Impotenza, vaginismo: quelle disfunzioni che frenano la sessualità

Tante le patologie che ostacolano rapporti sereni. I consigli dell'esperta
6 minuti di lettura

Luca, nome di fantasia, ha trent'anni. Ha sposato la fedeltà passiva. Non ha mai tradito o lasciato la fidanzata, pur essendo tremendamente infelice, perché il sesso lo atterrisce. Ha sempre avuto paura della sessualità mordi e fuggi e si è rintanato in una relazione tiepida e grigia pur di non affrontare le sue paure sessuali, la sua erezione zoppicante e il suo già diagnosticato deficit erettivo. Adesso, il suo partner-non partner, Flavia, lo lascia perché rapita da un amore estivo.

Matilda, nome di fantasia, ha trentacinque anni, ed è una donna vergine adulta: soffre di vaginismo. È sempre stata fidanzata con un uomo che ha rispettato e rinforzato la sua disfunzione sessuale finché, a ridosso di quest'estate, l'estate più estate di tutte, la prima dopo la pandemia, è stata lasciata a causa di un bisogno estremo di felicità del fidanzato. Adesso teme che un nuovo possibile partner possa essere esigente e intransigente, e non rispettare più la sua verginità forzata.

La paura della sessualità

Sia Luca che Matilda si ritrovano a ridosso della loro prima estate da single senza avere mai analizzato con cura e nemmeno risolto le loro disfunzioni sessuali. Si ritrovano single, anzi soli, a dover fare i conti con le paure del cuore e con un possibile incontro con lenzuola inedite.

La bella stagione, soprattutto la prima dopo la pandemia, invita all'imprudenza sessuale. Alla sperimentazione orizzontale, al bisogno di recuperare in baci, in tatto e contatto. Rappresenta un inno alla felicità sessuale sotto l'ombrellone o da riporre in valigia. I ritardatari amorosi hanno deciso di mettersi in discussione, proprio quest'estate. Chi ha sofferto di ansia, di ansia da prestazione o da relazione, ha bisogno di riparare il cuore e il corpo così tanto provati dalla reclusione sensoriale e da tutto quello che non è stato risolto sino a questo momento.

La psiche però ha tempi molto diversi da quelli del calendario; esige ascolto, scrupolosità, rispetto e cura. Non è possibile ignorarla (e nemmeno imbrogliarla) per tanti anni per poi sperare che miracolosamente inizi a funzionare e a remare a favore di una sessualità sana e ludica.

La felicità e la salute sessuale in valigia

Chi non ha risolto le varie disfunzioni sessuali - deficit erettivo, eiaculazione precoce o ritardata, vaginismo, ecc -, teme di fare cattiva figura sotto le lenzuola, soprattutto inedite e d'agosto. L'estate invita alla sperimentazione e ai nuovi amori. Agli amori estivi con la loro brezza marina e il loro odore di salsedine misto a trasgressione e riparazione. Per vivere tutto ciò è indispensabile avere un rapporto risolto con la propria sessualità ed essere in salute (che non equivale soltanto all'assenza di malattie evidenti), non avere paura di amare, di nuotare dove non si tocca e non avere dei conti in sospeso con una vita sessuale ferita o ingrigita.

Coppie in crisi

Anche le coppie in crisi, che si sono ignorate o aggredite sino alle ferie, non possono immaginare di seppellire l'ascia di guerra con il suo carico di astio e acredine e mettere la felicità e la sessualità sotto l'ombrellone. La vacanza non garantisce un'immunità dall'infelicità, spesso infatti quello che non è stato analizzato da gennaio ad agosto, proprio perché la coppia è in vacanza avvolta da tempi più dilatati e nessuna incombenza lavorativa, torna prepotentemente a bussare alla porta della loro camera da letto.

Le più comuni disfunzioni sessuali

Il deficit erettivo, più comunemente detto ansia da prestazione, si manifesta con la mancanza totale, situazionale (con alcuni partner si manifesta, con altri no) o intermittente dell'erezione. Può essere primario o secondario. Nel primo caso la disfunzione sessuale si manifesta sin dai primi rapporti sessuali, e molto spesso la sua causa è psicogena; nel secondo caso appare dopo un normale periodo di salute e di benessere sessuale. Le cause possono essere organiche, miste, psicogene. Nei giovani la maggior parte delle volte le cause non hanno sede nel corpo ma nella psiche, nel cuore e negli stili di vita malsani.

