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“Prof, posso andare in bagno?”, la scuola secondo Galiano

A Conegliano con il musicista Perissinotto lo spin off dello spettacolo “Eppure studiamo felici”che ha girato l’Italia e che andrà a Friburgo e poi negli Usa

Elena Grassi
Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Pablo Perissinotto ed Enrico Galiano in una replica dello spettacolo

 

Da Udine a Bari, dalle Dolomiti all’Isola d’Elba, passando per Monza e Faenza, Valle Trompia e Cantù: piazze e scuole, teatri e oratori, palestre e parchi pubblici, 60 date in poco più di un anno andate tutte sold out, con oltre 25mila spettatori. Stiamo parlando del fenomeno “Eppure studiamo felici”, una lezione-spettacolo di Enrico Galiano e Pablo Perissinotto, che sta spopolando in tutta Italia e viene richiesta anche all’estero.

I prossimi appuntamenti sono infatti il 10 ottobre all’auditorium Immacolata di Conegliano (ingresso gratuito, ore 20.45) e il 15 ottobre nella Piazza dell’Università di Friburgo in Germania.

«Ma chi lo ha detto che la scuola dev’essere per forza una cosa seria?», chiede al pubblico lo scrittore di best seller e “prof” pordenonese, in cattedra, sui social e per Rai Scuola, Enrico Galiano, che propone sul palco una mattinata scolastica riassunta in un’ora e mezza, accompagnato dal cantautore di Motta di Livenza, Pablo Perissinotto.

«Tutto è nato per caso il 17 luglio del 2021», racconta Perissinotto, «quando avevo in programma una serata su Pasolini a Chions con Pierpaolo Capovilla, che però ha dato forfait e io, per non lasciare la piazza vuota, ho convinto Galiano, già mio compagno di scena per spettacoli sociali, a buttarsi in una performance sulla scuola. Abbiamo preparato un canovaccio in pochissimo tempo ed è stato un successo clamoroso. Oggi non riusciamo ad accontentare tutte le richieste».

Letteratura, mitologia, storia, scienze, lingua straniera, e persino l’intervallo, sintetizzati in un susseguirsi di battute, slide con gli “orrori” di linguaggio dai social, parodie di canzoni famose da “Hanno ucciso l’uomo ragno” in “Prof, posso andare in bagno?”, oppure “Il triangolo no, non l’avevo studiato”.

«La forza del format è che si impara divertendosi, grazie al potere liberatorio del teatro», continua Perissinotto, «si parte, ad esempio, dalla storia del “cesso”, com’è nato, chi lo ha inventato, dove e perché, arrivando a parlare di sanità e di come il water sia una delle invenzioni che ha salvato più vite al mondo, impedendo la proliferazione di germi, anche se oggi ci sono 800 mila bambini che muoiono nei territori dove non c’è».

Lo spettacolo serve anche per aiutare queste popolazioni, dato che gran parte del ricavato, finora 50 mila euro, viene donato all’associazione “Still I rise” di Nicolò Govoni.

«L’evento da quest’anno scolastico si chiama “Prof, posso andare in bagno?” e spinge ancor di più sul pedale della comicità», chiude Galiano, «perché non solo è importante apprendere scherzando con la storia o con la grammatica, ma anche ridendo di sé stessi, da studenti o da professori, sempre con un occhio all’attualità, visto il contatto con “Still I rise”, che, grazie alle nostre donazioni, ha costruito una biblioteca e un laboratorio di scienze in Kenia. Fino a dicembre il calendario è pieno e per il 2023 ci sono arrivare richieste perfino da New York”.

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