Quarta dose vaccino Covid: chi deve farla subito e perché è inutile aspettare l’autunno

Quarta dose vaccino Covid: chi deve farla subito e perché è inutile aspettare l’autunno
Ora è raccomandata per 80enni e immunocompromessi, ma non sono in molti a farla. Il virologo Fabrizio Pregliasco spiega perché bisogna invertire la tendenza
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Un po' perché c'è voglia di prendersi una vacanza anche dai temi Covid, un po' perché si pensa sia meglio attendere l'autunno, sta di fatto che le quarte dosi del vaccino anti-Covid non sono molte neppure tra gli ultra ottantenni e gli immunocompromessi, ai quali il secondo booster è dedicato. Secondo gli ultimi dati, solo il 28,8% si è vaccinato e visto che ormai siamo a luglio c'è da aspettarsi che questa percentuale non aumenterà di molto.

Ma intanto i casi aumentano e qualche dubbio sull'opportunità di seguire quanto raccomandato dal Ministero della Salute inizia a circolare: chi non può aspettare l'autunno? Quanto dura l'effetto della quarta dose? Non è meglio aspettare i vaccini aggiornati? Risponde a queste ed altre domande il professor Fabrizio Pregliasco,  virologo dell'Università Statale di Milano e direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi.

Chi deve fare adesso la quarta dose

In base a quanto stabilito da una circolare del ministero della Salute la quarta dose è raccomandata a persone che abbiano superato o compiuto 80 anni, agli ospiti delle Rsa (residenze sanitarie assistite) e a coloro che sono stati inseriti nelle categorie a rischio con un'età compresa tra 60 e 79 anni. Dunque, è una questione di età o di fragilità? "Di entrambe le cose - risponde Pregliasco -. Prima di tutto adesso devono fare la quarta dose, senza aspettare oltre, i soggetti fragili, che però sono in larga parte anziani perché dopo gli 80 anni costoro soffrono di più patologie concomitanti, ed è proprio per questo che devono proteggersi di più".

Vaccino per i soggetti immunocompromessi

In particolare, la nota di ministero, Iss (Istituto superiore sanità) e Aifa (Agenzia del farmaco), sottolinea che "la massima priorità resta quella di vaccinare chi non ha ancora ricevuto la terza dose e di somministrare la quarta a quei soggetti con marcata compromissione della risposta immunitaria legata a patologie croniche o trattamenti farmacologici e ai soggetti sottoposti a trapianto di organo". Per loro non ha senso attendere l'autunno: "È un peccato - sottolinea Pregliasco - non cogliere l'opportunità di usufruire del loro diritto a fare la quarta dose proprio in questo momento in cui il virus sta accelerando di nuovo".

Mascherine come occhiali da sole

Chi, invece, può aspettare l'autunno per vaccinarsi nuovamente? "Tutti coloro che non rientrano in queste categorie che, però, devono continuare ad usare il buon senso indossando, per esempio, le mascherine come si fa d'estate con gli occhiali da sole, cioè nelle situazioni in cui servono, soprattutto al chiuso", spiega Pregliasco.

Ma tra i medici circola l'ipotesi di abbassare la soglia dell'età per poter accedere alla quarta dose: "Non escluderei l'opportunità di allargare anche agli over 50. Ritengo che quella del Covid in futuro dovrebbe diventare come la vaccinazione influenzale, cioè annuale e con accesso anche prima dei 60 anni", chiarisce il virologo. 

Come deve regolarsi chi si è contagiato

Tra i soggetti fragili e over 80, chi ha ricevuto la prima dose di richiamo, quindi un ciclo di tre dosi e ha contratto successivamente l'infezione naturale, può saltare la quarta dose? "Se si è ammalato di recente sì - risponde Pregliasco - in quanto l'infezione gli ha conferito una sorta di rinforzo dell'immunità acquisita con il vaccino, ma se sono passati quattro mesi dalla guarigione della malattia meglio fare la quarta dose perché la capacità protettiva della malattia e della guarigione si abbassa nel tempo e alla luce di queste nuove varianti è necessario rinforzare le cellule T della memoria per aumentare le difese".

E chi, invece, si è contagiato con Omicron 5 in modo asintomatico e inconsapevole corre dei rischi sottoponendosi a una quarta dose? "Assolutamente no, non c'è nessun rischio e può vaccinarsi in tutta tranquillità", rassicura l'esperto. 

Quali vaccini per la quarta dose

Con quale tipo di vaccino viene fatta la quarta dose? "Attualmente - spiega il virologo - sono stati autorizzati per la quarta dose i vaccini di Pfizer e Moderna, ambedue basati sulla tecnologia dell'RNA messaggero, ma questo soltanto perché manca ancora la valutazione di efficacia e quindi l'approvazione all'uso come quarta dose degli altri vaccini disponibili".

