Per i medici i turni da 24 ore sono realtà: "Ma col nuovo orario più riposi"

Le regole sul lavoro del personale sanitario introdotto dell'Europa obbligano a 11 ore di riposo al giorno. Le aziende sanitarie: "Il nuovo sistema finora ha funzionato ma adesso ci vorrebbero nuove assunzioni"

2 minuti di lettura
(fotogramma)
I turni lunghissimi, da 24 ore e più, negli ospedali italiani si fanno ancora, ad esempio nel campo dei trapianti e in generale della chirurgia, ma sono sempre più rari, anche a causa del nuovo orario di lavoro. Introdotto dall'Europa e recepito con una legge italiana nel 2014, dell'impatto del nuovo sistema di turni si discute proprio in questi giorni. Fiaso, la Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, rende noto uno studio svolto con Cergas-Bocconi su questo tema. "Il sistema ha retto nei due anni dall'applicazione della norma. Però adesso bisogna tornare a investire sul personale - commenta il presidente della federazione, Francesco Ripa di Meana - questo perché la situazione è al limite. Non è immaginabile andare avanti con soluzioni tampone".

La norma europea ha introdotto soprattutto tre principi: la durata media dell'orario di lavoro non deve superare le 48 ore settimanali compresi gli straordinari, ogni lavoratore ha il diritto a un periodo minimo di riposo di 11 ore nel corso delle 24 ore, ogni sette giorni deve beneficiare di un riposo ininterrotto di 24 ore.

Secondo Fiaso, dunque, il sistema ha retto e si è riusciti a rispettare le nuove regole senza particolari problemi di assistenza. "Ci sono però un 40% di "criticità trascurabili" sulle quali bisogna intervenire perché non diventino significative e condizionino le liste di attesa e in generale i servizi".

La nuova legge obbliga a riposare i medici tutti i giorni ma varie sentenze hanno riconosciuto deroghe per coloro che si trovano in situazioni di urgenza (come la pneumologa di Parma) a patto che poi il riposo perso venga recuperato. Il divieto a far lavorare il personale troppo a lungo riguarda l'organizzazione strutturale, non le emergenze, che in sanità capitano spesso.

Parma, tre bimbi salvati dal soffocamento in 24 ore: "Un evento eccezionale"

Sempre da Fiaso spiegano che per reggere l'impatto dei nuovi orari un'azienda su 4 "ha sviluppato modelli innovativi di turnistica, soprattutto per gli infermieri, i tecnici e gli amministrativi. Sono stati introdotti il turno a 12 ore, l'uniformazione del turno notturno a 11 ore, la suddivisione in due turni della pronta disponibilità. Ma per reggere all'impatto di nuovi orari e turni di riposo in carenza di personale circa un'Azienda su quattro ha sviluppato modelli innovativi di turnistica, soprattutto per il personale del comparto, ossia infermieri, tecnici e amministrativi. Sono stati introdotti il turno a 12 ore, l'uniformazione del turno notturno a 11 ore, la suddivisione in due turni della pronta disponibilità o, ancora, l'inversione inizio turno del turno in quinta h24. Che di norma comporta periodi di riposo di 48 e più ore dopo turni lunghi, periodi che sono stati invece ridotti, ma senza intaccare il monte ore di riposo complessivo".

Sempre un quarto delle aziende, si spiega, ha riorganizzato anche i turni della dirigenza, "introducendo guardie interdivisionali, sostituendo i turni di pronta disponibilità con la presenza attiva o al contrario trasformando la disponibilità in presenza sul posto. Più in generale il 42% delle Aziende ha riorganizzato il lavoro del personale del comparto, attraverso strumenti come la riorganizzazione delle risorse umane su base dipartimentale o la revisione del piano di reperibilità. Stessa cosa è accaduta nel 32% dei casi per la dirigenza. In diversi casi la riorganizzazione è avvenuta a livello interaziendale, attraverso l'istituzione di dipartimenti e strutture complesse tra più Aziende, l'unificazione di servizi amministrativi e della laboratoristica, le convenzioni con altre Asl e la telerefertazione diagnostica o la concentrazione su area metropolitana di servizi come centri trasfusionali, laboratori, radiologie. Circa un'Azienda su quattro ha poi incrementato la formazione a distanza e quella sul campo, modificando l'articolazione oraria dei corsi".