La diagnosi clinica è sempre il primo passo da cui partire per inquadrare al meglio la problematica e aiutare davvero il paziente.Ci sono tre ambiti da analizzare volta per volta e paziente per paziente: corpo, psiche e coppia. Una diagnosi completa e scrupolosa deve sempre essere effettuata a quattro mani: quella dell'andrologo e del sessuologo clinico.

La terapia segue sempre la diagnosi e va calibrata in funzione della storia clinica, emozionale e sessuale del paziente e della coppia. Dei traumi subiti, delle paure e delle resistenze alla cura. Si può valutare se effettuare un counseling psicosessuologico, che potrebbe essere considerato una sorta di terapia di primo livello, oppure una terapia psico-sessuologica (individuale o di coppia), per poi valutare caso per caso se affiancarla a una terapia farmacologica, somministrata dall'andrologo di riferimento.

Eiaculazione precoce e ritardata. La prima si manifesta con un'incontrollabile fretta del piacere. Il paziente non riconosce il punto di non ritorno eiaculatorio, non sa procrastinarlo e il rapporto sessuale diventa frettoloso e poco appagante, con una ripercussione sulla sua autostima, qualità di vita e di coppia.

L'eiaculazione ritardata è caratterizzata da un'inibizione del riflesso eiaculatorio, nelle sue varie varianti e manifestazioni e ha diversi gradi di gravità, da analizzare paziente per paziente, psiche per psiche, coppia per coppia. La componente del desiderio sessuale, almeno in una prima fase, così come la capacità erettiva, rimangono intatte e integre, l'unica fase compromessa è la risposta eiaculatoria, che può essere ritardata o assente (anorgasmia).

Le disfunzioni possono essere primarie o secondarie, possono manifestarsi con alcuni partner e non con altri, e la cura segue sempre una scrupolosa diagnosi di tipo andrologico e psico-sessuologico. Anche in questo caso, la terapia può essere combinata, con l'integrazione di una terapia farmacologica.

Le cause dell'eiaculazione precoce e ritardata possono essere relazionali, quindi di coppia, intrapsichiche, organiche o miste. Una coppia irrisolta o particolarmente collerica vive una sessualità scarsamente appagante che può contribuire all'insorgenza delle disfunzioni.

Combattere l'ansia

Un'altra causa  he frequentemente troviamo in sessuologia è la cattiva gestione dell'ansia (la troviamo nell'ansia da prestazione e nell'eiaculazione precoce): uomini ansiosi che non sanno gestire e modulare l'ansia vivono la sessualità e la vita all'insegna dell'urgenza. Un'ulteriore causa è quella " da cattivo apprendimento sessuale". Quando alcuni rapporti sessuali non vanno fine, il corpo sviluppa una memoria disfunzionale di ciò che ha vissuto, e tende a riproporlo nel tempo. Altre cause, senza dubbio più complesse, sono quelle intrapsichiche, che hanno sede più in profondità, come un'importante conflittualità con la figura femminile o materna, un'identità sessuale confusa oppure la presenza di un'omosessualità latente non chiarita o accettata, un nucleo fobico o la presenza dell'angoscia da vagina dentata. Le varie cause, a più livelli, interagiscono tra di loro per dare vita alla disfunzione sessuale e la mantengono immodificata nel tempo.

Alcune donne che soffrono di vaginismo, una disfunzione sessuale complessa che impedisce ogni forma di penetrazione. Impedisce anche la visita ginecologica e compromette l'attività sessuale della donna e il concepimento per le vie naturali. Può essere definito come un insieme di sintomi fobici caratterizzati dalla paura del dolore misto ad ansia, paura del coito e dell'intimità. Si può guarire con una cura psico-sessuologica e anche con l'uso di farmaci.

