Global Fund: impatto devastante di Covid su Hiv, malaria e tubercolosi

I dati dell’ultimo Rapporto: calano del 37% le cure fornite ai pazienti con tubercolosi multi- resistente, l’esecuzione dei test per l’Hiv è diminuita del 22% e quelli per la malaria del 4,3%
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Un calo drastico e faticoso da digerire perché suona come un gigantesco passo indietro rispetto ai progressi realizzati faticosamente negli ultimi anni nel trattamento di Hiv, malaria e tubercolosi. L'inversione di tendenza è un altro dei tanti 'effetti collaterali' dell'emergenza Covid-19 e a darne conto è il Global Fund che, dalla sua istituzione nel 2002, ha salvato 44 milioni di vite facendo diminuire, negli oltre 100 paesi in cui investe, il numero di decessi causati da Aids, tubercolosi e malaria del 46%. Nel suo ultimo rapporto annuale pubblicato oggi snocciola dati che non lasciano dubbi: l'effetto che la pandemia ha avuto sui programmi per la cura di Hiv, malaria e tubercolosi è devastante.

Il Rapporto mostra che, sebbene siano stati compiuti alcuni progressi, i risultati dei programmi sanitari per la prima volta nella storia del Fondo globale sono diminuiti. "Per celebrare il nostro 20° anniversario, speravamo di poter focalizzare il Rapporto sui risultati di quest'anno basandoci sulle straordinarie storie di coraggio e resilienza che hanno reso possibili i progressi che abbiamo realizzato contro l'Hiv, la tubercolosi e la malaria negli ultimi due decenni", ha affermato Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo globale. "Ma i numeri del 2020 ci impongono un'impostazione diversa. Confermano ciò che temevamo potesse accadere quando il Covid-19 è esploso".

Dal rapporto emerge l'impatto catastrofico che la pandemia di Covid-19 ha avuto sulla lotta contro la tubercolosi in tutto il mondo. Nel 2020, il numero di persone trattate per la tubercolosi resistente ai farmaci nei paesi in cui investe il Fondo globale è diminuito del 19%. Ancora più consistente il danno per le persone in trattamento per la tubercolosi multi-farmaco resistente che hanno registrato un calo del 37%. Diminuisce anche del 16% iI numero di pazienti con tubercolosi Hiv-positivi in trattamento antiretrovirale.

Un freno alla prevenzione per l'Hiv

Inevitabile l'impatto anche sui programmi di prevenzione per l'Hiv. Rispetto al 2019, le persone raggiunte con programmi e servizi di prevenzione sono diminuite dell'11% mentre i giovani raggiunti attraverso i servizi di prevenzione sono diminuiti del 12%. Le madri che ricevono medicine per prevenire la trasmissione dell'Hiv ai loro bambini sono diminuite del 4,5%. Addirittura, l'esecuzione dei test per l'Hiv è diminuita del 22%, frenando così nella maggior parte dei paesi l'inizio di un trattamento medico.

Bilancio meno grave per la malaria

Minore l'impatto di Covid-19 sulla malaria visto che - stando ai dati del Rapporto - le attività di prevenzione sono rimaste stabili o addirittura aumentate rispetto al 2019. Per esempio, il numero di zanzariere distribuite è aumentato del 17% e le strutture nelle quali viene effettuata l'irrorazione di insetticidi sono aumentate del 3%. Non solo: nel 2020, ben 11,5 milioni di donne in gravidanza hanno ricevuto una terapia preventiva. Tuttavia, i casi sospetti di malaria testati sono diminuiti del 4,3% e i progressi contro la malattia si sono fermati.

Più investimenti per evitare il peggio

Insomma, non c'è dubbio che la pandemia abbia dominato la scena e messo all'angolo anche queste tre malattie infettive oltre a tutte le altre. Eppure, la risposta a Covid-19 della partnership del Fondo globale è stata rapida. Nel 2020, infatti, sono stati erogati 4,2 miliardi di dollari per continuare la lotta contro l'Hiv, la tubercolosi e la malaria e rafforzare i sistemi sanitari. Inoltre, è stato approvato un finanziamento aggiuntivo di 980 milioni di dollari per rispondere all'emergenza sanitaria. Lo scorso agosto il Fondo globale ha approvato un totale di 3,3 miliardi di dollari a più di 100 paesi per adeguare i programmi salvavita contro l'Hiv, la tubercolosi e la malaria, fornire test diagnostici, farmaci e altre forniture mediche, ma anche per proteggere gli operatori sanitari in prima linea.

La prevenzione che non si è fermata

Proprio grazie a questi investimenti e al finanziamento di donatori, governi, comunità e partner sanitari è stato possibile mitigare l'impatto di Covid-19 su Hiv, tubercolosi e malaria e realizzare anche qualche progresso. Il Rapporto dà conto del fatto che lo scorso anno quasi 22 milioni di persone hanno ricevuto una terapia antiretrovirale salvavita per l'Hiv con un aumento dell'8,8% rispetto al 2019 nonostante la pandemia. E sempre per restare nell'ambito dell'Hiv, 8,7 milioni di persone sono state raggiunte dai servizi di prevenzione. Sono, invece, ben 4,7 milioni le persone trattate per la tubercolosi nel 2020 e 194.000 i bambini a contatto con pazienti tubercolotici che hanno ricevuto una terapia preventiva. Positivi anche i numeri della prevenzione per la malaria: lo scorso anno, nonostante gli ostacoli di Covid-19, sono state distribuite 188 milioni di zanzariere per proteggere le famiglie dalla malaria con un aumento del 17% rispetto al 2019.

Prepararsi al futuro

"Nonostante l'orribile impatto che Covid-19 ha avuto, la pandemia ci offre la possibilità di costruire un mondo migliore, più equo e più sano", ha concluso Sands presentando il Rapporto. "Insieme, abbiamo cambiato la traiettoria dell'Hiv, della tubercolosi e della malaria e siamo determinati a continuare a farlo. Se continuiamo a innovare e collaborare, a livello globale, nazionale e locale, possiamo porre fine a queste tre malattie, sconfiggere  Covid-19 e costruire una base molto più solida per la preparazione e la risposta alle pandemie".