Usa: contraccezione, da Corte Suprema schiaffo a Obama

Il sommo tribunale americano ha dato ragione a chi aveva chiesto di essere esentato per "motivi religiosi" dall'obbligo di pagare la "pillola del giorno dopo" previsto dall'Obamacare

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Il presidente Usa Barack Obama
Il presidente Usa Barack Obama (ansa)

WASHINGTON - Le aziende private non saranno obbligate a pagare ai propri dipendenti la copertura assicurativa per la contraccezione. E' una sconfitta per la Casa Bianca la decisione della Corte Suprema che ha dato ragione a chi aveva chiesto di essere esentato per "motivi religiosi" dall'obbligo di pagare la "pillola del giorno dopo", previsto dall'Obamacare.

La Corte Suprema Usa ha dunque bocciato la volontà della Casa Bianca di imporre ai datori di lavoro l'inclusione degli strumenti per il controllo delle nascite nei piani di assistenza sanitaria riservati ai dipendenti.

La querelle sulla contraccezione in passato aveva fatto insorgere i vertici della Chiesa Cattolica d'Oltreoceano. La Corte ha deciso cinque a quattro e con molti distinguo. Il verdetto si applica solo a datori di lavoro come Holly Lobby, una società non quotata in borsa controllata da una sola famiglia le cui convinzioni religiose sono profonde.

Il parere di maggioranza, scritto dal giudice conservatore Sam Alito, non si applica ad altre forme di assistenza sanitaria come vaccinazioni, trasfusioni, marijuana a scopo medico, potenzialmente in contrasto con le convinzioni religiose del datore di lavoro.

La sentenza della Corte non mette in crisi l'ObamaCare nel suo complesso ma provoca problemi politici per la Casa Bianca. Fuori dalla Corte si erano radunati fin da stamattina militanti dei due schieramenti. Applausi e danze sui gradini della Corte nello schieramento anti-contraccezione, fischi da femministe e difensori della riforma sanitaria.