Sesso scadente per chi guarda i porno

Vedere per troppo tempo i film hard ha effetti negativi sulla capacità di erezione e sulla soddisfazione per i rapporti "normali". I risultati di un sondaggio presentati al congresso europeo di Urologia

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Il consumo di pornografia forse aumenta le fantasie, ma non sembra migliori la vita sessuale reale maschile. Tutt’altro. Stando ai risultati di un sondaggio anonimo presentati nel corso del 35mo Congresso della Eau, la Società europea di urologia, in corso on line, trascorrere davanti a film hard tanto tempo, troppo tempo, può impattare negativamente sulla capacità di erezione e sulla soddisfazione per il sesso diciamo classico, praticato con un partner.
 

Più di 100 domande

Ricercatori inglesi, danesi e belgi tramite un articolato questionario di 118 domande somministrato a un campione di oltre 3200 uomini adulti, anonimamente on line, e hanno raccolto informazioni sul tempo trascorso davanti a filmati porno, sull’attività sessuale, sulla salute sessuale e la soddisfazione per il sesso praticato e per quello guardato. Dall’analisi dei dati – che, va ricordato, non sono il risultato di  uno studio clinico ma di una ricerca di tipo osservazionale finalizzata a individuare associazioni e non relazioni di causalità -  i ricercatori hanno dedotto che gli uomini del campione guardavano circa 70 minuti di porno a settimana, in media tra 5 e 15 minuti alla volta. Un tempo che per alcuni è più breve, ma per altri – dicono -  può essere molto, molto più lungo.

Uomini giovani

Il 23% circa degli under35 intervistati ha dichiarato di soffrire di un certo livello di disfunzione erettile quando faceva sesso con un partner, “una percentuale superiore a quella che ci aspettavamo”, ha dichiarato  Gunter de Win, professore di Urologia all’università di Anversa e tra i firmatari dello studio. Uno studio che dice anche che tra le persone che guardavano più porno la percentuale di chi aveva più difficolta di erezione con un partner era più elevata, così come più alti erano i punteggi ottenuti  nelle scale che misurano la dipendenza da materiale pornografico.

Solo le scene spinte

Il 90% degli uomini intervistati ha dichiarato che quando guarda filmati porno avanza rapidamente per arrivare alle scene più spinte e il 20% di dover consumare prodotti  sempre più hard per mantenere nel tempo lo stesso livello di eccitazione. Infine, ma di certo non ultimo, il 65% del campione ha riferito di ritenere che il sesso con un partner fosse più eccitante di un porno. L’idea degli autori è che senza dubbio la pornografia ha un effetto sulla sessualità (e dai numeri così sembra…).
Va detto comunque che questo studio non è una sperimentazione clinica ma un questionario, ed è possibile che le persone che hanno risposto alle domande, che sono state reclutate via social oltre che con volantini e poster, non siano davvero rappresentative dell'intera popolazione  maschile. Tuttavia, è vero che il campione è vasto, e quindi - secondo gli autori - si può essere abbastanza sicuri dei risultati. Tanto che hanno detto di avere l’intenzione di realizzare uno studio simile sugli effetti della pornografia sulle donne.

Uomini giovani

Per Maarten Albersen, docente all’università di Lovanio, in Belgio, che non ha partecipato alla ricerca, lo studio di de Win e dei suoi colleghi  “è interessante. Il campione – ragiona Albersen - consisteva principalmente di uomini giovani reclutati tramite i social, il che potrebbe averlo spostato verso tassi di consumo di materiale pornografico online più elevati. Nel complesso – ha però aggiunto l’esperto - fornisce spunti interessanti. L'ipotesi è che il tipo di porno guardato possa diventare sempre più esplicito nel tempo e che il sesso di coppia potrebbe non riuscire a far raggiungere lo stesso livello di eccitazione ottenuto con materiale pornografico”.

Una questione controversa

In ogni caso l’indagine contribuisce a un dibattito sull'argomento, che evidentemente è in corso. Stando a chi studia il fenomeno,  “il porno può avere effetti sia positivi che negativi (sulla vita e la soddisfazione sessuale, ndr) - riprende Albersen - per esempio potrebbe essere anche utilizzato come aiuto nel trattamento delle disfunzioni sessuali. Questa è un'area controversa -  conclude  - e su questo argomento le ultime parole non sono state dette”.