 

I consigli della sessuologia 

Provo a stilare una sorta di breve vademecum per gli Sos del cuore e sessuali, nel tentativo di placare le ansie e instillare una buona dose di speranza.

• Non è mai troppo tardi, anche quando sembra che lo sia. Le disfunzioni sessuali - di natura psicogena o mista - raccontano sempre qualcosa della persona che ne soffre, della sua psiche, del suo cuore, della sua coppia e modus operandi amorosi. Dare ascolto ai sintomi è il modo migliore per non dargliela vinta. Negarli o tacitarli con terapie farmacologiche fai da te, invece, equivale a far finta che non ci siamo. In questi casi urleranno e distribuendo ancora di più.

• Decidere, con coraggio e onestà verso sé stessi e il partner, di effettuare una prima consulenza sessuologica: luogo d'ascolto e di chiarificazione non giudicante da cui poter poi ripartire in settembre. Questo primo incontro con la salute potrebbe rappresentare un appuntamento settembrino con la speranza e la reale risoluzione del disagio.

• Evitare di fare lo struzzo. I sintomi rappresentano un campanello d'allarme, un vero e proprio semaforo rosso davanti al quale siamo obbligati a fermarci, da analizzare con scrupolosità, empatia e cura. In caso contrario, come tutti i sintomi, fanno il periplo della psiche e del corpo: escono dalla porta e rientrano dalla finestra.

• Evitare assolutamente un fai-da-te farmacologico, soprattutto nel caso di ansia da prestazione. I farmaci acquistati online senza prescrizione medica, senza quell'indispensabile supervisione di un clinico che si faccia carico della diagnosi, del percorso terapeutico e degli eventuali effetti collaterali della terapia farmacologica è un percorso miope, non porta alla risoluzione della disfunzione ma alla sua cronicizzazione.

Pillole dell'amore e strategie fai da te

Francesco, nome di fantasia, ventotto anni, mi consulta a ridosso delle vacanze estive perché si è finalmente innamorato e avrebbe voglia di svezzare la terapia farmacologica. Questo giovane uomo assume le pillole dell'amore da quando aveva soltanto diciassette anni, in assoluta autogestione terapeutica. Le ingurgita ogni qualvolta si innamora, quando è ansioso, quando è spaventato o stressato, quando secondo lui il rapporto sessuale è insito di minacce oscure. Praticamente lo assume sempre, in maniera ininterrotta da circa un decennio.

L'assunzione del farmaco ha tenuto a bada l'ansia, ma ha sedato il sintomo senza far sì che si potessero analizzare le cause a più livelli di profondità del disagio sessuale. Negli ultimi anni il farmaco ha funzionato in maniera intermittente, perché si era sviluppata una pericolosissima dipendenza psicologica dalla molecola, nonché un'assuefazione che lo ha spinto ad aumentarne la dose e a miscelare in maniera magica, alchemica e onnipotente più farmaci, con rischi estremi per la sua salute fisica e psichica.

Dario, nome fantasia, anni quaranta, soffre di eiaculazione precoce primaria. Ha sempre provato un grande pudore e una buona dose di vergogna che lo hanno penalizzato a tal punto da non permettergli di rivolgersi a un professionista. Ha attuato in maniera assolutamente sbagliata quello che noi sessuologi clinici chiamiamo "strategie fai da te per la cura dell'eiaculazione precoce".

Queste strategie, come la masturbazione prima del coito, gli spray anestetizzanti acquistati online, la successione temporale - una sorta di ansiogena maratona sessuale - di rapporti sessuali, e così via, in realtà, rinforzano e cronicizzano la disfunzione sessuale facendo precipitare il paziente in uno stato di prostrazione profonda e angoscia, perché nel suo immaginario crede di aver fatto di tutto per curarsi senza sortire nessun risultato.

Per sbornie di passione e amori mordi e fuggi o longevi, non basta che la sessualità si scrolli di dosso le tinte cupe dell'inverso per tingersi di rosso e di audacia, diventa indispensabile averne cura tutto l'anno, tutti gli anni e tutte le stagioni della vita.

*Valeria Randone è psicologa, specialista in sessuologia clinica a Catania e Milano, www.valeriarandone.it