di contagio, da circa il 25% per i pazienti oncologici, al 37% per gli ematologici fino al 50% per chi ha subito un trapianto cardiaco: percentuali nettamente superiori rispetto alla popolazione generale”. La richiesta avanzata da FOCE è stata sottoscritta da oltre 600 associazioni di pazienti, che operano a livello nazionale e locale, tra cui FAVO, AIL, Conacuore e Cittadinanzattiva”.

“E’ un segnale importante dell’attenzione rivolta alle categorie più fragili e vulnerabili – ha sottolineato l’Assessore D’Amato – Voglio ringraziare tutti gli operatori che in questi mesi sono sempre stati in prima linea per il contrasto alla pandemia e per proteggere le categorie più fragili”. "Ringrazio tutti gli operatori per quanto stanno facendo in questa lotta contro il tempo - conclude il direttore generale IFO, Ripa di Meana - e tutti coloro, Ministero, Regione e professionisti, che si sono impegnati per accelerare la vaccinazione ai pazienti ultravulnerabili".