In vacanza ai tempi del vaccino, ecco i Paesi che aprono ai turisti

Si torna a viaggiare con un occhio ai dati sui contagi Covid. Usa e Canada riaprono le frontiere, via libera nel Regno Unito e in Europa, ma il Green pass è indispensabile. La novità dei corridoi turistici Covid free
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SI TORNA a viaggiare. Sempre che il trend dei contagi Covid, in risalita, non riporti all’orizzonte lo stato d’allerta. Si torna a viaggiare negli Stati Uniti, che dall’8 novembre hanno riaperto le frontiere, così come in Canada. Molti Stati hanno spalancato le porte ai turisti, che sono così tornati a prendere l'aereo. Anche se non è ancora del tutto un via libera, perché sono diverse le regole stabilite da ogni Paese per l’ingresso nei propri confini. Questo riguarda gli Usa come la Spagna, e pure i Paesi dei corridoi Covid free. Nel Regno Unito, ad esempio, è alta la fiducia  nel poter tornare a muoversi. Oltre 10 milioni di persone hanno fatto il richiamo o la terza dose anti-Covid (specie gli immunodepressi). E il segretario alla salute, Sajid Javid, ha esortato gli inglesi a sottoporsi alla dose booster definendola una "missione nazionale" che aiuterebbe il Paese a "evitare un ritorno alle restrizioni e godersi il Natale". 

Gli Stati Uniti aprono le frontiere 

Il segnale più forte in questo momento arriva proprio dagli Stati Uniti, che, raggiunto un tasso di immunizzazione pari al 70% della popolazione adulta, dopo 18 mesi hanno riaperto le frontiere terrestri e aeree ai passeggeri che hanno completato il ciclo vaccinale anti Covid, ponendo così fine alla chiusura decretata nel marzo 2020. Le restrizioni ai viaggi, introdotte dall'ex presidente Donald Trump, sono state mantenute dall'attuale presidente, Joe Biden. Ora, ha reso noto la Casa Bianca, gli stranieri che vogliono entrare negli Usa per visite considerate non essenziali, come il turismo o la maggior parte delle riunioni familiari, potranno farlo sia in aereo che attraverso i confini terrestri di Messico e Canada. Non sarà richiesta alcuna quarantena all’arrivo. Ma per poter entrare liberamente in suolo americano occorre un certificato di vaccinazione completa, con i farmaci Pfizer, Moderna, Johnson&Johnson (riconosciuti dalla Fda, Food and drugs administration), AstraZeneca, Sinovac e Sinopharm (non riconosciuti). Per viaggiare bisognerà anche sottoporsi a un tampone anti - Covid entro 72 ore dalla partenza. Mentre, per tornare in Italia, sarà necessario compilare il Passenger Locator Form ed effettuare un nuovo test nei tre giorni precedenti il rientro. 

Chi può entrare negli Usa? 

Sul territorio americano potranno entrare anche i viaggiatori stranieri vaccinati che giungono da Paesi fino a oggi soggetti a restrizioni di viaggio a causa della pandemia. Un elenco che comprendeva anche i 26 stati europei dell'area Schengen, oltre a Regno Unito, Irlanda, Brasile, Cina, Iran, Sud Africa e India. Ed è bastato questo per far schizzare in alto le prenotazioni di biglietti aerei. Per far fronte alla richiesta massiccia, Air France, British Airways, United Airlines, compagnie che di solito dipendono molto dalle rotte transatlantiche e transpacifiche, hanno aggiunto voli, scelto aerei più grandi e rinfoltito il personale. 
Anche il Canada ha aperto i confini ai turisti che abbiano già completato il ciclo vaccinale. Ma, oltre a questo, chiede anche il risultato negativo di un test molecolare effettuato entro i tre giorni prima del viaggio. 

Il via libera del Regno Unito 

Pure l’Isola d’Oltremanica ha riaperto i confini. Per entrare nel Regno Unito, dal 1°ottobre scorso è necessario un passaporto, mentre per quanto riguarda le regole Covid, non è più richiesto di osservare un periodo di quarantena. È obbligatorio però sottoporsi a test entro 48 ore dall’ingresso, oltre alla compilazione del Passenger Locator Form. 

Le regole da osservare per muoversi in Europa 

Ma quali sono le regole, imposte dalla pandemia, da rispettare per chi voglia spostarsi in Europa? La condizione generale per i viaggi nei Paesi membri dell’Unione Europea e in quelli dell’Area Schengen è essere in possesso di un Green pass, che si ottiene dopo la guarigione dal Covid-19, oppure con l’esito di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti, o ancora avendo completato il ciclo vaccinale. Tuttavia, anche all’interno dei confini europei, ogni Paese può stabilire regole precise anche diverse da quelle fissate a livello comunitario. Quindi, prima di mettersi in viaggio è meglio consultare il sito della Farnesina viaggiaresicuri.it. 

Le liste di paesi in cui si può viaggiare 

L’Italia ha predisposto cinque liste (A, B, C, D e E) che prevedono regole differenti per i viaggi in entrata e in uscita dal territorio nazionale. Salvo decisioni dell’ultima ora, è possibile viaggiare anche per turismo nei Paesi delle liste C e D. Nella prima sono compresi tutti gli stati dell’Unione Europea, dello spazio Schengen e Israele. I Paesi della lista D sono: Albania, Arabia Saudita, Armenia, Australia, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Brunei, Canada, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Giordania, Libano, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Qatar, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Repubblica di Corea, Repubblica di Macedonia del Nord, Serbia, Singapore, Stati Uniti d’America, Ucraina, Taiwan, Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao. 