Quarta dose e vacanze

Un altro dubbio molto frequente riguarda il momento giusto per fare la quarta dose: siamo in estate e per molte famiglie tra poco inizieranno le vacanze, magari con i nonni al seguito. Ora non è troppo tardi? "Assolutamente no - risponde il virologo, che incalza -. La quarta dose fa aumentare gli anticorpi in modo rapido: dopo 8 giorni sono già al massimo. Si stima che l'ondata avrà il picco fra il 15 e il 30 luglio con 150mila casi. Poi però impiegherà tutto agosto per scendere. E due mesi è la protezione offerta dalla quarta dose. Il virus continua a circolare: siamo in una fase di transizione tra l'andamento epidemico e quello endemico. Al momento c'è un trend ondulante, come i cerchi che si formano lanciando un sasso in uno stagno".  

I nuovi vaccini aggiornati

Ma i vaccini oggi disponibili sono basati sul virus originario di Wuhan (2020) e nel frattempo hanno circolato nuove varianti. Moltissime persone, quindi, si chiedono che ragione ci sia di immunizzarsi con la quarta dose di un vaccino vecchio. Alla domanda, Pregliasco risponde: "È sbagliata la narrazione del vaccino vecchio e inefficace perché attiva l'immunità cellulare, e in questa fase è fondamentale riattivare questa risposta in attesa del richiamo periodico". Aggiungendo: "Non bisogna considerare i vaccini che abbiamo ora inutili perché comunque rialzano la risposta immunitaria e continuano a proteggere dalla malattia grave e dalla mortalità che sono i due obiettivi fondamentali".

Per quanto tempo protegge la quarta dose

Quanto dura l'immunità della terza dose e quando fare la quarta? "La terza dose - rileva il virologo - dura 4 mesi, nel corso dei quali, però, c'è un calo della protezione e poi una stabilizzazione. Quindi, permane una protezione residua, ma per i fragili è importante fare la quarta dose soprattutto se sono trascorsi quattro mesi dall'ultimo richiamo. Ha la stessa durata anche la protezione della quarta dose. Chi fa oggi la quarta dose, in autunno cosa dovrà fare? A mio avviso, trascorsi quattro mesi dovrà fare il nuovo vaccino aggiornato, ma è ancora da definire".

Analisi del sangue prima della quarta dose

Alcuni medici consigliano ai pazienti di fare delle analisi prima della quarta dose per verificare se ci sia un'infezione in corso: è utile? "Non serve a nulla - tiene a precisare il virologo -. È del tutto inutile, ma a volte si ha paura di possibili eventi avversi ed effetti collaterali, anche se non c'è nessun elemento che la giustifichi. Non serve neppure il test sierologico perché avere gli anticorpi non significa essere per forza protetti dall'infezione. Nel tempo questi calano e per un eventuale incontro con il virus non sono sufficienti ad evitare l'infezione".

Un altro dubbio molto diffuso: la quarta dose possa avere effetti collaterali più pesanti, visto che si somma agli altri vaccini effettuati in precedenza? "Assolutamente no, non c'è un effetto accumulo", chiarisce Pregliasco.

Un virus più docile?

Se la quarta dose fosse stata fatta prima, questa ondata estiva si sarebbe potuta evitare, o almeno limitare, oppure no perché i vaccini non sono specifici? "Certamente la quarta dose avrebbe aiutato a ridurre i contagi, ma soprattutto a ridurre gli effetti pesanti e la mortalità tra i fragili - spiega Pregliasco -. La diversa proporzionalità tra numero di nuovi contagi e casi gravi è legata a due effetti: da una parte il virus si è rabbonito, ma è anche vero che inciampa in persone che sono già guarite. Infatti, il 9% dei casi giornalieri è di persone che si reinfettano. Potremmo dire che il nostro organismo è come l'Ucraina, cioè riesce a tamponare l'invasione del virus. Inoltre, si imbatte in persone che hanno una protezione residua che non impedisce al virus di infettarle, ma che riescono a reagire".  

I vaccini aggiornati

Infine, in molti si sono convinti che sia meglio aspettare i nuovi vaccini aggiornati, ma poiché sono stati sviluppati con Omicron 1 che oggi è scomparsa e poiché vengono continuamente 'avvistatè nuove mutazioni, non è detto che l'attesa sia effettivamente utile. Tra l'altro, se anche riuscissimo in qualche mese ad ottenere un vaccino contro BA.5, non abbiamo la certezza che per allora questa sottovariante sarà ancora quella prevalente.

Insomma, non è una strategia debole quella di inseguire il virus e le sue varianti? "Tutti gli aggiornamenti dei vaccini incrementano  la capacità di protezione - assicura il direttore sanitario del Galeazzi -. È la stessa cosa che succede con il vaccino dell'influenza che cambia ogni anno".

Ma visto che il virus cambia continuamente, non avrebbe più senso sviluppare un vaccino pan-coronavirus? "Si sta lavorando in questa direzione, ma ci vuole del tempo - conclude Pregliasco -. I risultati sono interessanti, il problema è che non è facile trovare gli antigeni su cui puntare".

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