Integratori anti rughe da bere: sono davvero efficaci?

Collagene, acido ialuronico, sali minerali. Aggiunti nei drink per combattere le rughe. È la nuova moda. Efficace? I nostri esperti spiegano perché non è affatto detto che il nostro organismo li assorba
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Diceva Mark Twain che le rughe dovrebbero semplicemente indicare il posto dove erano i sorrisi. Sarà vero, ma in un mondo che ci vuole sempre giovani, ogni rimedio per sconfiggere il tempo che passa appare seducente. Anche l'idea di bere collagene e acido ialuronico come fossero un drink.

Non più solo sostanze da spalmare o iniettare nella pelle sotto forma di creme o filler, quindi, ma ingredienti da assaporare, desiderando l'effetto sperato. Il principio è semplice: aggiungere all'acqua minerale collagene e simili, come già accade per quelle arricchite di vitamine e sali minerali.

Cosa sono le "acque funzionali"

Sono le cosiddette acque funzionali, un mercato in espansione su cui le aziende del settore stanno investendo, per puntare su estetica e benessere. Dalla Skincare di San Benedetto, che ha il volto di Elisabetta Canalis, alle linee di Sant'Anna Beauty, per citarne alcune, ogni bottiglietta da 20/30 ml di acqua contiene in media 2,5 grammi di collagene idrolizzato, oltre ad acido ialuronico e zinco.

Il collagene è una proteina strutturale che "sostiene" pelle, ossa e cartilagini, la cui produzione naturale diminuisce con l'età. L'acido ialuronico è un polisaccaride che mantiene l'idratazione e il turgore della pelle e del tessuto connettivo, mentre lo zinco è un minerale dall'azione antiossidante (dei tre ingredienti solo lo zinco può essere oggetto di claim salutistici, perché ha effetti scientificamente provati, in base al Registro europeo che assicura una corretta informazione ai consumatori).

A proposito di slogan, secondo i messaggi promozionali che le accompagnano, queste acque funzionali rappresentano un rituale di bellezza quotidiano, alcune con la promessa che in sole quattro settimane possano aiutare a migliorare l'aspetto delle rughe e la compattezza della pelle.

Ancora troppe incognite

Ma è davvero così? "Ci sono diversi studi scientifici sull'assunzione di collagene idrolizzato, anche se non specifici sull'acqua arricchita, ma restano molti punti di domanda perché i dati non sono così robusti, e per di più molte ricerche non sono del tutto imparziali, essendo centrate su specifici prodotti coperti da brevetto", spiega Stefania Ruggeri, nutrizionista e ricercatore Crea Alimenti e Nutrizione.

"Non sappiamo, per esempio, l'effettiva biodisponibilità del collagene nei prodotti venduti, perché l'assorbimento da parte del nostro organismo può essere diverso da quello di un'altra formulazione e l'uso di queste acque non segue una prescrizione di uno specialista, quindi non conosciamo quale sarà l'effettiva efficacia, a fronte di un costo piuttosto elevato". Non è superfluo ricordare che in media le "acque della bellezza" costano 6 euro al litro, quasi venti volte tanto rispetto alla comune minerale in bottiglia.

La conclusioni dei ricercatori sull'efficacia

"Una moda o il futuro?", si chiedeva un articolo pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology, analizzando la tendenza all'integrazione con collagene non solo nell'acqua, ma soprattutto in flaconcini, in polvere o capsule dalla concentrazione più elevata. La conclusione dei ricercatori è che i dati disponibili sono limitati e restano ancora da comprendere pienamente i possibili effetti su riduzione di rughe, maggiore compattezza, tonicità e ringiovanimento della pelle.

Qualche apertura in più l'ha concessa l'Università della California, che ha condotto una revisione sistematica di diversi studi su un totale di 805 pazienti cui erano stati somministrati integratori orali di collagene, rilevando sul Journal of Drugs in Dermatology che i risultati preliminari sono promettenti per la cura di ferite e il contrasto dell'invecchiamento cutaneo: la somministrazione di collagene è sicura ma sono necessari ulteriori studi, anche per definirne i dosaggi.

"Per l'acido ialuronico le prove sono ancora meno consistenti che per il collagene, mentre lo zinco è un minerale di cui in Italia non siamo carenti: è un microelemento presente in una varietà di prodotti come carne, cereali, latte e formaggi e quindi, a meno di situazioni specifiche, non c'è necessità di integrarlo", chiarisce Ruggeri.

L'importanza dell'idratazione

Far bella la pelle, insomma, non è come bere un bicchier d'acqua. Anche se una corretta idratazione è un requisito fondamentale per la sua tonicità, ma questo si può ottenere anche bevendo l'acqua del rubinetto o una comune minerale in bottiglia.

"La pelle siamo noi: attenzione a non sottovalutare una parte così importante, che segna il confine tra noi e il mondo e ha a che fare con il benessere dell'intero organismo, oltre che della psiche, curandola semplicemente con qualche sorso di acqua funzionale", avverte la nutrizionista. Anche le scelte alimentari contano, ma non esistono soluzioni magiche.

L'importanza di mangiare frutta e verdura

Esistono piuttosto nutrienti "alleati" della pelle, come spinaci, bietole e altri vegetali a foglia verde, frutti di bosco, arance - tutti ricchi di composti bioattivi che contrastano l'ossidazione e il danno cellulare - o l'avocado, fonte preziosa di vitamina E, senza dimenticare le riserve di omega 3 contenute in salmone e pesce azzurro. Non saranno chic come estrarre dalla borsa una bottiglietta griffata, ma funzionano (e la scienza conferma).