Non c'è solo il coronavirus, da sempre il Natale mette a rischio la salute

Alza il colesterolo alle stelle e fa impennare i livelli di stress. Ma la letteratura scientifica offre altri esempi di quanto male possano fare le Feste
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CI SONO mille e una ragione per passare queste feste all’insegna della solitudine. No, non parliamo di coronavirus, zone rosse e contagi in agguato. No, parliamo piuttosto dei pericoli che il Natale inevitabilmente porta con sé, e che quest’anno, complice una congiunzione astrale che definire negativa è un pallido eufemismo, sono certamente dietro l’angolo: le cadute dalla scala mentre si appendono i festoni; i bambini che ingoiano pezzi di presepe; i gatti che si appendono agli abeti casalinghi e li fanno precipitare a terra in un tripudio di vetri rotti e candele spezzate; i rami pieni di addobbi che schizzano direttamente nell’occhio procurando cecità temporanea; l’anziana prozia al pronto soccorso perché si è tagliata il dito con la carta da pacchi…

Si scherza, sia chiaro. D’altra parte è Natale anche per la scienza. Soprattutto per quei buontemponi di Robin Ferner e Jeffrey Aronson, rispettivamente dell’Università di Birmingham e del Centre for Evidence Based Medicine dell’Università di Oxford. Che sulla Christmas edition del British Medical Journal si divertono a dimostrare, dati alla mano e una ricca quanto autorevole bibliografia, che da sempre il Natale mette a rischio la salute di tutti, grandi e piccini. Figuriamoci poi quello del 2020. "L’evento è senza dubbio fonte di stress, che com’è noto non fa bene alla salute: se quest’anno possiamo evitarci la cena con i consuoceri, perché non approfittarne?", scherza Francesca Andronico, psicoterapeuta ed esperta di relazioni sociali per l’Ordine degli Psicologi del Lazio. La scusa è solida come il granito, e solleva da ogni responsabilità: Conte lo vuole. “Finalmente possiamo schivare con destrezza i “parenti-serpenti” di Monicelli, i litigi su dove passare la Vigilia o su chi debba portare l’antipasto”, aggiunge Andronico. L’importante è ricordarsi, come diceva Freud, che l’ironia è il meccanismo di difesa dei più maturi.

Il veleno nel biglietto d'auguri

Così, armati di sense of humour britannico, Ferner e Aronson hanno ravanato negli archivi della letteratura scientifica. Trovando evidenze incontrovertibili del fatto che i benefici del Natale sono di gran lunga inferiori ai rischi per la salute e che, insomma, il gioco non vale la candela. Perché le insidie si celano ovunque, nei luoghi più inaspettati e nei gesti più angelici. Per esempio: vi piace inviare bigliettini di auguri ad amici e colleghi? Ebbene, sappiate che c’è chi si è avvelenato. “Nel 1876 un giovane pittore aveva dipinto delle Christmas card in colori vivaci, tra cui un bel verde brillante”, scrivono i due ricercatori. Purtroppo quel pigmento era il temibilissimo “Verde di Scheele”, a base di rame e arsenico, altamente tossico, e che lo ha ridotto in fin di vita. Altri, per dire, hanno perso le dita della mano infilando i bigliettini nelle cassette della posta con un meccanismo a molla un po’ troppo efficiente. Insomma, spedire gli auguri alla vecchia maniera non è necessariamente una buona idea.

Se il bimbo mangia i festoni

Passiamo alle decorazioni: vi piacciono luci, festoni, candele per rendere più accogliente la vostra abitazione? Vi piaceranno un po’ meno quando scoprirete la quantità di frammenti appuntiti e taglienti rinvenuti nell’apparato gastrointestinale di bambini in piena “fase orale”: lampadine led nei colori del rosso e del verde – molto natalizie - pezzi di palle e di puntali, clip di metallo e portacandele, stelle di latta, decorazioni a forma di abete. In assenza di bambini, potete fare da soli. Per esempio potete ustionarvi con la cera bollente che cola sulla tovaglia durante il cenone, o finire in ospedale per una crisi respiratoria dovuta agli aghi di pino penetrati nei bronchi, o al pronto soccorso oftalmologico a causa di un ramo inavvertitamente finito nell’occhio con conseguente abrasione della cornea. Gli studi scientifici sono molto chiari sul tema. Accade, eccome.

Bacilli di antrace nel bongo

Persino scartare i pacchetti può mettere a rischio la vostra salute. Il cugino di terzo grado che ha avuto la malaugurata idea di regalarvi un criceto ha probabilmente dimenticato quello che avvenne tra il 1973 e il 1974, quando 181 persone in 12 Stati americani furono colpite dalla coriomeningite linfocitaria trasmessa dal simpatico animaletto. Avete ricevuto dei bonghi? Verificate che non ci siano bacilli di antrace nella pelle di capra, non si sa mai. E solo perché la medicina ha fatto i progressi che ha fatto, possiamo essere sicuri che la trombetta con la quale suoniamo la gioiosa marcetta natalizia non ci trasmetterà la sifilide. E’ successo anche questo, tanto tempo fa (nel 1879) ma è successo.

Colesterolo alle stelle

Non vorremmo nemmeno parlare delle insidie che si nascondono a tavola. Colesterolo alle stelle, calorie come se non ci fosse un domani. Un articolo dello stesso BMJ, ma in pieno dopoguerra, descriveva la ricetta del budino di Natale: 58 000 calorie, 20 volte la dose giornaliera raccomandata a un maschio adulto e di una certa statura. Se non vi preoccupa l’indice di massa corporea, che lo faccia almeno il rischio di infezioni gastrointestinali: nel Natale del 1973, una (apparentemente) innocua scatola di cioccolatini provocò un’epidemia di Salmonella negli Stati Uniti e in Canada, mentre un cenone offerto ai dipendenti dell’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica di Varsavia, in Polonia, ha mandato in ospedale 97 persone - nell’insalata albergava il norovirus, meglio noto come “virus del vomito invernale”, la causa più comune di gastroenterite. E se siete svizzeri, state alla larga dal piatto tipico di questo periodo, la fonduta di pollo: il Campylobacter è in agguato.

Troppo denaro in in regali

Se il Natale del 2020 suscita pensieri maligni, altrettanto deve aver provocato quello del 2002. Perché uno studio analogo lo avevano fatto anche David Isaacs e Dominic Fitzgerald, del Dipartimento di Immunologia e Malattie infettive del Children's Hospital di Sydney: due economisti sanitari australiani ideologicamente contrari alla frivolezza di questo “festival annuale parareligioso”, secondo cui il denaro speso in regali e carta per pacchetti, luminarie e cenone potrebbe essere speso invece per migliorare l'assistenza sanitaria della nazione. Un’analisi costi-benefici le cui conclusioni sono chiarissime: il Natale non è conveniente. Meglio abolirlo. Non siete ancora convinti? Allora non resta che ricorrere al noto motto britannico: Keep calm and carry on. Manteniamo la calma, e andiamo avanti. E Buon Natale a tutti.