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Femminicidio a San Stino, uccide la moglie a bottigliate poi chiama i carabinieri. Arrestato

Dramma in un’abitazione in corso del Donatore. La vittima è Cinzia Luison, 60 anni, parrucchiera a Pramaggiore. L’omicida è Giuseppe Pitteri detto Walter, 65 anni, originario di Mestre

Giovanni Cagnassi e Rosario Padovano
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Il luogo del femminicidio a San Stino di Livenza, la vittima Cinzia Luison e l'omicida Walter Pitteri

 

Marito ammazza la moglie a bottigliate poi chiama i carabinieri. L’ennesimo femminicidio che sconvolge il Veneziano è accaduto a San Stino di Livenza, in corso del Donatore, a pochi passi dal centro, attorno all’ora di pranzo di oggi, 6 dicembre.

L'abitazione della tragedia in Corso del Donatore a San Stino di Livenza (foto Vianello)

 

Vittima e omicida

La vittima è Cinzia Luison, 60 anni, parrucchiera, titolare del salone “Cinzia Parrucchieri” a Blessaglia di Pramaggiore. La professionista si era posizionata al primo posto nella classifica italiana al Masterjam Aveda 2011 a Londra.

Il compagno omicida è Giuseppe Pitteri, detto Walter, 65 anni, originario di Mestre, ex autista di Actv fino al 2016: dopo aver ucciso la moglie, ha chiamato il 112 per spiegare quanto aveva appena compiuto.

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L’uxoricida si è consegnato all’Arma

I carabinieri, una volta giunti nell’appartamento, hanno preso in consegna l’uomo che è stato portato in caserma. Nel corso del pomeriggio il pubblico ministero di turno della Procura di Pordenone, Carmelo Barbaro, ne ha disposto l’arresto per omicidio volontario

Il vicino: “La figlia è corsa da me gridando aiuto”

Stando a una primissima ricostruzione del dramma, emerge che Pitteri avrebbe provato a uccidere anche una delle due figlie ventenni della coppia. Racconta il vicino Michele Zuin: “La figlia Greta è corsa a casa mia gridando aiuto. Suo padre sembrava in catalessi e mi ha guardato con la coda dell'occhio".

Un'altra foto della vittima, Cinzia Luison, 60 anni

 

Sul posto il sindaco di San Stino Matteo Cappelletto che conosce la coppia.

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La Procura di Pordenone è stata avvertita, sul posto il pubblico ministero di turno. In corso del Donatore anche il medico legale Antonello Cirnelli.

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Il cordoglio del presidente della Regione Luca Zaia

“Niente colpisce di più di una storia vera in un mondo in cui è fondamentale anche la fiction per attirare l’attenzione sulla violenza contro le donne come piaga sociale. Quella di Cinzia Luison ci richiama alla tragica quotidianità dei fatti e ci riempie il cuore di amarezza per quello che forse poteva essere evitato. Di fronte alla morte di una persona in questo modo possiamo solo dire che la violenza a nessun livello è tollerabile e va condannata senza se e senza ma con l’impegno di tutti”.

Sono le parole del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla notizia della morte di Cinzia Luison, colpita a bottigliate dal marito che si è consegnato ai Carabinieri.

“L’impegno di tutti affinché nessuno debba più piangere per le vittime di simili omicidi – conclude il Governatore – inizia dalla consapevolezza che è fondamentale educare le nuove generazioni ma anche favorire con ogni mezzo la denuncia di situazioni in cui ci sono donne in pericolo e sottoposte a violenza sia fisica sia psicologica. Il Veneto ha una rete antiviolenza fatta di 26 centri, 38 sportelli, 28 case rifugio. Sono già molte le donne che grazie ad essa sono riuscite a mettersi in salvo. La segnalazione delle situazioni a rischio va assolutamente stimolata. Esprimo il mio cordoglio per il tragico fatto”.

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