Coronavirus, ritorno a casa col neonato

I consigli della Società italiana di neonatologia: indicazioni pratiche per neogenitori, alle prese con il primo figlio e con la paura del contagio

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Lasciare il reparto maternità e tornare casa con un neonato è un’esperienza intensa, ma anche piena di dubbi e di qualche preoccupazione. Soprattutto in questi tempi di pandemia, da cui non siamo furi, e che costringono a un controllo aggiuntivo, e inedito, sui nostri comportamenti e su quelli altrui, a un’attenzione particolare all’igiene personale e ambientale, e al distanziamento interpersonale, che limita, sebbene meno che in passato, le relazioni e anche il supporto pratico di nonni o amici alle giovani coppie, “coppie che negli ospedali hanno potuto seguire in tutta sicurezza percorsi covid-free, ma che vanno rasserenati anche nella fase del rientro a casa”, dice Fabio Mosca, direttore della Neonatologia del policlinico di Milano e presidente SIN, Società italiana di neonatologia che infatti proprio per tranquillizzare chi è alle prese con un neonato, e magari anche alla prima esperienza genitoriale,  ha elaborato alcune indicazioni pratiche (anche raccolte in un poster scaricabile al link https://www.sin-neonatologia.it/pdf/PosterSIN-a-casa-con-neonato-15-04-2020-2.pdf.)
 

Relazioni sociali

Siamo nel pieno della fase 2 di contrasto alla Covid-19 ed è prevista la possibilità di incontrare congiunti e anche amici purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie. Che per i neogenitori significa che certamente non si possono organizzare le tradizionali e affollate feste di benvenuto al nuovo nato, ma che si possono incontrare persone, e finalmente i nonni, ma mettendo in atto comunque comportamenti sicuri. Come organizzarsi? Il consiglio è senza dubbio quello di rispettare le norme. Ci vuole prudenza perché il virus c’è e ci sarà per mesi. Quindi quando ci si incontra si sta alla distanza di almeno un metro, e si indossano mascherine, in particolare in presenza degli anziani, le vittime più numerose del virus.

Il sostegno pratico

Il distanziamento ha privato le giovani famiglie di un sostegno pratico, e di una compagnia, che invece sono preziosi specialmente per le madri. “È così, tuttavia – ragiona il neonatologo – bisogna dire che se è vero che nelle settimane passate è mancato il supporto dei nonni o di altri adulti, è vero anche che le madri spesso hanno avuto accanto il loro compagno in smart working. In realtà le neomadri hanno sofferto meno la solitudine nella fase 1 proprio a causa del sars-cov-2. Inoltre nelle settimane passate la possibilità di incontrare amici su piattaforme video o videochat ha aiutato molto durante la gravidanza e deve continuare a farlo dopo la nascita, e in questa fase di contrasto al Covid più lasca ”, è l’invito del neonatologo.



A casa dal lavoro

Sono ripartite molte attività lavorative, molti uffici hanno aperto. Una situazione che specie per i padri potrebbe comportare il rischio di veicolare in casa il virus. “Infatti sul posto di lavoro come sui mezzi di trasporto, va mantenuto un distanziamento sociale di almeno un metro e l’uso della mascherina – è l’indicazione di Mosca – e vanno utilizzati spesso i disinfettanti per le mani. Per i neogenitori, e per tutti, il messaggio è: al lavoro almeno un metro di distanza sempre, o sempre la mascherina.



Una volta a casa lavarsi e cambiarsi i vestiti indossati per uscire. Naturalmente è valida per tutti l’indicazione di lavarsi spesso le mani, e comunque sempre prima di accudire il neonato”. Per tutelare l’intero nucleo familiare da un possibile contagio, è consigliabile cambiare spesso l'aria delle stanze: almeno due o tre volte al giorno – dice l’esperto - e prestare attenzione alla pulizia e all'igiene delle superfici, utilizzando prodotti specifici”.

L’allattamento e i vaccini

Il latte materno è un alimento unico e completo dal punto di vista nutrizionale e protegge il bambino da eventuali infezioni. Ma non va sempre tutto liscio, all’inizio: l’allattamento non sempre funziona subito, capita invece che le madri, in particolare al primo figlio, abbiano bisogno di consigli, indicazioni, dritte degli esperti. Ma anche in questo periodo per il timore di contagiarsi si tende ad evitare ambulatori, ospedali, studi medici.



"Non bisogna rinunciare ad allattare – dice il neonatologo-. Se si hanno timori si può chiamare il pediatra al telefono concordando con lui le visite o chiamare le associazioni di sostegno all’allattamento. E non bisogna rinunciare ai controlli neonatali dopo le dimissioni, tanto meno a vaccinare”, sottolinea il pediatra. “Rinunciare ai vaccini è come aggiungere danno al danno", aggiunge.


Fake news

“Se si vuole navigare in internet per diletto e per informarsi sul mondo c’è libertà - continua Mosca - ma se si cercano informazioni sulla salute propria e dei figli allora le cose cambiano. In questo caso va fatta attenzione alle fonti, che devono essere accreditate, istituzionali, come quelle del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità oppure i siti e le pagina Facebook della Società Italiana di Neonatologia o di altre società scientifiche”.

Sintomi influenzali in famiglia

Al netto di tutto questo, e presa ogni precauzione, è chiaro che anche nelle famiglie con bambini piccoli si può contrarre l’infezione. Come comportarsi quando si hanno neonati in famiglia? “Quando un membro della famiglia avverte sintomi influenzali – dice e conclude l’esperto - è indispensabile l’utilizzo di mascherine chirurgiche per tutti i componenti, mantenere la distanza di almeno un metro ed effettuare un’accurata e frequente igiene delle mani. Aspettando gli opportuni accertamenti”
 
Infine la Società italiana di neonatologia ha realizzato un video (www.youtube.com/watch?v=RAx5u97KI70), girato presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Clinica Mangiagalli, con l’obiettivo di tranquillizzare chi ancora non è genitore, ma si appresta a diventarlo.