Covid-19, come funziona il certificato verde per potersi spostare

Credit: Piero Cruciatti/Getty Images 
La versione italiana del certificato sarà valida fino a giugno, mese in cui dovrebbe entrare il vigore il green pass europeo
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UNA RIVOLUZIONE chiamata ‘certificato verde’, un documento che sta suscitando perplessità a cominciare da quelle esposte dal Garante della Privacy, che sottolinea come alcuni aspetti potrebbero creare illegittimimtà nel trattamento dei dati personali. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire di che cosa si tratta. Il decreto legge “riaperture” del 22 aprile 2021, n.52 prevede l'introduzione di un pass, in formato cartaceo o digitale, che consente di entrare e uscire con maggior facilità nelle Regioni arancioni o rosse, quando lo spostamento è per turismo o visita ad amici.  Se invece sussistono motivi di lavoro, salute o rientro alla propria abitazione, resta valida anche solo l’autocertificazione.

Come si ottiene e la durata

Può richiedere il certificato verde chi ha completato l’iter della vaccinazione, chi è guarito dall’infezione, chi è risultato negativo al test antigenico o molecolare.

Nel primo caso, ossia quello delle persone vaccinate contro il Covid-19,  il documento viene rilasciato, su richiesta dell’interessato, al termine del ciclo vaccinale e contiene varie informazioni tra cui dati anagrafici, il numero delle inoculazioni effettuate, il tipo di vaccino, il nome del produttore e data. La certificazione sarà redatta presso la struttura che ha effettuato la vaccinazione e il documento rientrerà nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato. La validità sarà di sei mesi a partire dal suo rilascio. Chi ha completato il ciclo di vaccinazione prima dell’entrata in vigore del decreto, può richiedere la certificazione verde COVID-19 alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario oppure rivolgersi alla Regione o alla Provincia autonoma in cui ha sede.

Nel secondo caso, ossia quello delle persone guarite, il certificato si riceverà dalla struttura dove si è stati ricoverati o, in caso di degenza a casa, si può richiedere ai medici di medicina generale. Anche qui è prevista una durata di sei mesi, ma il pass cessa di avere validità qualora l'interessato risulti successivamente di nuovo positivo al Covid.

Infine, chi risulta negativo al tampone molecolare o antigenico rapido, avrà una carta verde con solo 48 ore di validità,  rilasciata dalla struttura sanitaria dove ha effettuato l’esame o dal medico o farmacia accreditata.

La questione della privacy

Ovviamente, a fianco delle previste facilitazioni sorgono immediatamente i dubbi. Il Garante per la privacy ha inviato un avvertimento ufficiale al Governo, in cui si legge che la norma che ha approvato i passaporti vaccinali "presenta criticità tali da inficiare, se non opportunamente modificata, la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia. È quindi necessario un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone”. Poi ci sono i dubbi sulla durata della validità, i famosi sei mesi, che comunque ha una grande variabilità individuale. Alcune categorie di persone potrebbero infine rimanere escluse dal pass perché sono state vaccinate all'inizio della campagna, come medici e infermieri.

Altro quesito: chi ha fatto il tampone per uscire da una regione ed è stato fuori più di 48 ore, deve rifarlo per rientrare? E ancora, come la mettiamo con le persone che hanno contratto il Covid-19 e sono guarite ma, secondo una circolare del ministero della Salute del mese in corso, possono ricevere un solo vaccino a tre mesi di distanza dall’infezione ed entro i sei mesi dalla stessa? Con una sola vaccinazione non è consentito il rilascio del pass. E questo è valido anche per chi non può, per altre ragioni, completare l’iter vaccinale.

Il certificato verde è previsto possa servire anche anche per partecipare ad eventi, concerti, spettacoli. La versione italiana avrà durata fino a giugno quando dovrebbe entrare in vigore il green pass europeo. Nel frattemo le certificazioni verdi rilasciate dagli stati Ue sono ritenute valide anche nel nostro Paese.