Ricetta dematerializzata, la proroga fino a fine anno

Ricetta dematerializzata, la proroga fino a fine anno
Almeno fino al 31 dicembre 2022 non servirirà il cartaceo. Medici e pediatri chidono un provvedimento a tempo indeterminato
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La ricetta elettronica continuerà a essere valida fino alla fine dell'anno. Una nuova ordinanza della Protezione civile ne proroga l'uso fino al 31 dicembre 2022. Come denunciato nei giorni scorsi da diverse società scientifiche, come Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e Fimp (Federazione italiana medici pediatri), la fine dello stato di emergenza rischiava di annullare anche quel poco di positivo che la pandemia aveva comportato, riportando i pazienti e i caregiver ad affollarsi negli studi medici per ritirare il formato cartaceo - in un momento, tra l'altro, in cui i casi di Covid-19 stanno tornando a crescere.

La pandemia e la conseguente decisione di indire lo stato di emergenza nel nostro Paese hanno avuto piccoli risvolti positivi a livello organizzativo. Tra questi la possibilità per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta di poter fornire a pazienti e caregiver il numero di ricetta elettronica (Nre) anche attraverso un semplice sms o app di messaggistica, oltre che via posta elettronica ordinaria. Codice alla mano, per due anni i cittadini hanno potuto ritirare i propri farmaci senza essere obbligati a recuperare il promemoria cartaceo dal proprio medico curante da esibire al farmacista.

Non si può tornare indietro

Il sistema era stato implementato velocemente agli inizi della pandemia nel 2020 (decreto Cura-Italia) proprio per venire incontro alla necessità di muoversi da casa il meno possibile, di evitare assembramenti per contenere le ondate epidemiche e il sovraccarico dei servizi di assistenza e degli ospedali.

Questa possibilità sarebbe dovuta scadere con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo 2022, ma grazie a una provvidenziale ordinanza della Protezione civile (si veda in particolare l'articolo 2) l'uso del promemoria dematerializzato viene prorogato al 31 dicembre 2022.

"Sarebbe stato folle - commenta Antonio D'Avino, presidente di Fimp. - Per fortuna le Istituzioni, il ministro Roberto Speranza, ci hanno ascoltato e hanno compreso le difficoltà che un ritorno al passato avrebbe comportato per gli operatori sanitari e per le famiglie. Come pediatra  posso testimoniare i vantaggi che il promemoria dematerializzato ha comportato e comporta per i genitori, soprattutto per quelli lavoratori".

Il ritorno al formato cartaceo vorrebbe dire, infatti, dover rispettare gli orari di ambulatorio persino per ricette ripetute, aspettare anche per parecchio tempo in sala d'attesa il proprio turno. "Così si aumenta il rischio sia di portare il virus all'interno degli ambulatori sia di portarlo poi a casa, in un momento, oltretutto, in cui i numeri dei contagi da coronavirus stanno risalendo nella fascia pediatrica".

Il Fascicolo sanitario elettronico

Come previsto dall'ordinanza, sarà ora il ministero della Salute a provvedere all'attuazione delle diverse forme di erogazione alternative al promemoria cartaceo della ricetta elettronica. Nel sistema a regime i documenti - non solo le ricette dei farmaci ma anche le prescrizioni per le visite specialistiche - dovrebbero essere caricati e disponibili ai cittadini nel Fascicolo sanitario elettronico (Fse) o anche solo fornendo la propria tessera sanitaria in farmacia (come già avviene in Veneto e in Trentino). Il problema che ancora sussiste è che non tutte le Regioni sono al passo nell'implementazione del sistema.