Msf, "Abbiamo un vaccino, faglielo tu". La campagna nella Repubblica Centrafricana

Da anni al centro di una guerra civile, il Paese deve fronteggiare anche il problema della mancata prevenzione. A luglio 2015 l'organizzazione internazionale ha avviato il progetto per evitare che patologie anche comuni possano rivelarsi fatali

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LA REPUBBLICA Centrafricana è da anni teatro di una guerra civile che dal 2013 rende la situazione drammatica sia da un punto di vista umanitario che logistico. Piaga del Paese, uno dei più critici di tutta l'Africa, non è soltanto l'instabilità politica e la violenza, ma anche la mancata vaccinazione, dovuta in primis a difficoltà pratiche per via dei conflitti locali.
 
A luglio 2015 Medici senza frontiere ha avviato la più grande campagna di vaccinazione mai realizzata in Repubblica Centrafricana, per proteggere circa 220.000 bambini al di sotto dei cinque anni contro almeno nove malattie infettive (tra cui morbillo, difterite, tetano e pertosse) entro la fine del 2016. Questa vaccinazione capillare è fondamentale per evitare che patologie anche comuni possano rivelarsi fatali. Thierry Dumont, capo della missione umanitaria nella città di Berbérati, spiega infatti che una delle principali attività di MSF è quella di avviare campagne "di recupero" proprio per salvare bambini che in situazioni normali sarebbero stati vaccinati ma che, non essendolo, sono vulnerabili.

Msf, la campagna di vaccinazione in Centrafrica

 
Solo il 13% dei bambini sotto un anno di età ha ricevuto un ciclo di vaccinazione completa a fine 2013 e a gennaio 2016 il 72% dei centri sanitari sono stati danneggiati o distrutti dal conflitto. L'organizzazione internazionale ha lanciato questo progetto in diverse città e tra queste c'è anche Berbérati che, vivendo un periodo di pace da quasi un anno, è stato considerato uno dei luoghi più adatti per l'iniziativa. Qui gli operatori sanitari, prima di intervenire, avevano calcolato che meno del 15% dei bambini era stato vaccinato in modo completo, e da qui ogni giorno le équipe mediche si spostano per raggiungere i diversi siti di prevenzione.
 
Se il primo ostacolo sono i conflitti locali, che spesso rendono difficile l'agire in completa sicurezza, il secondo problema è sicuramente la diffidenza della popolazione locale. Sensibilizzare gli abitanti con il porta a porta o con brevi rappresentazioni di attori locali può rivelarsi fondamentale. Per comprendere la potenzialità dell’iniziativa, basti pensare che, dopo solo cinque giorni di attività, a Berbérati e dintorni è stato vaccinato circa l'80% dei bambini.

Dal 25 settembre al 9 ottobre MSF ha lanciato la campagna di raccolta fondi Abbiamo un vaccino: faglielo tu!  e con un sms solidale o una chiamata al 45508 è possibile supportare la vaccinazione realizzata in Repubblica Centrafricana.