I mille poteri di un buon sonno: aiuta i bambini a leggere e memorizzare nuove parole

Tre studi rivelano l'importanza di una buona dormita per i più piccoli: con qualche sorpresa
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Dormire bene aiuta i bambini a leggere meglio. Questo il risultato di uno studio pubblicato sul British Journal of Educational Psychology e condotto dai ricercatori della Regent's University of London.

La ricerca è stata portata avanti su 339 bambini di età 4-14 anni, nel corso di tre anni. Ai genitori è stato chiesto di compilare un questionario sul sonno dei loro figli, con una serie di domande che variavano dai risvegli notturni alla durata del sonno, dalla respirazione alla sonnolenza diurna fino al tempo necessario per addormentarsi.

I bambini invece sono stati incaricati di portare a termine compiti di lettura che comprendevano la capacità di leggere rapidamente e accuratamente singole parole da un elenco, ma anche pronunciare correttamente vocaboli nuovi. I bambini con problemi del sonno hanno ottenuto un punteggio minore sia per la lettura che per la fonetica.

In particolare, la respirazione disturbata nel sonno e la sonnolenza diurna sono associate a una peggiore capacità di lettura. La percentuale dei bambini che soffre di questo genere di problemi non è bassa: nello studio sono risultati il 42 per cento dei casi, ma una recente ricerca australiana parla del 53 per cento.

A volte per risolvere il problema con i più piccoli e raggiungere dei risultati basta modificare alcuni comportamenti, come evitare di andare a letto troppo tardi e di usare computer e telefonino prima di dormire. In casi più complessi, è necessario ricorrere ai farmaci. Ma una diagnosi precoce e relativa cura potrebbero avere degli effetti significativi sulla capacità di lettura, importante per l'avanzamento scolastico e, in generale, per la vita di un bambino.

Un buon sonno aiuta nell'apprendimento di parole nuove

Secondo uno studio condotto su 38 bambini tra i 2 e i 3 anni dai ricercatori del Center for Mind and Brain della University of California, e pubblicato su Current Biology, alcune aree del cervello, l'ippocampo e il lobo temporale mediale anteriore, entrano in funzione durante il riposo e fissano nella memoria i termini nuovi appresi. I risultati delle risonanze magnetiche dei bambini hanno infatti evidenziato un legame tra i meccanismi di memoria e l'apprendimento delle parole nel lobo temporale mediale.

Infine, in questo elogio del sonno, non poteva mancare la sua capacità di scongiurare il sovrappeso. Uno studio dei ricercatori del Brigham and Women's Hospital, Massachusetts General Hospital e collaboratori, pubblicato su Sleep, suggerisce che i neonati che dormono più a lungo e si svegliano meno durante la notte hanno meno probabilità di essere in sovrappeso nell'infanzia.

I ricercatori hanno osservato 298 neonati nati al Massachusetts General Hospital tra il 2016 e il 2018, monitorando i loro modelli di sonno utilizzando l'actigrafo alla caviglia (dispositivo che misura i modelli di attività e riposo su più giorni). Sono stati estrapolati i dati di tre notti tra uno e sei mesi, supportati anche dai diari del sonno redatti dai genitori, che registravano gli episodi di sonno e veglia dei figli.

I ricercatori hanno scoperto che solo un'ora di sonno in più era correlata a una diminuzione del 26% del rischio di sovrappeso dei neonati. Inoltre, i bambini che si svegliavano meno durante la notte affrontavano un rischio inferiore di aumento di peso in eccesso. Il perché di questa correlazione non è chiaro, ma gli scienziati ipotizzano che dormire meglio e più a lungo facilita una routine alimentare e l'autoregolazione, fattori che mitigano la sovralimentazione.