"Calma ragazzi, lo stress fa perdere i capelli"

A confermarlo uno studio dell'università di Harvard che ha identificato il meccanismo alla base della caduta. Un problema anche per molti pazienti colpiti dal coronavirus
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CIRCA un quarto delle persone che contraggono Covid-19 sperimenta la caduta dei capelli sei mesi dopo l'insorgenza dei sintomi, probabilmente a causa dello shock sistemico causato dal calvario dell'infezione e dal recupero. In effetti, lo stress cronico è da sempre associato alla caduta dei capelli, ma il meccanismo sottostante che collega questa condizione alla disfunzione delle cellule staminali del follicolo pilifero non è ancora chiaro. Proprio su questo si concentra un nuovo studio pubblicato su Nature che ha messo in luce (nei topi) come alti livelli di ormone dello stress inibiscano le cellule staminali dei follicoli piliferi, rallentando la crescita dei capelli e provocandone la caduta.

Nel corso della vita di una persona, la crescita dei capelli attraversa tre fasi: crescita (anagen), degenerazione (catagen) e riposo (telogen). Durante l'anagen, un follicolo pilifero spinge continuamente fuori il fusto del capello in crescita. Durante il catagen, la crescita dei capelli si arresta e la parte inferiore del follicolo pilifero si restringe, ma i capelli rimangono al loro posto. Durante il telogen, i capelli rimangono dormienti per un po' di tempo, alla fine cadono. Sotto forte stress, molti follicoli piliferi entrano prematuramente nel telogen e i capelli cadono rapidamente.

Il ruolo delle cellule staminali

Le cellule staminali del follicolo pilifero (Hfsc) si trovano nella regione soprabulbare (o del bulge) del follicolo pilifero. Queste cellule hanno un ruolo cruciale nel governare la crescita dei capelli interpretando i segnali sia interni che esterni. Ad esempio, durante la fase telogen, le cellule staminali del follicolo pilifero sono tenute in uno stato di quiescenza e quindi non si dividono. Quando la crescita dei capelli viene avviata nella successiva fase anagen, le Hfsc vengono istruite a dividere e produrre cellule progenitrici che iniziano a differenziarsi, generando diversi strati di follicoli piliferi e, infine, il fusto del capello.

Lo studio 

I ricercatori dell’Università di Harvard hanno cercato di capire in che modo lo stress può influenzare l’attività di queste cellule staminali testando il ruolo delle ghiandole surrenali - che producono ormoni dello stress e costituiscono un organo endocrino chiave - nella regolazione della crescita dei capelli. Per farlo le hanno rimosse chirurgicamente dai topi. Le fasi di Telogen erano molto più brevi nei follicoli piliferi di questi animali (che il team ha soprannominato topi Adx) rispetto ai topi di controllo (meno di 20 giorni rispetto a 60-100 giorni), e i follicoli coinvolti nella crescita dei capelli circa tre volte più spessi.

L’effetto dell’ormone dello stress

Gli autori sono stati in grado di sopprimere questa frequente crescita dei capelli e ripristinare il normale ciclo dei capelli alimentando i topi Adx con corticosterone (un ormone dello stress normalmente prodotto dalle ghiandole surrenali degli animali). Dopo aver esposto a vari fattori di stress lievi i topi ‘normali’ per nove settimane, i ricercatori hanno osservato livelli elevati di corticosterone accompagnati da una ridotta crescita dei capelli, supportando l'idea che il corticosterone prodotto dalle ghiandole surrenali durante lo stress cronico inibisca l'inizio della crescita dei capelli. Quindi, in assenza di corticosterone sistemico, le Hfsc entrano in un numero sostanzialmente maggiore di cicli del ciclo di rigenerazione per tutta la vita. Al contrario, sotto stress cronico, livelli aumentati di corticosterone prolungano la quiescenza delle cellule staminali e mantengono i follicoli piliferi in una fase di riposo prolungata.

Possibili nuove strategie di cura

Appurato il legame tra stress e perdita dei capelli, i ricercatori di Harvard hanno cercato di capire in che modo le cellule staminali del follicolo pilifero rilevano il corticosterone scoprendo che l’ormone, in pratica, impedisce alle cellule della papilla dermica di secernere Gas6, un fattore che i ricercatori hanno dimostrato essere capace di attivare le cellule staminali del follicolo. Se questi risultati saranno confermati anche nell’uomo, Gas6 potrebbe diventare un possibile target in strategie per riattivare le cellule staminali dei follicoli e far ripartire la crescita dei capelli anche se ci sono diversi aspetti da chiarire. In primo luogo, anche se il corticosterone è considerato l'equivalente roditore del cortisolo umano, non sappiamo ancora se il cortisolo si comporti in modo simile negli esseri umani. In secondo luogo, la durata delle fasi del ciclo del capello è diversa nei topi e negli esseri umani.

Contrastare l’impatto dello stress

Anche se sono necessari altri studi, i ricercatori di Harvard hanno scoperto un meccanismo cellulare e molecolare che collega gli ormoni dello stress prodotti dalle ghiandole surrenali all'attivazione delle cellule staminali del follicolo pilifero attraverso il controllo dell'espressione di Gas6 nelle papille dermiche. Inoltre, hanno dimostrato che l'iniezione di questo fattore nella pelle può far ripartire la crescita dei peli nei topi anche quando gli animali stanno vivendo uno stress cronico. Scoperta che potrebbe rivelarsi molto utile visto che la nostra vita è caratterizzata da ‘dosi’ elevate di stress e questo studio ci fa intravedere la possibilità che un giorno, sarà possibile combattere almeno l'impatto negativo dello stress cronico sui nostri capelli ‘aggiungendo’ un po’ di Gas6.