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Il ciclista Davide Rebellin travolto e ucciso: si stringe il cerchio su dieci camion

Indagini serrate per individuare il pirata. Un Tir si è fermato ed è ripartito subito dopo. Aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio stradale

1 minuto di lettura

La bicicletta distrutta dell'ex campione Davide Rebellin

 

Continua senza sosta la caccia al conducente del camion pirata che nella mattinata di mercoledì 30 novembre ha investito e ucciso nel vicentino l'ex campione Davide Rebellin, mentre era in bicicletta a Montebello Vicentino.

Dopo aver passato al vaglio moltissime immagini delle telecamere di sicurezza della zona - da quelle del parcheggio accanto al luogo della tragedia, alle altre dislocate vicino al casello di Montebello della A4, ad un chilometro di distanza - i carabinieri hanno ristretto a meno di una decina il numero degli autoarticolati che in quella finestra oraria (intorno a mezzogiorno) si vedono passare sul luogo
dell'incidente.

Secondo indiscrezioni, ve ne sarebbe uno in particolare che in alcuni frame, si vede arrestarsi e ripartire subito dopo, in orario compatibile con l'investimento di Rebellin.

Intanto la Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per omicidio stradale.

Si è appreso intanto che, proprio nel giorno della tragedia, Rebellin ed un fratello dovevano incontrare il sindaco di Lonigo (Vicenza), paese dove il campione risiedeva, per organizzare ad aprile 2023 una festa celebrativa del suo addio alle corse. Un evento che si doveva concludere con una grande biciclettata cui sarebbero stati invitati molti campioni ed ex compagni di maglia di Rebellin.

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