Neonati in viaggio: come proteggerli dal gran caldo

foto Katie Emslie su Unsplash 
Cotone, abiti bianchi, un soffio di aria condizionata: i più piccoli non sudano e quindi non riescono a raffreddarsi. Per questo si difendono meglio dal freddo che dal caldo. In auto non meno di 25 gradi
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METTI LA COPERTINA, TOGLI LA COPERTINA, lascia il cappello, ma no, col cappello suda troppo. Il caldo, più del freddo, ha sempre rappresentato un nemico pericoloso per i più piccoli e quindi per i genitori.  "I bambini sono in grado di difendersi meglio dal freddo che dal caldo, e questo per una questione evolutiva", afferma Renato Turra, vice presidente della Società italiana di pediatria. "Il neonato ha un sistema di termoregolazione diverso da quello dell'adulto perché non suda e quindi ha difficoltà a raffreddarsi. Soprattutto nei primi giorni di vita, quando il bambino sano deve adattarsi all'ambiente esterno, occorre avere un controllo corretto della temperatura - prosegue il pediatra - nella pancia della mamma stava circa a 37 gradi, fuori si deve adattare, ma va tenuto al fresco perché il rischio è quello di coprirlo troppo".

Caldo e aria condizionata

"I nidi, come i reparti di pediatria, sono climatizzati oggi, non come trent'anni fa, perché la temperatura è importante. L'aria condizionata non è un tabù ma bisogna climatizzare in maniera corretta, il che vuol dire avere un impianto sanificato con una pulizia accurata, il filtro va cambiato molto spesso perché può essere dannoso quello che si respira". Soprattutto quando si viaggia in auto.  "L'eccesso di temperatura negli abitacoli diventa pericoloso. Accendere l'auto e climatizzarla per almeno cinque minuti prima di far entrare i bambini, in particolare i neonati, è il comportamento corretto". Ovviamente non una temperatura bassa ma mantenendola sui 24-25 gradi, verificandolo con un termometro per ambiente e utilizzando dove possibile l'effetto deumidificante anch'esso purificato con cura".  

Come tenere i più piccoli sotto controllo?

"La maniera migliore è sentire la temperatura delle manine e dei piedini: se sono molto caldi o hanno la febbre o sono troppo coperti. Devono essere tiepidi o freschi. E poi la mamma deve imparare a conoscere il proprio bambino: non sono tutti uguali, c'è chi soffre più il caldo di altri e viceversa, ma nei primi mesi le mamme già imparano a capire tutto". Nel periodo estivo è molto importante scegliere il momento giusto per far fare una passeggiata al neonato. "Meglio sempre uscire presto al mattino, utilizzare percorsi ombreggiati e controllare che non ci sia eccesso di temperatura. Lo stesso vale per la sera".


Come vestirli in estate?  

"Io suggerisco sempre indumenti di cotone, evitare il sintetico, scegliere possibilmente il colore bianco. Attenzione anche a non fare indossare un capo acquistato senza prima lavarlo: potrebbero essere state usate delle sostanze che per il bambino risultano irritanti. Così come non si devono usare indumenti che possono rilasciare coloranti".

E per dormire? "Durante la notte la temperatura deve essere sempre fresca. Va bene mettere il lenzuolino ma se i piccoli lo allontanano, scoprendosi, è perché hanno caldo - prosegue il dottor Turra -  il loro sistema di termoregolazione non è ancora maturo e quindi tendono ad avere  difficoltà a dispendere il calore. E tendono a scoprirsi. Appena la mamma se ne accorge li copre, ma è lei che deve imparare a interpretare e non avere l'idea che più sono coperti e meglio è. Un bambino più grande suda, loro no".

Quando crescono

"Per i più grandi è più facile perché si esprimono, te lo fanno capire e sapere. Anche per loro è importante nei viaggi d'estate tenerli in un clima confortevole, proporre spesso da bere, idratarli bene. Per gli indumenti cercare di utlizzare fibre naturali, cotone chiaro, per evitare irritazione cutanee. I bambini sudano sempre, ma è normale: sono scalmanati, giocano, corrono, saltano e fanno i matti. E sudano.  Quindi, cotone al cento per cento, indumenti comodi per farli muovere al meglio, freschi, poco o nulla colorati, evitando applicazioni, cuciture, orpelli. Più sono semplici e meglio è".

E i piedini?

"Non siamo nati con le scarpe: per quanto possibile io suggerisco di lasciare i bambini scalzi - prosegue il pediatra. Quando cominciano a fare i primi passi evitare ciabatte e pantofole, meglio le calze antiscivolo quando si è in casa. Se si esce ci vogliono le scarpe. Il piede del bambino è fisiologicamente piatto fino a una certa età, il fatto di muoversi e stare al contatto col terreno, casa, sabbia, erba, in modo naturale, aiuta il corretto sviluppo del piede. La valutazione pediatrica si fa solo se si manifestano situazioni particolari, zoppia o appoggio plantare scorretto. I piedi devono essere tenuti più liberi possibile. Nei primi due, tre anni di vita, una  leggera asimetria nell'appoggio plantare è fisiologica, se ci sono problemi si affrontano, ma prima dei sei anni non si deve fare nulla, scarpe ortopediche etc, si fa tutto dopo".

Il sole

"L'esposizione solare deve essere controllata e utilizzata nel modo corretto. Il sole è un'ottima cosa, non bisogna demonizzarlo, ma evitare gli eccessi. L'esposizione alla luce solare è importante per la produzione della vitamina D ma la cosa migliore è utilizzare le fasce orarie della prima mattinata e del tardo pomeriggio. Anche le creme protettive vanno utilizzate con buonsenso: una protezione solare totale è eccessiva se usata per tutto il giorno. Il sole in certi orari fa anche bene".

Il temuto colpo di calore

"Se accade è per qualche imprudenza. Un neonato va subito portato in pronto soccorso e durante lo spostamento bisogna cercare di rinfrescare lui e l'ambiente provando anche a farlo bere. Per quel che riguarda i più grandi, la prima cosa da fare è accompagnarli all'ombra e rinfrescarli, cercando anche di dar loro da bere. Se hanno la tendenza a perdere i sensi o collassare anche per loro è necessario l'ospedale. Per questo la prevenzione è fondamentale: bagnare la testa o far indossare un cappellino quando hanno tre, quattro, cinque anni. E, ancora, ai più grandicelli non dare bevande ghiacciate perché le mandano giù con voracità e velocità e possono fare male".

"Le mamme italiane sono molto attente - aggiunte il dottor Turra - e noi come pediatri dobbiamo aiutare lo sviluppo della genitorialità, dare rassicurazioni e consigli legati al normale buonsenso. Tra i nostri compiti c'è quello di aiutare la famiglia ad essere il più possibile serena e tranquilla. Una delle cose più difficili è curare patologie che in realtà non esistono ma che entrano nelle preoccupazioni dei genitori".