Riaperture. "Sono vaccinato: posso viaggiare o andare al ristorante con i miei figli che non lo sono"?

I consigli degli studiosi americani e le linee guida per il momento di transizione
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Man mano che aumenta il numero di adulti vaccinati, cresce anche il mumero di genitori che si trovano ad essere immunizzati al coronavirus ma ancora a contatto con figli che ovviamente non lo sono. E’ così che sempre più famiglie si chiedono quale sia il comportamento da adottare in questa situazione di transizione. 
Condividere gli spazi in casa in serenità, viaggiare con la prole al seguito in totale sicurezza, avere ospiti presso la propria dimora sapendo di non correre rischi, sono diventate incognite per molti.


“Il processo di riapertura ad una esistenza normale sta diventando per molti motivo di ansia e stress – spiega Malia Jones, scienziata della salute della comunità presso l'Università del Wisconsin-Madison. – Le interazioni sociali, riattivate dopo un intero anno trascorso a cercare di evitarle, crea allarme e disagio nelle famiglie. Si tratta di una nuova condizione da monitorare e aiutare”.

La buona notizia è che ci sono risposte più o meno certe alle nuove perplessità e dubbi dei genitori. A darle, almeno negli Stati Uniti, sono proprio gli studiosi che hanno preso in esame la situazione vaccinale differenziata fra adulti e giovanissimi e fornito alcune indicazioni. Vediamo.


Quando posso aspettarmi che mio figlio venga vaccinato?
Nessuno sa con certezza quando i vaccini saranno disponibili per tutti i bambini. Il vaccino Pfizer-BioNTech è stato approvato per l'uso nei bambini di età pari o superiore a 16 anni, ma nessun vaccino contro il coronavirus è stato ancora approvato per i ragazzi sotto questa fascia. Recentemente però, Pfizer-BioNTech ha annunciato risultati promettenti di uno studio clinico che ha coinvolto gli adolescenti e che ha evidenziato che il vaccino è altamente efficace nei bambini tra i 12 ei 15 anni.

Il dottor James Conway, specialista in malattie infettive pediatriche presso la University of Wisconsin School of Medicine and Public Health che sovrintende ai programmi di vaccinazione, ha affermato che è probabile che i vaccini saranno disponibili per i bambini fra i 12 e i 15 anni già quest'estate, per i bambini frai 5 e gli 11 anni alla fine del 2021 e per i bambini oltre i 6 mesi e in età prescolare, all'inizio del 2022.


Possiamo socializzare con amici e familiari vaccinati?
Se si è genitori completamente vaccinati (il che significa che sono trascorse almeno due settimane da quando si è ricevuta la seconda dose di un vaccino a due dosi o due settimane da quando si è ricevuto un vaccino a dose singola), le linee guida dei Centers for Disease Control e la prevenzione dicono che non ci sono controindicazioni nel  trascorrere del tempo in casa, senza maschera, con un piccolo gruppo (10 individui) di altre persone completamente vaccinate. 


Possiamo socializzare con altre persone che non sono vaccinate?
"Se i figli non sono vaccinati, non dovrebbero socializzare in casa e senza mascherina con persone non vaccinate al di fuori della loro famiglia, poiché c'è il rischio che possano trasmettere Covid-19 tra loro e ad altri - ha detto il dottor McBride.  - Un'eccezione a questa regola sarebbe se le famiglie formassero insieme una specie di "baccello" in cui socializzassero tra loro e nessun altro".

"E' sicuramente possibile riunirsi con altre famiglie", ha chiarito la dottoressa Malia Jones. "Ma in questi casi vanno prese le consuete precauzioni". E l'ideale per scongiurare ogni rischio, è senza dubbio che questi incontri si svolgano all'aperto. 


È sicuro viaggiare? Meglio con o senza figli?
Ora che molti adulti sono vaccinati, le famiglie sentono la voglia di viaggiare di nuovo e andare in vacanza. Se si è completamente vaccinati e si vuole viaggiare senza figli, farlo negli Stati Uniti è sicuro, in base a quanto specificato dalle linee guida del C.D.C.

Non è necessario sottoporsi a test prima o dopo il viaggio o mettersi in quarantena al ritorno. Se invece ci si vuole spostare con i bambini non vaccinati, occorrerà seguire alcune regole. Le spiega Caitlin Rivers, epidemiologa del Johns Hopkins Center for Health Security. "Prima di pianificare il viaggio, bisogna controllare i dipartimenti sanitari statali e locali per vedere se ci sono restrizioni per il luogo di proveninenza o quello di arrivo. Se il bambino con il quale si viaggia ha sue patologie pregresse che potrebbero aumentarne  la vulnerabilità, sarà meglio consigliarsi con il pediatra di fiducia prima di mettersi in moto.

I bambini non vaccinati dovrebbero comunque sottoporsi a un test Covid-19 da uno a tre giorni prima del viaggio e da tre a cinque giorni al rientro. Dovrebbero anche mettersi in quarantena per sette giorni una volta tornati a casa (anche se il risultato del test è negativo).

Durante il viaggio, tutti (tranne i bambini sotto i 2 anni) dovrebbero comunque indossare mascherine, stare a un metro e mezzo di distanza dagli altri quando possibile, lavarsi le mani o usare un disinfettante ed evitare la folla. Consigliato anche l'uso di una doppia mascherina per i più piccoli, da indossare durante i trasferimenti in aereo o treno".

Possiamo cenare al chiuso o tornare in palestra?
Se siè vaccinati, il C.D.C. ammette che si possano reintrodurre abitudini come mangiare in casa in più persone, andare al ristorante o in palestra. "Bisogna però tenere presente - ha chiarito la dottoressa Jones - che se in famiglia ci sono persone non ancora vaccinate, queste attività continuano ad essere rischiose. Sebbene sia altamente improbabile che un genitore vaccinato porti il virus a casa, è comunque meglio evitare questi luoghi quando sono affollati, indossare mascherine e mantenere il disanziamento".

In tutti i casi è sempre meglio non portare con sé i figli non vaccinati quando si sceglie di frequentare questi ambienti, dal ristorante alla palestra. Specie se si tiene conto che alcuni bambini potrebbero essere più a rischio se esposti al contagio. Parliamo di quelli con problemi preesistenti quali asma, diabete, malattie cardiache congenite, deficit immunitari, o condizioni genetiche, neurologiche o metaboliche come la sindrome di Down.

"I genitori dovrebbero sempre consigliarsi con i pediatri dei loro figli prima di prendere qualunque decisione - allerta il dottor Carmin Powell, pediatra della Stanford Medicine.- Si può essere prudenti oppure flessibili e intraprendenti. E' un passaggio difficile, ma è il segnale che le cose stanno già migliorando".