In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Max la Bomba, l’uomo che sapeva giocare con i torrenti e addomesticarli

Ecco chi era Massimo Benetton, dal Basso Piave a campione di freestyle, morto in canoa in Valle Aurina

Giovanni Monforte
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Massimo Benetton, detto Max la Bomba, il campione internazionale di canoa freestyle e costruttore di modelli "rodeo" morto in un incidente in Valle Aurina

 

Per tutti era «Max la Bomba». E, in effetti, Massimo Benetton, 55 anni, era proprio una bomba. Per la sua vitalità, il suo carattere estroverso.

E perché nella sua specialità sportiva, la canoa freestyle, è stato un campione di livello internazionale.

La sua morte ha lasciato attonita non solo la comunità di Meolo, ma tutto il mondo dello sport.

La sua “tana” a casa del papà

Quando tornava in paese, Benetton faceva base a casa del padre, Giovanni Battista, in via Capodargine, nella frazione di Losson, dove aveva anche allestito il laboratorio, in cui costruiva le canoe.

Ma la sua vita intensa lo portava spesso in giro. In passato aveva lavorato, per circa tredici anni, a Treviso da Cicli Pinarello. La bicicletta era la sua seconda passione, dopo la canoa.

Quindi, circa otto anni fa, aveva cambiato vita. Trascorreva i mesi della stagione estiva in Alta Pusteria, a San Candido, dove lavorava per Papin Sport, realtà leader in Europa nel noleggio delle biciclette. Noleggiava e-bike.

Quando terminava la stagione in montagna, andava spesso nelle Filippine. Anche lì portava avanti la sua passione per la canoa.

L’uomo che addomesticava i torrenti

Grande appassionato di discese fluviali, Massimo Benetton è stato un campione di canoa freestyle. Meglio conosciuta con il nome di canoa rodeo.

Si tratta di una disciplina che valorizza evoluzioni e acrobazie tra le rapide, grazie a una canoa più corta del normale kayak, una pagaia specifica e all’abilità dei campioni nello sfruttare la forza dell’acqua.

Della canoa rodeo Benetton è stato un pioniere. Anzi, il grande campione.

“Max la Bomba” alla canoa si era avvicinato da giovane, con il kayak velocità e discesa e poi la canadese biposto, approdando in Nazionale, dove è stato in pianta stabile per cinque anni. In coppia con Ludovico Sartor aveva partecipato nel 1991 alla Coppa del mondo e nel 1993 ai Mondiali in val di Sole.

La svolta all’età di 25 anni, quando scoprì il rodeo. Galeotto fu un infortunio al ginocchio, rimediato sciando. Dovendo rinunciare alla canadese per qualche tempo, si è imbattuto su internet in una serie di video, girati in America, sul freestyle.

Nacque così la grande passione per la discesa di fiumi e torrenti. Ben presto, “Max la bomba” divenne un campionissimo. I risultati parlano per lui: terzo ai Campionati italiani nel 1997, la partecipazione ai Mondiali nel 1999 in Nuova Zelanda, un secondo e un primo posto in Coppa Europa, rispettivamente nel 2002 e nel 2003. Nel mezzo anche due Mondiali, nel 2001 e nel 2002, che lo vedono sempre entrare in “top five”.

Nel 2004 la decisione di chiudere con l’agonismo.

Costruttore di “canoe rodeo”

Nel frattempo, dopo i Mondiali del ’99, Benetton aveva iniziato a dedicarsi alla costruzione, in prima persona, delle canoe. Con l'azienda Ozone diede vita al modello "Giro", vendendone oltre 350.

Poi, con il tempo, è arrivato a lanciare una sua linea di imbarcazioni, chiamata MadeMax. Mezzi da 1,68 metri a doppia pagaia.

«Faccio tutto a casa mia. Mi diverto a comporle», raccontava.

Nonostante la vita lo portasse a lungo fuori Meolo, in paese Massimo Benetton era molto conosciuto. Come tutta la famiglia Benetton, una delle più numerose e stimate del paese. Massimo era lo zio di Alice Benetton, assessore alla Cultura e all’Istruzione.

«Per tutti noi è stata una notizia sconvolgente», spiega Alice Benetton, «Mio zio lo ricordo sempre in canoa. Le costruiva a casa di mio nonno, dove aveva ricavato un laboratorio. Aveva fatto della sua passione un lavoro. Era davvero in gamba. Una persona sempre solare, di quelli a cui non manca mai il sorriso».

A nome di tutta la comunità, alla famiglia Benetton sono giunte le condoglianze del sindaco Daniele Pavan, «per quest’improvvisa tragedia, che ha lasciato la comunità attonita e senza parole».

Massimo Benetton lascia un figlio di vent’anni, Leonardo, e l’ex moglie Rosalba. Separati da diversi anni, erano rimasti sempre in ottimi rapporti. Benetton lascia pure due fratelli, Gianni e Renzo, e la sorella Lucia.

«Max era un campione, con un entusiasmo fuori dalla norma», racconta la sorella, «Qualsiasi sport intraprendesse, doveva arrivare al massimo delle sue possibilità. Uno sportivo con la esse maiuscola, un papà grandioso, un compagno premuroso e un fratello coinvolgente.

Tanto da farmi amare lo sport per sua simbiosi. Troppo presto se n’è andato, il mio campione. Ha lasciato una voragine nei nostri cuori e tanti progetti incompleti. È il mio idolo, lui sarà sempre con me. Lo ricorderemo tutti».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

I commenti dei lettori