L'intervento

Covid: non vaccinarsi è sbagliato

Un importante studioso interviene sulla polemica. E dice: nessun alibi per i no vax, la ricerca e le autorità regolatorie mai approverebbero un prodotto non sicuro. La fretta? Nelle pandemie non c'è tempo da perdere
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Molte persone continuano ad esprimere dubbi su come e soprattutto sui tempi con cui i vaccini contro il nuovo coronavirus sono stati realizzati e sono, sperabilmente, in corso di approvazione da parte degli Organi a ciò previsti, sia in Europa (EMA) che negli Stati Uniti, l’FDA. Lo capisco: la peraltro doverosa fretta con cui questi vaccini sono stati generati, chiaramente dovuta all’impossibilità di controllare la malattia con altri mezzi (lo stiamo ben vedendo), spesso anche la non conoscenza delle modalità tecnologiche e finanziarie con cui si è arrivato a fare così presto, alimenta l’incertezza.

Tutto comprensibile, come comprensibile e doverosa è la richiesta di trasparenza, di pubblicazione di tutti i dati ottenuti durante la sperimentazione e, più importante ancora, trovare modalità per rendere pubbliche le determinazioni degli Organi deputati all’approvazione dell’uso di questi vaccini, come ci si prospetta a breve. L’ho scritto e ne ho parlato spesso.

Capisco tutto, ma io mi vaccino. Lo faccio col primo vaccino che sarà approvato dagli Organi Regolatori. Spero che questo sia un vaccino ad RNA, voglio onorare e testimoniare la forza di una tecnologia che cambia la prospettiva di come molti vaccini saranno, velocemente, fatti in futuro. Voglio dare merito a chi ha finanziato questa storica impresa e a quelli che ci hanno lavorato giorno e notte. Voglio dare credito a quei numerosi scienziati che fanno parte dei panels di revisori dei dossiers vaccinali che di vaccini capiscono quanto e più di me che pure ci ho tanto lavorato: sono certo che mai autorizzerebbero l’uso di un vaccino efficace  e poco sicuro.

Sono gli stessi che hanno ferocemente contrastato un bugiardo Presidente degli Stati Uniti che ha tentato di politicizzare l’intera materia vaccinale a scopo elettorale, non riuscendoci, soprattutto per merito loro. Voglio non dare alibi ai no-vax, che sono tanti e che certamente potrebbero equivocare un mio dubbio sulla sicurezza del vaccino: so che la vera efficacia e sicurezza del vaccino nel mondo reale la conoscerò solo dopo che mi sarò vaccinato, dopo che tanti si saranno vaccinati, nella fase IV, quella della farmaco-vigilanza che spesso decide del destino di un vaccino.

So che corro anche qualche rischio di un evento avverso molto raro che non è stato possibile verificare prima perché non è stato possibile, e non sarebbe stato giusto, aspettare che si vaccinassero centomila o duecentomila soggetti prima dell’approvazione del vaccino a fronte di un virus che corre e circola così velocemente. So, infine, che non ci sarebbero stati vaccini se fosse mancato un po' di coraggio, forse anche un po' di ragionevole utopia, ad un certo Edward Jenner ed a un certo Louis Pasteur.

*Membro dell’American Academy of Microbiology