Diagnosi fai-da-te con lo smartphone, la nuova frontiera della Sanità britannica

A Londra il ministro della Salute annuncia un nuovo servizio digitale: chiamando il 111 si potranno riferire i sintomi e avere le prime cure senza andare dal medico. Ma c'è chi contesta: è solo un modo per tagliare la spesa 

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Il ministro della Sanità Jeremy Hunt  
LONDRA – Farsi la diagnosi da soli con lo smartphone, senza bisogno di andare dal medico. E’ l’ultima frontiera della rivoluzione digitale. O l’ultima trovata per risparmiare fondi pubblici? L’iniziativa preannunciata oggi a Londra dal ministro della Sanità Jeremy Hunt non mette tutti d’accordo. Da un lato apre nuove prospettive di cure fai-da-te, può ridurre i tempi di attesa e facilitare le comunicazioni fra pazienti e dottori. Dall’altro c’è il timore che sia un modo per introdurre nuovi tagli al National Health Service (Nhs), il servizio sanitario nazionale britannico, che ha deficit pesantissimo e diventa sempre più difficile da sostenere.
 
Il ministro non nega che le nuove misure servano a sollevare l’Nhs almeno in parte dalla pressione insostenibile del pubblico, ma afferma che comporteranno un miglioramento, non un peggioramento, del servizio sanitario. “E’ venuto anche per la medicina il momento di entrare nell’era dello smartphone”, dice Hunt. Secondo i piani presentati stamane, chiamando il numero 111 i pazienti potranno digitare sul telefonino i propri sintomi e ricevere consigli o terapie istantanee – da una voce computerizzata, s’intende. Se la valutazione del computer sarà che il caso è grave, verranno richiamati da un medico in carne e ossa.

Potranno inoltre prenotare un appuntamento, leggere risultati di analisi o la propria cartella clinica, ricevere prescrizioni di farmaci, attraverso un nuovo sito centralizzato dell’Nhs. Il sito web conterrà anche linee guida per valutare – da soli – le condizioni della propria malattia, dal diabete, a disabilità, a disturbi d’altro genere. Il sito conterrà anche una classifica sull’operato di ospedali e ambulatori, in seguito destinata a essere estesa anche a reparti oncologici e alla maternità.
 
Hunt spiega la riforma, che comincerà a entrare in funzione a fine anno, con un paradosso: tre quarti della popolazione ha accesso a uno smartphone e al web, eppure soltanto il 2 per cento dei britannici comunicano digitalmente con il proprio medico. Eppure i giornali esprimono il sospetto che dietro ci sia, almeno in parte, la necessità di stringere la cinghia. Il servizio sanitario nazionale prevede un deficit di 30 miliardi di sterline entro il 2020.

E proprio il ministro Hunt è impegnato da mesi in un braccio di ferro con i “junior doctors”, i medici più giovani, la linea del fronte del pronto soccorso, che vuole costringere a orari più duri con una paga minore. I giovani medici hanno risposto con una serie di scioperi in primavera, una bozza di accordo è stata poi raggiunta e quindi rifiutata, ora minacciano altre giornate di sciopero: ne hanno sospeso uno di cinque giorni di seguiti previsto per le prossime settimane solo perché minacciava la salute dei pazienti. Non basterà la medicina via smartphone e la diagnosi fai-da-te per risolvere questi problemi.