Festa della mamma: il cuore delle madri non riposa mai

Dormono con un occhio solo, soprattutto se hanno bambini piccoli. È come se dovessero rispondere sempre a bisogni dei figli, o difenderli. La ricerca su Scientific Report 
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Diciamolo, la festa della mamma, che tradizionalmente ricorre la seconda domenica di maggio, è giornata zuccherosa: cioccolatini, fiori, libri improbabili acquistati palesemente al volo…. E poi tutta quella retorica sul cuore delle madri, che sarebbe più grande, gonfio di pena o di amore a seconda delle situazioni, che a volte, per esseri sinceri, si fa fatica a distinguere. Mai una mamma con un cuore normale, verrebbe da dire. Il fatto è che le madri, un cuore particolare ce l’hanno davvero. Ma non in  senso metaforico, proprio in senso cardiologico. Secondo uno studio italiano condotto alla IRCCS Maugeri Milano e pubblicato su Scientifics Report il cuore delle donne con figli piccoli è un cuore allertato, che non riposa mai veramente, neanche di notte. Un po’ come se fosse costantemente pronto a rispondere a qualsivoglia bisogno della prole, a difenderla da qualunque pericolo.  

“L’idea della nostra ricerca è partita dall’esperienza personale e condivisa con altre donne - dice Laura Dalla Vecchia, cardiologa, direttore dell’IRCCS Maugeri Milano e primo autore del paper – e cioè che quando si hanno bambini piccoli, le madri vivono in un costante stato di preoccupazione: ci sente sempre inadeguate, al lavoro si pensa ai bambini: staranno bene? avranno bisogno di qualcosa? E una volta a casa, il pensiero va inevitabilmente al lavoro: avrò fatto bene? non avrò dimenticato una scadenza o una consegna?”. Questa è l’esperienza, in effetti molto comune. Ma la domanda è: cosa succede a livello cardiaco a queste madri?  E soprattutto ci sono differenze, non culturali, non comportamentali, non psicologiche, ma cardiologiche tra loro e chi invece madre non è, o lo è, ma di figli ormai grandi e autonomi?

I ricercatori allora hanno indagato il controllo cardiaco di 50 donne, medici e infermiere, 25 con figli in età prescolare e 25 senza figli piccoli, monitorando tutte e 50, notte e giorno, con holter ECG (un elettrocardiogramma che registra l'attività del cuore in un ampio arco temporale). Quindi utilizzando algoritmi sofisticati, hanno analizzato i dati raccolti. Concludendo che le differenze in effetti ci sono: il cuore delle mamme di bimbi piccoli sì, è diverso, o almeno si comporta un po’ diversamente da quello delle altre.

Il cuore delle mamme non riposa mai

I ricercatori hanno visto che le donne con figli piccoli e le donne senza figli piccoli hanno livelli di stress paragonabili, la differenza è un’altra. “La notte, il sistema cardiaco delle madri di bambini in età prescolare, a differenza del sistema cardiaco delle altre, non va nello stato cosiddetto di quiescenza. È come se le madri dormissero con un occhio solo – dice Dalla Vecchia - come se fossero pronte a saltare in piedi sempre, per rispondere ai bisogni dei figli. Le mamme sono come allertate.  Il funzionamento del cuore – spiega la cardiologa - è regolato dal sistema nervoso autonomo che lo fa accelerare o rallentare a seconda delle necessità: se dobbiamo correre il cuore accelera rispondendo a una attivazione nervosa che noi chiamiamo simpatica, se dormiamo o ci riposiamo decelera, rispondendo a una attivazione che si chiama vagale. Fisiologicamente, di notte è più elevata l’attivazione vagale, che fa rallentare l’organo, mentre di giorno è più alta quella simpatica, che fa il contrario. Ecco, nelle 25 mamme di bambini piccoli l’attivazione simpatica è risultata maggiore che nelle altre, anche mentre dormono. Dormono certo, ma con una attivazione che è prevalentemente di tipo simpatico”.

Non è stress, si diceva, ma cos’è allora? “È qualcosa che probabilmente ha a che vedere con la protezione del nido, come se fosse un portato ancestrale”, ipotizza l’esperta. Ma qualunque sia la ragione delle differenze rilevate, che si tratti di cultura, o di qualcosa di più ancestrale della stessa cultura, o di entrambe le cose, ci si domanda se una situazione di continua attenzione nei confronti dell’ambiente, del contesto, metta il cuore delle madri più a rischio di problemi cardiovascolari.

 

“Quello che sappiamo è che i pazienti con infarto o con ipertensione che hanno una attivazione simpatica più elevata sono gli stessi che hanno una prognosi peggiore – spiega l’esperta - ma per poter affermare che il rischio cardiovascolare delle mamme sia più alto occorreranno studi longitudinali, che seguano queste donne nel tempo. La loro condizione potrebbe essere transitoria, cioè durare finché i bambini sono piccoli, una volta cresciuti i figli, il loro profilo cardiaco potrebbe tornare normale. E non possiamo oggi nemmeno dire se parliamo di una condizione di rischio o di protezione. Vanno poi valutati altri aspetti, non legati al sesso ma al genere, cioè ai condizionamenti sociali e culturali. Noi abbiamo testato donne italiane, non è escluso che analizzando donne di altre culture si raggiungano risultati un po’ differenti”.

Il condizionamento legato al genere è importante: le donne nella nostra cultura vivono come in un sandwich, si prendono cura dei figli e spesso anche dei genitori anziani, e in mezzo c’è il lavoro, la carriera. “È così – aggiunge la cardiologa - e questa condizione secondo alcuni genera forte stress, ma secondo altri determina addirittura un arricchimento. In ogni caso già sappiamo che negli uomini le cose vanno diversamente”.

I padri? Staremo a vedere

Ecco, parliamo di padri: incuriosisce sapere com’è il loro, di cuore. Se è, oppure no, più all’erta anche la notte, quando i figli sono piccoli.  “Incuriosisce anche noi saperlo, e infatti abbiamo raccolto dati anche sugli uomini con bambini e senza bambini– dice e conclude Dalla Vecchia – lo studio non è ancora pubblicato, bisogna aspettare per parlarne, possiamo però già dire che per loro le cose vanno in modo davvero differente”. Ne parleremo alla festa del papà.