Salute maschile, se non si fa prevenzione la sessualità è a rischio

Novembre è il mese della sensibilizzazione sulle malattie maschili, spesso trascurate e sulle quali c'è poca attenzione da parte degli uomini
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Movember è un'iniziativa ideata nel 2003  per aumentare la consapevolezza dei problemi di salute degli uomini, in particolare il cancro alla prostata, il cancro ai testicoli e la salute mentale/prevenzione del suicidio. Il nome 'Movember' è una combinazione di 'mo' (moustache per baffi) e 'november' (il mese in cui si svolge l'iniziativa).

Ogni novembre quindi la Fondazione Movember invita le persone di tutto il mondo a partecipare ad attività di sensibilizzazione e raccolta fondi per la salute degli uomini. Gli uomini (chiamati Mo Bros) sono incoraggiati a farsi crescere i baffi ogni novembre per sottolineare il progetto.

I tumori maschili

Ma perché questa iniziativa? Sappiamo che il cancro alla prostata è uno dei tumori più diffusi e quello ai testicoli si diffonde sempre più  tra la popolazione giovanile, sappiamo anche che gli uomini hanno tradizionalmente una minore attenzione nei confronti della salute, anche di quella sessuale, e arrivano spesso con molto ritardo alla diagnosi complicando le possibilità di intervento.

Le diverse società scientifiche che in Italia si occupano di salute sessuale maschile dal punto di vista medico lavorano da anni per la prevenzione, offrendo settimane e giornate gratuite di visite specialistiche, ma tutto questo non ha ancora attivato una consapevolezza da parte maschile che la cura della propria salute sessuale richiede una attenzione costante e continuativa.

Salvare la sessualità e la fertilità

Non sussiste ad oggi un modo sicuro per prevenire il cancro alla prostata e ai testicoli e spesso i risultati degli studi sono in conflitto tra loro, quello che sappiamo di certo è che la prevenzione, quindi controlli regolari anche in giovane età, possono aiutare ad individuare i segni in modo precoce, consentendo di intervenire in modo tempestivo, salvaguardando quindi anche gli aspetti relativi alla fertilità e alla sessualità.

Perché gli uomini non fanno prevenzione

Ma perché gli uomini sono costi refrattari al prendersi cura di sé? Alla base sembrerebbe esserci lo stereotipo maschile della forza e della non vulnerabilità che incastra purtroppo gli uomini in molte situazioni, tra le quali anche questa importante della cura di sé.

Andare da un medico, sottoporsi a visite e controlli mette in dubbio questa forza e mostra il fianco ad una vulnerabilità per certi versi inaccettabile da parte maschile. Sono ovviamente meccanismi che lavorano nei sotterranei della nostra psiche e non sempre così accessibili, ma che purtroppo portano a mettere in atto comportamenti non mirati al mantenimento della salute.

Un problema per la salute maschile

Anche nella società attuale dove il reperimento delle informazioni sulla salute e la forma fisica è spesso a portata di mano, gli uomini sono ancora indietro rispetto alle donne nel prendersi cura della loro salute a meno che una condizione non diventi insopportabile. Teniamo conto che in media, gli uomini muoiono mezzo decennio prima delle donne, avrà questo a che fare con una minore forma di prevenzione?

Non parlano volentieri di sesso

Un recente studio della Cleveland Clinic ha riportato che il 44% degli uomini preferisce discutere della salute sessuale con un medico online o attraverso il telefono perché si sentono più imbarazzati a farlo di persona, mentre il 66% ha usato un servizio di salute digitale negli ultimi anni: che sia questo un modo, quello digitale, per far avvicinare maggiormente gli uomini al concetto di prevenzione, scavalcando quel tipico imbarazzo a parlare di sé?

La telemedicina per superare il problema

La pandemia ci ha messo nella condizione di ampliare questo tipo di servizi, e la telemedicina, con aspetti positivi e alcuni risvolti da mettere ancora a punto, è diventata una realtà sempre più presente. Qualunque sia il modo crediamo sia importante facilitare l’aggancio su questo aspetto importante della salute maschile, il contatto diretto, indispensabile momento per la cura, può sempre venire in un momento successivo.

* Roberta Rossi è sessuologa e psicoterapeuta dell'Istituto di psicologia clinica