Ecco le novità per Spagna, Francia e Germania 

Ma per alcuni Stati le regole cambiano. Per la Spagna, ad esempio, che aggiorna ogni sette giorni una lista di Stati, o anche di singole Regioni, considerate a rischio. Chi entra in territorio spagnolo deve comunque presentare un formulario scaricabile sul sito Spain Travel Health. 
La Francia ha scelto un’altra strada. Parigi divide i Paesi in tre fasce di rischio: verdi, arancione e rosse. L’Italia è inserita tra gli Stati in verde, ai cui cittadini per l’ingresso senza limitazioni all'arrivo viene richiesto un certificato di vaccinazione, valido dopo una settimana dalla seconda dose di Pfizer, Moderna e AstraZeneca e dopo quattro settimane dall’unica dose di Johnson&Johnson. Altrimenti, basta che sia passata una settimana dalla prima dose per chi aveva già contratto il Covid in precedenza. I turisti non vaccinati, ad esclusione dei minori di 12 anni, devono presentare un certificato di “avvenuta guarigione da Covid-19 da almeno 12 giorni e da non più di 6 mesi, oppure l’esito negativo di un test molecolare o antigenico effettuato meno di 72 ore prima della partenza". 
E per entrare in Germania cosa occorre? Al momento non c'è nessuna regola per zone di rischio. Chiunque faccia ingresso nel Paese, deve presentare una certificazione che attesti la vaccinazione o la guarigione dal Covid, oppure l’esito negativo di un tampone (entro 48 ore prima se rapido e 72 se molecolare), esclusi i minori di 12 anni. Basta una sola dose di vaccino se si è già contratto il Covid in precedenza 

I corridoi turistici 

Una novità dell’autunno 2021 è l’apertura dei Corridoi turistici (Covid free). Con ordinanza in vigore dal 30 settembre 2021 e fino al 31 gennaio 2022 (salvo ulteriori proroghe), è possibile realizzare viaggi turistici controllati, compresa la permanenza in strutture ricettive selezionate, secondo specifiche misure di sicurezza sanitaria idonee a garantire il rispetto dei protocolli. In sostanza si tratta di viaggi organizzati e gestiti esclusivamente da operatori turistici, i quali sono anche chiamati ad assicurare il rispetto delle diverse misure di sicurezza. I “Corridoi turistici Covid-free” sono operativi verso Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm el-Sheikh e Marsa Alam). Qui è necessario innanzitutto il Green pass, seguito da diversi tamponi: il primo nelle 48 ore precedenti la partenza; il secondo nel luogo di destinazione se la permanenza all’estero supera i 7 giorni; il terzo prima di rientrare in Italia, nelle 48 ore precedenti l’imbarco; l’ultimo all’arrivo in aeroporto in Italia. I viaggiatori risultati negativi a tutti i test sono esentati dal rispetto degli obblighi di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario al rientro. 

Il Natale dietro l'angolo 

Intanto si pensa a dove spostarsi per Natale. Ma, a causa della pandemia di Covid e dello stato di emergenza, sino a fine anno (anche se il Governo sta valutando una proroga), bisognerà fare i conti con regole strette per potersi muovere. Lo strumento indispensabile sarà, anche in questo caso, il Green pass, che pure molto probabilmente sarà prorogato. Cosa si potrà dunque fare durante le ferie natalizie?  Per chi vuole rimanere in Italia, al momento troverà tutta zona bianca e nessuna limitazione per i viaggi. E’ obbligatorio il Green pass per imbarcarsi su aerei, navi, traghetti per trasporto interregionale (esclusi i collegamenti nello Stretto di Messina), treni di tipo Intercity e Alta Velocità, autobus per il trasporto interregionale e autobus per servizi di noleggio con conducente. Anche in questo caso la carta verde deve attestare di essere stati vaccinati o di essere guariti dal Covid-19, oppure l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti al viaggio. Le stesse regole valgono per Città del Vaticano e Repubblica di San Marino. 

E se scegliessi un hotel? 

Per alloggiare in albergo non serve avere il Green pass, mentre, per pranzare e cenare all’interno, le possibilità sono due: nel caso l’hotel offra un servizio di ristorazione riservato ai clienti, è possibile accedere anche senza la carta verde Covid, pure se si tratta di una sala al chiuso. Se, invece, l’hotel offre un servizio di ristorazione aperto anche a chi non è cliente, il Green pass è indispensabile. Il pass non occorre se la sala ristorante si trova all’esterno. 

Tutti sulla pista da sci 

E veniamo alla montagna. In Italia il Green pass è obbligatorio per poter usufruire degli impianti di risalita: la norma lo prevede per "funivie, cabinovie e seggiovie, qualora utilizzate con la chiusura delle cupole paravento, con finalità turistico-commerciale e anche ove ubicate in comprensori sciistici, senza limitazioni alla vendita dei titoli di viaggio". Il “Protocollo riapertura delle aree sciistiche e per l’utilizzo degli impianti di risalita”, firmato dalla Federazione Italiana Sport Invernali (Fisi), dall’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari (Anef), da Federfuni, Amsi e Colnaz, introduce già l’obbligo di Green pass per accedere agli impianti di risalita, fissando la capienza delle seggiovie al 100%, limitata all’80% se utilizzate con chiusura delle cupole paravento. La capienza è ridotta all’80% pure per cabinovie e funivie, ed è previsto anche l’obbligo di mascherine chirurgiche o Ffp2 negli spazi comuni e sugli impianti. Diversa è, invece, la situazione in Svizzera, dove l'Associazione funivie ha annunciato che non verrà richiesto. Ma l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) è intervenuto poco dopo, parlando di "annuncio affrettato". E ha fatto sapere che l'obbligo di Green pass rimane per tutti i ristoranti, compresi i rifugi di montagna.