Il lifting diventa liquido per ridare volume al viso

Dopo il lockdown boom dei trattamenti estetici per contrastare i segni del tempo su viso e corpo. Le novità dal congresso di medicina estetica
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Ora che possiamo togliere la mascherina e scoprire di nuovo il viso, rughe e imperfezioni sembrano più evidenti e persino meno tollerabili. Ecco allora la ricerca di soluzioni per apparire - se non più giovani - almeno più riposati e freschi. Sarà forse anche per questo che la domanda di trattamenti estetici è in aumento, considerata quasi una valvola di sfogo per tutte le donne e in qualche caso anche gli uomini che sono stati chiusi in casa, fuori dalla possibilità di incontrarsi. E dal 42° Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime), tornato finalmente in presenza a Roma dal 12 al 18 luglio, arrivano tante novità per migliorare l’aspetto di viso e corpo rispettando, però, il concetto di un benessere psico-fisico olistico.

I trattamenti più richiesti  

Dagli Stati Uniti fino all’Italia, il boom nelle prenotazioni di consulti per l’esecuzione di trattamenti estetici è in continua crescita. L’American Society of Plastic Surgeons ha riportato nei mesi di lockdown un aumento del 64 per cento delle richieste di sedute valutative per individuare il tipo di trattamento da eseguire una volta sollevate le restrizioni. Un dato simile è stato osservato dai medici della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, che comunicano un aumento del 70 per cento delle richieste di consulto.

In Italia nel 2020 gli interventi di medicina e chirurgia estetica sono aumentati del 25% rispetto al 2019. Tra i trattamenti più richiesti, i filler nella area labiale (+42%), area zigomatica (+29%) e il riempimento delle rughe naso geniene (+28%) con una distinzione per sesso e fascia d’età. Se per il 57% delle donne 30-40enni risulta essere il trattamento più richiesto, il 43% degli uomini invece lo richiede in una fascia d’età più ampia, ossia dai 30 ai 60 anni.

Il lifting liquido

Tra le novità del congresso il Filler liquido, una procedura non invasiva, perché come dice l’espressione, si tratta di ottenere un riposizionamento dei tessuti molli verso l’alto, agendo sulla struttura ossea. “Liquid lifting - spiega Emanuele Bartoletti, presidente della Sime - significa riempire con un filler – acido ialuronico o idrossiapatite di calcio – per riportare in tensione i legamenti zigomatici o mandibolari che con l’invecchiamento si ammorbidiscono e si rilassano”. Con questo trattamento poi si aumentano i volumi ossei per cercare di riempire quel ‘sacchetto svuotato’ e riportarlo verso l’alto – per esempio sullo zigomo o sulla mandibola, appunto – e poi riempire, ad esempio, proprio quella parte che si trova davanti all’orecchio, dove c’è una struttura abbastanza importante, la fascia parotidea, che se riempita e gonfiata leggermente riporta in alto tutti i tessuti della parte intermedia del viso, quella della guancia, per intenderci. “Riempire l’osso - prosegue Bartoletti - significa aumentarne il volume, mettendo del filler sulla sua superficie per aumentarne la prominenza”.

Quando farlo

Insomma, una tecnica nuova, ma con filler già in uso. Ma c’è un limite: “Non possiamo continuare a ‘sollevare tessuti’ riempiendo progressivamente la faccia delle persone, perché così si rischia quello che si vede sempre più spesso in giro: visi ‘strapieni’ per sollevare i tessuti quando questi, però, sono ormai scesi troppo”, mette in guardia il presidente della Sime. A che età è più indicato? “Ci sono visi già invecchiati a 30 anni a causa di dimagrimenti eccessivi o cedimenti precoci, come donne che a 60 anni stanno benissimo perché dotate di zigomi prominenti che non facilitano il cedimento dei tessuti. Indipendentemente dall’età, è indicato in tutti i casi in cui si assiste ad un cedimento dei tessuti molli che riguarda il viso”.

