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Mafie in Veneto. La Dia: ‘ndrangheta, camorre e cosa nostra sempre più di casa

I siciliani stanno investendo nel mercato immobiliare di Venezia, mentre i calabresi puntano i fondi delle Olimpiadi di Cortina

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ANSA (ansa)

La criminalità organizzata va dove ci sono tanti soldi e per le Olimpiadi Milano-Cortina in Veneto ne arriveranno tantissimi.

Il Veneto "potrebbe rappresentare terreno fertile per la criminalità mafiosa e affaristica, allo scopo di estendere i propri interessi e infiltrarsi nei canali dell'economia legale tanto attraverso complesse attività di riciclaggio e reimpiego di capitali illecitamente accumulati, quanto nella gestione delle risorse pubbliche". Il quadro emerge nell’ultima relazione al Parlamento della Direzione investigativa antimafia.

"Particolare attenzione - precisa la Dia - per la prevenzione di probabili tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata in quest'ultimo settore richiederanno anche i prossimi Giochi olimpici e paralimpici di Milano e Cortina del 2026".

Per la 'ndrangheta, la Direzione antimafia ricorda alcune operazioni ("Fiore Reciso", "Terry", "Camaleonte", "Avvoltoio" e "Hope") da cui emerso come la 'ndrangheta anche in Veneto sia orientata a dominare il traffico/spaccio di stupefacenti, le estorsioni, il riciclaggio e il reinvestimento di capitali.

"Più recente conferma - prosegue la relazione - si è avuta con l'operazione 'Isola Scaligera' che ha evidenziato la presenza e svelato il modus operandi tipico di un locale di 'ndrangheta. Nel senso anche la 'Taurus' conclusa con l'esecuzione a Verona e in altre città d'Italia di alcune ordinanze nei confronti degli appartenenti alle famiglie Gerace-Albanese-Napoli-Versace con la creazione di un reticolo di solidi rapporti con amministratori pubblici e imprenditori e con il ricorso solo se necessario alla manifestazione della forza di intimidazione e all'assoggettamento".

Per l'operazione Camaleonte viene ricordata la sentenza del 6 luglio 2021 a Padova con condanne complessive per 77 anni di carcere a 7 imputati.

Anche la criminalità campana in Veneto "ha fatto rilevare, nel corso degli anni, la propria operatività sul territorio soprattutto nel settore degli stupefacenti e nel riciclaggio", come emerso da operazioni che hanno messo in luce il tentativo di investimento di capitali illeciti da parte della famiglia Iovine del cartello dei Casalesi.

A Verona viene ricordata la presenza di una cellula del clan Di Cosola di Bari, attiva nel traffico di droga, mentre per la commissione di reati predatori come furti e rapine è emersa l'azione di pregiudicati foggiani e brindisini.

Per Cosa Nostra viene segnalata "la presenza di soggetti collegati a famiglie siciliane che riciclavano capitali attraverso investimenti immobiliari soprattutto a Venezia. Più di recente - aggiunge la Dia - sarebbe stato confermato il forte interesse delle consorterie palermitane a infiltrarsi nei canali dell'economia legale attraverso la commissione di rilevanti frodi fiscali".

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