Cosa fare per invecchiare bene

Gli ultrasessantenni italiani si curano di più, fanno sport e sono attenti alla dieta. I risultati di una ricerca li divide in tre categorie
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Che non ci sono più le età (e la stagioni) di una volta, è più che evidente se si sbircia quella che è già la foto simbolo di quest'estate, tra Delta e Labbra-rosso-Coca-Cola. JLo in mini bikini che festeggia 52 anni mentre svacanza in Italia prendendosi tutto, pure l'ex fidanzato che nel 2004 la piantò, quel Ben Affleck di quattro anni più giovane di lei ma con cui il tempo è stato (moltissimo) meno generoso. E se Jennifer Lopez pare - giustamente - una vetta inarrivabile ai più, pensare anche all'astronauta Wally Funk che di recente, a 82 anni suonati, arzillissima, è andata nello spazio insieme a Jeff Bezos. O pure a Orietta Berti, 78, e in testa alle classifiche  insieme ai due giovani Fedez e Achille Lauro. Insomma, la vita può ricominciare, eccome, dopo i 50. Va detto, però, che non tutti invecchiano alla stesso modo.

Nutricia FortiFit, azienda che produce integratori proteici per anziani, ha commissionato a Doxa Pharma una ricerca per capire come incanutiscono gli italiani. Spoiler: le donne sono messe peggio pure qua. Anche se, in generale, gli over 60 italiani si curano di più, fanno sport e sono attenti alla dieta: il 43% del campione definisce "buona" la propria salute fisica e l'85% si sente soddisfatto dal proprio stato di forma mentale.

Dallo studio, svolto attraverso interviste online (quindi si presuppone che abbia già scremato molto i partecipanti tra chi usa i mezzi digitali) a 500 italiani con più di 60 anni, emergono tre categorie di anziani.

Perennials

Energici e vitali, vedono l'età più matura come l'occasione per fare quello che non hanno mai avuto possibilità di fare prima nella vita (evidentemente non sono ex lavoratori a partita Iva o co.co.co, ma beneficiari di pensioni e serenità). Hanno in media 70 anni e sono in leggera prevalenza uomini (54% e 46% donne). Il 69% usa Internet e social per esplorare nuovi luoghi e conoscenze, il 63% è attento a quello che mangia e il 40% si interessa alla propria forma fisica e fa sport regolarmente. 

Silver Lines

Per loro la parola d'ordine è (l'orrida) resilienza. Perché - si legge nella ricerca - riguardo al futuro hanno sentimenti ambivalenti: la speranza si alterna  ogni tanto a preoccupazioni e incertezze. Vabbè. Hanno in media 70 anni e sono in maggioranza uomini (55% e 45% donne). Il 68% usa i mezzi digitali per fare Zoom o altro con familiari e amici, il 62% sa che è importante tenersi in movimento e cerca di farlo adattando le attività alla propria età e il 33% rappresenta un punto di riferimento per la propria famiglia e si occupa regolarmente dei nipoti.

Gloomers

Sono il 20% del campione e sono quelli messi peggio. Hanno in media 75 anni, sono in netta prevalenza donne (68% e 32% uomini) e la loro parola chiave è disimpegno. Rispetto ai coetanei delle categorie precedenti, accusano maggiormente il passare degli anni e vivono l'età avanzata con una certa stanchezza. Hanno, infatti, la sensazione che inizino a mancare le forze per le attività quotidiane e cominciano ad avere paura ad andare in giro da soli perché si sentono poco sicuri nei movimenti.

Il 64% sente che l'età avanza e si stanca facilmente, il 30% ha il cellulare ma lo usa quasi esclusivamente per le telefonate. E non è un caso che siano in maggioranza donne. In media (dati Eurostat) le donne vivono 5,4 anni in più rispetto agli uomini, ma la percentuale di anni vissuti in buona salute e senza particolari limitazioni è inferiore a quella degli uomini: 76,8% contro 81,2%. Inoltre consumano più farmaci, sono più sedentarie e muoiono per malattie che un tempo erano considerate maschili, come le patologie cardiovascolari, l'obesità o il carcinoma polmonare.

Aumenta, inoltre, pure il gap di genere tra i pensionati italiani: nel primo semestre del 2021, lo riporta l'Inps, le donne hanno percepito mediamente circa 500 euro in meno rispetto agli uomini. Insomma, altro che JLo sullo yacht a Capri con fidanzato trofeo. Ma Andrea Parachini di Doxa Pharma resta positivo. "Attraverso una lettura di questi risultati è possibile percepire come, nel tempo, sia cambiato il significato di terza età", afferma. "Oggi parliamo di healthy aging, un concetto molto ampio che parte da un'attitudine a curare la propria salute, molto più che in passato, anche attraverso la prevenzione. Mai come adesso ci siamo resi conto che è fondamentale poter e saper invecchiare bene. Non solo è importante ma è anche un obiettivo raggiungibile con la giusta dose di consapevolezza e determinazione". Tocca impegnarsi. E ricordarsi che a invecchiare bene si comincia da giovani.