Vaccino anti Covid, reazioni rare e gestibili

Secondo uno studio statunitense i casi di reazioni anafilattiche sono state 11,1 per un milionie di dosi somministrate
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MENTRE  il mondo è in attesa di capire quanto saranno efficaci i vaccini anti-Covid anche per le nuove e future varianti arissimdel coronavirus, arriva finalmente una buona notizia. Quella che le reazioni allergiche dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid, in particolare quello messo a punto da Pfizer-Biontech, sono rare. Si parla, di un nuovo studio dei statunitensi Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) e della Food and Drug Administration (Fda) pubblicato di recente sulla rivista Jama, di 11,1 casi di reazioni anafilattiche per un milione di dosi somministrate.

 

VACCINO E REAZIONI ANAFILATTICHE 

I dati provengono dalle 1,9 milioni prime dosi somministrate tra il 14 e il 23 dicembre scorso nell'ambito della campagna vaccinale degli Stati Uniti. Secondo quanto riportato dagli esperti, fino a quel momento ci sono stati solamente 21 casi complessivi di anafilassi dopo il vaccino anti-Covid di Pfizer-Biontech, di cui 4 sono stati ricoverati, mentre i restanti 17 sono stati trattati in pronto soccorso. Del numero totale di casi, viene precisato nello studio, 17 avevano una storia di allergie o reazioni allergiche a cibi, farmaci, prodotti medicinali o punture di insetti. I sintomi della reazione sono comparsi in media tra i 13 e i 15 minuti dopo la somministrazione della dose e i più comuni sono stati: angioedema, eruzione cutanea e senso di blocco alla gola.

LA RELAZIONE TRA VACCINO E ANAFILASSI 

“Sappiamo che i casi di shock anafilattico post-vaccino sono mediamente 1-3 casi su un milione di dosi somministrate”, commenta Paolo Bonanni, professore di Igiene generale e applicata all'Università di Firenze. Una cifra che potrebbe sembrare nettamente inferiore rispetto agli 11,1 casi per milione di dosi somministrate del vaccino anti-Covid appena emersi dallo studio. Tuttavia, chiarisce l'esperto, i sistemi di sorveglianza, su cui si basa anche la nuova analisi, servono a generare segnali su cui si dovrà indagare ulteriormente, ma non a determinare una relazione di causa-effetto tra vaccino e reazione allergica. Ciò significa, quindi, che Le reazioni allergiche osservate nello studio, non tutte sono state causate dal vaccino.“Il sistema Vaers, sulla base del quale è stato fatto questo studio, è un sistema consolidato per la segnalazione degli eventi avversi post-vaccinali”, precisa Bonanni. “Tuttavia, non significa, per forza, che siano dovuti alla vaccino. Di tutti quelli che si verificano dopo la somministrazione, solo una minima parte verranno poi accertati come correlati alla vaccinazione”.

 

COME GESTIRE UNO SHOCK ANAFILATTICO 

Nello studio, inoltre, gli esperti colgono l'occasione per ricordare come gestire correttamente gli episodi di anafilassi. In particolare, viene ribadito che nei luoghi in cui avviene la vaccinazione dovrebbero essere sempre disponibili le scorte necessarie per gestire questa reazione avversa, e in particolare quantità sufficienti di epinefrina in siringhe preriempite o autoiniettori. Bisogna, inoltre, sottoporre a screening i potenziali destinatari del vaccino per identificare le persone più a rischio e prolungare i periodi di osservazione post-vaccinazione raccomandati, di 15 o 30 minuti a seconda della storia clinica di ogni paziente. “I vaccini si fanno in ambito sanitario e se per caso dovesse avvenire un shock anafilattico, l'intervento è tempestivo”, aggiunge Bonanni.

 

LA SICUREZZA DEI VACCINI  

In Italia sono circa 40 anni che non si ha notizia di decessi per shock anafilattico post-vaccinale, ricorda l'esperto, e non bisogna quindi avere alcuna paura di sottoporsi al vaccino, soprattuto nell'ottica di rischi-benefici assolutamente favorevole. “Sappiamo che le vaccinazioni sono tra i prodotti più sicuri, rispetto a qualsiasi altro farmaco”, conclude Bonanni. “Basta pensare, per esempio, agli antinfiammatori che hanno molti più effetti collaterali di un qualsiasi vaccino. Questo studio dimostra quanta attenzione e sensibilità ci sia sulla sicurezza dei vaccini e quanto tutto venga monitorato con estrema precisione. Pur essendo questi dati preliminari e da approfondire, l'elemento importante è che comunque rimangono eventi avversi molto rari e che nessun caso ha avuto conseguenze gravi”.