Cuore, prescrizioni a picco durante il lockdown: meno 60%

Uno studio italiano su un tipo di farmaci anticoagulanti, che servono a prevenire l'ictus, ha rivelato che nei mesi di chiusure le ricette ospedaliere sono diminuite del 60%
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Il peso del coronavirus si fa sentire anche sulla salute cardiovascolare, anche in maniera indiretta. Uno studio italiano mette in luce che nel primo lockdown le prescrizioni di anticoagulanti orali, farmaci che servono ad esempio a prevenire l'ictus, sono diminuite del 60%. La ricerca, condotta dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), insieme all'Agenzia Italiana del Farmaco e ad altri ospedali italiani, si è concentrata sui mesi da marzo a luglio 2020 e fa emergere, in quel periodo, un calo delle diagnosi e degli accessi in ospedale per ricevere queste terapie.

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