Salute mentale, la sanità a due velocità fra carenza di fondi e personale

A Milano si è svolta l'iniziativa: "Attaccati al tram", il tram della salute mentale attraversa la città (fotogramma)
Campania, Calabria, Basilicata e inaspettatamente il Veneto, si trovano in grave difficoltà. Un problema che pone interrogativi sulla tenuta stessa del sistema
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Fabrizio Starace è psichiatra componente del Consiglio Superiore di Sanità direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell'Azienda Ausl di Modena e dal festival Màt

 

Dedicata tema delle disuguaglianze, la Giornata Mondiale della Salute Mentale di quest'anno è stata l'occasione propizia per riflettere sulle disparità che caratterizzano il sistema sociosanitario nel nostro Paese. Rese ancor più evidenti dall'emergenza pandemica, esse sanciscono - apparentemente senza possibilità di soluzione - quella che con cinica definizione è stata chiamata la "lotteria del codice postale" ossia la possibilità di esercitare i propri diritti-doveri di cittadinanza secondo un gradiente variabile a seconda della Regione di residenza.

Le Regioni restate indietro

I dati del più recente Rapporto Salute Mentale pubblicati dal Ministero della Salute lo certificano: l'abissale carenza di fondi (l'Italia destina alla salute mentale solo il 3% di tutto il Fondo Sanitario; il Regno Unito - che ha un sistema molto simile al nostro - si attesta sul 12% ed ha previsto ulteriori incrementi nei prossimi tre anni) si fa più marcata in alcune Regioni (Campania, Calabria, Basilicata e inaspettatamente il Veneto) ponendo seri interrogativi sulla tenuta stessa del sistema. Lo stesso piano straordinario di investimenti previsto dal PNRR rischia di soggiacere alle stesse logiche che tenta di correggere, dando di più a chi già ha, e di meno a chi si trova in condizioni di svantaggio.

La carenza di fondi


Alla carenza di fondi corrisponde una macroscopica carenza di organico, precondizione per un lavoro territoriale comunitario. Inoltre, la carenza di alcune figure professionali (psicologi, tecnici della riabilitazione) finisce per radicalizzare una tendenza alla separatezza tra interventi medici e interventi non farmacologici, di fatto marginali. Non stupisce allora che le prestazioni che ricevono le persone in carico ai centri di Salute Mentale ricevano sì 14 prestazioni in media all'anno, ma con differenze regionali di circa sei volte, che vanno dai 5,3 del Molise ai 33,4 del Friuli Venezia Giulia e che la domiciliarità venga attivata nel 20,2% in Toscana e solo nel 2,1% in Molise.

Dare voce a 800.000 pazienti

Come affrontare queste disuguaglianze? Crediamo che accanto a una più marcata ed autorevole azione di verifica sull'uso e la ripartizione dei fondi, da parte del Ministero, occorra dare voce e presenza reale ai diretti interessati: agli oltre 800.000 soggetti in contatto con i servizi, ai 3 milioni di persone che presentano problemi di salute mentale e che ai servizi nemmeno si rivolgono, ai loro familiari, all'associazionismo, al volontariato di settore. Con iniziative che favoriscano il confronto, lo scambio di esperienze, che facciano crescere lo spirito di cittadinanza e contrastino quel pericoloso riflesso del "non mi riguarda" che è il terreno di coltura di stigma e discriminazione. Con questi obiettivi è nata 10 anni fa la Settimana della Salute Mentale di Modena, un festival che concentra in sette giorni oltre 100 incontri, dibattiti, convegni scientifici, ma anche manifestazioni sportive, teatrali, musicali, proiezioni di film e reading di poesia, che vedono al centro il tema del disagio psichico.

Combattere i pregiudizi

Creare opportunità di relazione diretta con chi vive o ha attraversato la sofferenza mentale è il metodo più efficace per combattere i pregiudizi che albergano dentro di noi, vero antidoto all'indifferenza che inaridisce il nostro essere comunità. Màt, questo è il nome del festival, contribuirà anche quest'anno ad abbattere le barriere tra "sani" e "malati" restituendo a tutti la consapevolezza che la salute mentale è un bene comune, alla cui manutenzione ciascuno è chiamato a partecipare.