Virus sinciziale, arriva l'iniezione che proteggerà i nostri bambini

Virus sinciziale, arriva l'iniezione che proteggerà i nostri bambini
La pediatra analizza lo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine: "Anticorpi monoclonali somministrati ai più piccoli per prevenire l'infezione"
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A breve avremo la possibilità di proteggere tutti i bambini contro il Virus respiratorio sinciziale (VRS). O almeno questa è la speranza che si intravede in un articolo scientifico di recente pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale The New England Journal of Medicine

Un team di ricercatori stranieri ha infatti dimostrato come vi sia la concreta possibilità di proteggere i bambini nati a termine e quelli nati poche settimane prima della fine della gravidanza (ovvero di età superiore alle 35 settimane di età gestazionale) contro il Virus respiratorio sinciziale. Si tratta di un nuovo studio, che fa seguito a quello già condotto su bambini nati prematuri, ovvero nati tra le 29 e le 35 settimane di età gestazionale.

Difesi dagli anticorpi monoclonali

La protezione viene conferita ai bambini tramite anticorpi monoclonali, ovvero proteine prodotte in laboratorio che hanno la funzione di prevenire l’infezione del virus. Quindi, con un’unica puntura somministrata prima dell’inizio della stagione epidemica, ovvero tardo autunno-inizio inverno, si possono proteggere i più piccoli contro il virus: è questo quanto si apprende dallo studio scientifico.

Prevenire l’infezione da Virus respiratorio sinciziale sta diventando sempre più importante. I mesi scorsi sono stati difficili, soprattutto per i più piccoli. Dopo un periodo di relativo benessere, in cui il virus respiratorio sinciziale, così come altri virus, aveva fatto poco parlare di sé: c’è stato un vero e proprio boom di casi. Ospedali e studi pediatrici sono stati presi d’assalto da bambini con problemi respiratori.

Boom di casi

Per la maggior parte, si trattava di bambini piccoli, con raffreddore, tosse e qualche linea di febbre. Fatto il tampone nasale, in molti frangenti il responsabile della bronchiolite o delle infezioni respiratorie delle basse vie si è rivelato proprio lui, il Virus respiratorio sinciziale. E, se in molte circostanze la situazione ha potuto essere gestita a domicilio, in tanti altri era necessario il ricovero in ospedale.

Da qui la necessità di proteggere i bambini dalla infezione in generale, ma soprattutto dalla ospedalizzazione. Perché, purtroppo, i bambini colpiti dal Virus respiratorio sinciziale, soprattutto se piccoli, ovvero di età inferiore all’anno, possono aver difficoltà a respirare da soli,  e quindi aver bisogno di ossigeno. Inevitabile, in questi casi, è il ricovero in ospedale.

Attaccati soprattutto i più piccoli

I dati americani del resto ci confermano che il 40% di ospedalizzazioni per patologie respiratorie è correlato al Virus respiratorio sinciziale. Due terzi dei casi riguardano proprio i più piccoli, ovvero i bambini di età inferiore ai 5 anni. Analoga è l’esperienza inglese, in cui il 28% dei ricoveri per patologie del tratto respiratorio inferiore nei più piccoli è stata attribuita a questo virus.

Quindi, una potenziale arma in più per prevenire l’infezione. Senza dimenticare le vecchie ma sempre valide regole, ovvero tenere i più piccoli lontani dalle aree affollate, evitare il fumo passivo, disinfettare bene le mani e tutti gli oggetti o le superficie con cui il bambino può venire a contatto.

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