Disabilità, la storia di Alice che grazie a un esoscheletro ha fatto la prima passeggiata a Venezia

Alice Leccioli in piazza San Marco con l'esoscheletro cammina per la prima volta 
Affetta da diparesi spastica dalla nascita, la diciannovenne ha chiamato il macchinario Felicità. "La sensazione che ho provato alzandomi in piedi". La camminata in piazza San Marco, un atto simbolico per far capire l'importanza della ricerca scientifica     
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A 19 anni. Alice ha camminato per la prima volta. Ha scelto piazza San Marco per provare l'emozione di passeggiare solo con le sue forze e sulle sue gambe. È stato possibile grazie ad un esoscheletro, un macchinario ad altissima tecnologia composto da protesi e sensori, che accompagna meccanicamente i movimenti del corpo.

Usato in vari campi, non solo quello medico, è utilizzato solo nei centri per la riabilitazione, pubblici o convenzionati con il sistema sanitario nazionale. Alice però ne ha uno suo, donato da una benefattrice, rimasta colpita dalla storia di questa ragazza che sognava di camminare a Venezia. Alice, da quel momento è diventata una sorta di testimonial della ricerca scientifica.

Alice con il papà Mirko in piazza San Marco 

È questo il significato della sua passeggiata in piazza San Marco. E per far capire al mondo quale sia stata la sensazione di alzarsi dalla sedia rotelle e guardare il mondo restando in piedi, ha chiamato il suo esoscheletro "Felicità". "Perché è questa la sensazione che ho provato la prima volta che ho camminato: pura e semplice felicità".

Ad accoglierla davanti la Basilica, rappresentanti dell'amministrazione comunale di Venezia. "La tua testimonianza, il tuo impegno e la tua forza di volontà sono un esempio per tutti", ha detto l'assessore Simone Venturini. "Siamo orgogliosi di sapere che oggi qui, in piazza San Marco, grazie alla tua forza e con il supporto della ricerca, sei riuscita a realizzare il sogno di fare una passeggiata in uno dei luoghi più belli al mondo".

Nata a Udine ma cresciuta a Ferrara, Alice Leccioli è affetta dalla nascita da diparesi spastica (paralisi cerebrale) che non le permette di muovere le gambe in maniera autonoma. "Nel mio piccolo, da promotrice della robotica, voglio dimostrare che si può fare tantissimo per ragazzi come noi. Sono veramente grata di questa giornata e di poter camminare in questa splendida piazza", le sue parole in piazza San Marco dove è arrivata con il papà Mirko commosso nel vedere la figlia che, con l'aiuto dell'esoscheletro, si è alzata in piedi e ha camminato.

La storia di Alice, l'aveva raccontata lei stessa qualche anno fa alla radio. Aveva appena 16 anni quando dai microfoni spiegò la sua situazione e quella di altri ragazzi come lei. Aveva già molta determinazione di voler camminare insieme ad una maturità non usuale per una ragazza della sua età: "Sono consapevole delle mie condizioni di salute e so che al momento non ci sono cure per me, ma so anche che la ricerca scientifica, la robotica ci possono aiutare".

Alla fine della trasmissione il conduttore aveva lanciato un appello per mettere a disposizione della ragazza un mezzo idoneo al suo trasporto. L'appello venne raccolto da alcune aziende e rivenditori di auto che regalarono ad Alice mezzi riadattati con cui la ragazza aveva potuto viaggiare con il papà. Contenta, ma ancora nessuna passeggiata con i suoi piedi.

Qualche tempo dopo la sua storia venne raccontata in tv e questa volta la visibilità fu maggiore. Una donna, rimasta anonima colpita dalla sua storia, donò ad Alice e fece recapitare alla sua famiglia l'"Esko", l'esoscheletro che esercizi in centri di riabilitazione, nei giorni scorsi, ha finalmente potuto camminare all'aperto. Passeggiare per la piazza di una città. Per la prima volta.  

Seguita dal dottor Franco Molteni, esperto in neuroriabilitazione e Direttore Unità Operativa Complessa Recupero e Riabilitazione Funzionale di Villa Beretta, a Lecco. È lui ad averla aiutata in questo suo percorso. Utilizzare l'esoscheletro non è facile. Ma da quando ha iniziato ad utilizzare "Felicità" è passata da 200 a quasi 3mila passi al giorno.

Nel frattempo, ha continuato a partecipare a ogni iniziativa per sensibilizzare e a dare informazioni per chi, come lei, affronta la vita quotidiana con grandi difficoltà ma che, grazie alla ricerca e alle nuove tecnologie, potrebbero essere alleviate. Avere una vita migliore. L'autonomia è il suo sogno "magari potranno essere introdotti esoscheletri ad uso domestico" racconta sorridente Alice quando le chiedono su cosa la ricerca potrebbe puntare. E guardando il suo viso sembra già che il futuro sia realtà.