Stabilità, dietrofront del governo: via libera a Regioni per assunzioni in sanità

Nuovo emendamento alla manovra dopo un incontro fra i ministri e Boschi: le Regioni dovranno prevedere il fabbisogno di personale entro febbraio e potranno avviare assunzioni provvisorie in vista dei concorsi per i posti vacanti. Le risorse 'svincolate' dalla legge sulla responsabilità professionale

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Beatrice Lorenzin
Beatrice Lorenzin (ansa)
Un nuovo colpo di scena sulle assunzioni dei medici e degli infermieri nella legge di Stabilità. Dopo che per una notte è saltata la possibilità di inserire nella normativa un emendamento che permettesse l'aumento degli organici, ieri sera si è trovata una soluzione. Nelle riunioni tra il Mef e i ministri delle Riforme e della Sanità, Maria Elena Boschi e Beatrice Lorenzin, è stato deciso di tentare comunque la carta delle assunzioni, ma senza ancorarle ai risparmi prodotti dalla nuova legge sulla responsabilità professionale dei camici bianchi scritta da Federico Gelli del Pd. E' lo stesso ministro Beatrice Lorenzin a confermare in un'intervista a Repubblica che l'emendamento sulle assunzioni è stato inserito: "I fondi per le assunzioni di medici e infermieri arriveranno dai risparmi delle Regioni".

Gelli conferma: "L'emendamento mira a garantire che con l'inizio dell'anno le Regioni possano iniziare la campagna di assunzioni, mantenendo il principio di pianificare, entro febbraio, il fabbisogno di personale per i servizi h24 anche in luce della normativa europea sugli orari. Le Regioni - spiega Gelli - potranno espletare e bandire i concorsi per le assunzioni con il principio che il 50% sia di nuove assunzioni e il 50% di stabilizzazioni. I bandi dovrebbero essere pubblicati entro la fine dell'anno". Per coprire invece lo spazio temporale tra l'inizio dell'anno e l'ingresso in servizio dei nuovi assunti e "colmare questo vuoto, si darà autorizzazione alle Regioni per assunzioni a tempo determinato".

E le risorse? L'identificazione dei fondi non sarà più collegata alla legge sul contenzioso e la responsabilità professionale dei medici, ma saranno ricercati nei risparmi già messi in carico alla sanità ed alle Regioni sull'appropriatezza delle prescrizioni, centrali uniche degli acquisti e piani di rientro delle Asl in deficit.
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