Attenzione all’effetto ‘palla’

Il costo del Lifting liquido oscilla tra i 1.500/2.000 euro e può essere sufficiente intervenire anche una sola volta ogni sette-otto mesi. In qualche caso, comunque, può essere necessaria una quantità maggiore di filler, fino a tre-quattro fiale necessarie per ricostituire una valida impalcatura e soprattutto non infiltrate in un’unica seduta, ma distanziate di almeno una settimana per dare il tempo ai tessuti di adattarsi alla nuova condizione. “Ma è una quantità da non superare per non andare verso ‘l’effetto-palla’. Se con questa quantità non si ha un risultato sufficiente non ha senso andare oltre, perché siamo al di là”, chiarisce Bartoletti.

Combattere le smagliature con la biodermogenesi

Ma il viso non è l’unico oggetto d’attenzione perché - complice l’estate e le vacanze tanto attese - al Congresso sono tante le novità che riguardano anche il corpo e in particolare le smagliature. In base a dati recenti si stima che in Italia vi siano oltre 26 milioni di persone con problemi di smagliature. “Le smagliature hanno rappresentato da sempre una sfida per la medicina e la dermatologia estetica”, spiega Elisabetta Fulgione, docente di Clinica Dermatologica Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli. “Dopo anni di tentativi terapeutici, associazione tra metodiche non sempre sicure o prive di effetti collaterali, la biodermogenesi rappresenta una rivoluzione nel trattamento delle striae distansae permettendo di ottenere ottimi risultati non solo sulla risoluzione dell’inestetismo, ma anche sul miglioramento del tono cutaneo e dell’elasticità dei tessuti”.

Lo studio dell’Università di Pisa

Al Congresso viene presentato uno studio dell’Università di Pisa che ha coinvolto un importante numero di pazienti di tutti i fototipi, con smagliature bianche ed opache, vecchie da 7 a 35 anni, alcune ampie anche più di un centimetro. Lo studio è stato condotto avvalendosi anche di biopsie, ecografie e di una valutazione tridimensionale delle smagliature. “Le biopsie - spiega Pier Antonio Bacci, docente nei Master di Medicina Estetica dell’Università di Barcellona, Siena e Roma - hanno consolidato l’aspetto estetico del risultato, evidenziando la moltiplicazione cellulare e la produzione di nuove fibre elastiche e di collagene di tipo III, ma soprattutto hanno mostrato un recupero dei melanociti, che riattivano l’abbronzatura. L’ecografia ha invece dimostrato che la pelle striata ha perso rigidità al tatto, tornando elastica come il tessuto circostante. La valutazione del riempimento va da un minimo del 72% fino ad un massimo del 100% di riempimento. Quindi tutti i pazienti hanno avuto un netto miglioramento, con le smagliature riempite, abbronzate e pressoché uniformi al tatto con la pelle circostante”.

Braccia a pipistrello

Oltre a cellulite e smagliature, il focus quest’anno riguarda anche le braccia e la tipica lassità cutanea o al contrario un aumento di accumulo adiposo che ‘tradiscono’ l’età anche quando il viso è stato ringiovanito dai trattamenti estetici. Come rimediare? “Tra i trattamenti meno invasivi - spiega Alessia Pini, coordinatore Sime della Regione Toscana - ci sono i massaggi connettivali e con il vacuum oppure trattamenti tipicamente da medicina estetica come la biostimolazione con e senza aghi e i fili biostimolanti”. Tante le novità del Congresso Sime come la terapia combinata con biostimolazione senza aghi associata a carbossiterapia per i più giovani e i protocolli con fili bio-stimolanti combinati tra loro. “Tra le terapie medico-estetiche più efficaci - prosegue Pini - ci sono le infiltrazioni con sostanze bioristrutturanti come l’acido polilattico o l’idrossiapatite di calcio e le tecniche di endolift o radiofrequenza endodermica, capaci di un ricompattamento importante dei tessuti”.