Lorenzin: "Sulle prestazioni inappropriate non tagli, ma indicazioni anti-sprechi"

Videoforum del ministro della Salute a RepubblicaTv. Sulla proposta del Decreto sulla Competitività: "I farmaci di fascia C con ricetta non andrebbero venduti nei supermercati. Finiremmo per depauperare i territori"

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ROMA. "Il tema del contendere è la sanzione, non la lista delle 208 prestazioni non appropriate. Ma noi non vogliamo star lì a dare sanzioni, tranne in casi gravi. Proponiamo ai medici una indicazione anti-sperchi". Difende l'azione del governo e insiste sull' azione dei tagli agli sprechi soprattutto sulle analisi inutili, il ministro della Salute Lorenzin nel videoforum in diretta con i lettori a RepubblicaTv.   "La lista -dice - è stata fatta con massimi esperti scientifici e poi presentata alle associazioni dei medici. Sono arrivate due considerazioni di cui terremo conto. I medici hanno il timore che il sistema sanzionatorio possa essere applicato in maniera differente regione per regione. Per questo motivo ho proposto di discuterne nell'assemblea Stato-Regioni, per dare garanzie a tutti. Il decreto vuole dare una lista ai medici delle best practis da compiere sulle prestazioni". Il ministro spiega che negli ultimi giorni ai cittadini è arrivato un messaggio sbagliato: le persone sono convinte che non potranno avere più le tac e le risonanze magnetiche a cui prima potevano accedere dopo prescrizione. "Non è così - spiega Lorenzin - tutte possono essere prescritte si chiede solo al medico di agire bene. Per esempio le risonanze magnetiche. Può esserci un eccesso di misura che poi costa allo Stato molti soldi. Per esempio io quando ero in gravidanza avevo una lista di esami del sangue da fare che mi aveva prescritto la mia ginecologa. Poi mi capitava di andare da sola a farmi prescrivere degli esami e me ne davano una lenzuolata. Quando li mandavo via mail alla mia ginecologa lei si arrabbiava, dicendomi che questi esami in più non mi servivano. Se facciamo il calcolo di quanto sarebbero costati, viene fuori 40 euro. Se si moltiplica per otto mesi, per tutte le gravidanze, si capisce come si fanno gli sprechi. Gli sprechi si fanno così, si fanno ogni giorno con piccole cifre, ma poi li paghiamo tutti".
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Il Ministro ha spiegato che la lista rimane quella anche se ancora non l'ha firmata. Non si tratta di una lista di tagli e di multe ma di consigli di procedure da seguire per i medici, è un elenco di prescrizioni su cui bisogna porre maggiore attenzione per risparmiare. L'elenco deve passare al vaglio del Consiglio Superiore della Sanità ma la ministra è disponibile a trovare altre soluzioni, ma non a tornare indietro. "Dobbiamo vedere quali sono gli ambiti che vanno migliorati perchè tutti hanno riconosciuto che ci sono troppe prescrizioni". Per la ministra la parola d'ordine è una sola: ridurre gli sprechi.

Rispetto all'opposizione di medici e sindacati il ministro rimarca :"Bisogna avere il coraggio di trovare il modo di risparmiare e concentrarsi sulle best pratics. Non mi aspettavo di avere uno scontro con i medici. Per rimettere insieme il servizio sanitario in  un momento di crisi internazionale del welfare c'è bisogno di avere gli operatori della sanità al proprio fianco".

Poi ha commentato le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha detto che il fondo sarà di 111 miliardi di euro, un incremento di solo un miliardo di euro che ha messo in crisi le regioni. Sarebbero sufficienti a far ripartire il sistema sanitario? Secondo la Lorenzin non basta ma è già qualcosa. Dice che c'è stata un' inversione di tendenza: "Quando sono diventata ministro volevano tagliare 2 miliardi di euro per i tiket. L'incremento del fondo va di pari passo con l'incremento del Pil. La cosa buona è che è comunque aumentato, ma ci vuole di più sicuramente. Dobbiamo fare ciò che serve: applicare i Lea e il nomenclatore tariffario, che quella cifra sia garantita dalla Legge di Stabilità, e poi bisogna lavorare sul personale e sulla stabilizzazione dei precari e sullo sblocco del turnover. Sto lavorando su cosa va assolutamente garantito ai cittadini e agli operatori sanitari nel 2015". Lorenzin spiega che ci sarebbe bisogno di un incremento di due punti pil per far fronte alla maggiore domanda della popolazione che invecchia e ha bisogno di più cure e medicine. "Dobbiamo iniziare a risparmiare con il buon senso oppure nei prossimi anni avremo grossi problemi", dice. Secondo la ministra tendere al risparmio è importante e lo devono fare sia i medici sia i cittadini. E sottolinea più volte che questo non significa togliere ai cittadini cure e servizi necessari, ma tagliare il surplus.

Per il Ministro non può essere il governo a occuparsi dei problemi che devono risolvere le regioni. Si dice soddisfatta dei risultati ottenuti finora come per esempio l'istituzione di centrali uniche d'acquisto, un sistema di benchmark degli acquisti in rete con tutte le regioni, ma punta soprattutto sul patto della Sanità regionale digitale: "quando tutti i dati saranno online potremo conoscere tutto delle spese e dei costi così possiamo combattere la corruzione e gli sprechi. Di questo si parlerà nella confernza delle regioni. Tendenzialmente ritengo che il fondo ha bisogno di un incremento graduale ma costante e noi stiamo facendo la nostra parte".

Beatrice Lorenzin ha detto la sua anche sull'ipotesi che i farmaci di fascia C con ricetta possano essere venduti nei supermercati. La proposta è contenuta in una prima versione del Decreto sulla Competitività ma non convince la ministra. "La mia posizione non è cambiata su questo - ha spiegato - Finiremmo per depauperare i territori. L'errore è stato voler mettere una liberalizzazione o una finta liberalizzazione all'interno di un decreto su un tema come quello della competitività che non riguarda la sanità. Io sono aperta a un ragionamento generale sulla distribuzione del farmaco ma non a un provvedimento come questo che fa solo gli interessi della distribuzione". Secondo Lorenzin la distribuzione attuale delle farmacie già garantisce una capillarità sul territorio. "Dopo il decreto Bersani abbiamo più farmacie, abbiamo le parafarmacie, il tema della distribuzione sul territorio non c'è più - ha affermato - Ora c'è il tema della sostenibilità del sistema, con molte farmacie sono state costrette a chiudere, e non parlo di quelle in città ma di presidi in piccoli centri, isole, o in montagna.
Il ministro ha elogiato l'importanza della figura professionale del farmacista che può diventare un punto di riferimento per i cittadini in tema di prevenzione, informazioni e altri servizi. "Oltretutto - ha concluso - nel mondo dove si è liberalizzato ora si cerca di tornare indietro e fare come noi. L'esempio americano è interessante, lì abbiamo una spesa territoriale fuori controllo, mentre noi invece riusciamo a contenerla entro i tetti".