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Rogo nel capannone della Bottecchia, dipendenti in cassa integrazione. L’azienda: “Cause accidentali”

Così l'amministratore delegato di Fantic Motor, Mariano Roman, al termine di un lungo sopralluogo nello stabilimento. I tecnici Arpav: nessun rischio nell’aria per la popolazione

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“Non possiamo ancora conoscere le cause ma non abbiamo dubbi sul fatto che l'evento abbia una radice accidentale”. Così l'amministratore delegato di Fantic Motor, Mariano Roman, al termine di un lungo sopralluogo nello stabilimento di Cicli Bottecchia, a Cavarzere, società acquisita integralmente pochi mesi fa dalla casa motoristica di Casier (Treviso) e distrutta dall’incendio scoppiato ieri pomeriggio.

Marian riferisce che nella struttura nei fine settimana non vi sarebbero stati impianti sotto tensione, e che se l'evento si fosse verificato in un giorno feriale senza dubbio sarebbe stato rapidamente contenuto dal personale presente.

Una quantificazione dei danni materiali risulta ad oggi impossibile ma secondo il top manager "la produzione non potrà riprendere prima di tre mesi”, in particolare per la distruzione di componenti speciali importati dall'Asia e sui cui tempi di consegna non si possono far previsioni. I dipendenti addetti alla produzione, 45 su un totale di 60 lavoratori, saranno posti in cassa integrazione.

"Ci dispiace immensamente - ha detto ancora Roman - perché alla fiera di Misano (Rimini), dal 9 all'11 settembre, i prodotti Bottecchia avevano ottenuto un grandissimo consenso e stavamo svolgendo una serie di riunioni con i vertici della società per un rilancio del marchio in grande stile”. 

Nel frattempo, le prime analisi dell'aria eseguite dai tecnici dell'Arpav nella zona in cui è avvenuto l'incendio della Bottecchia, ieri pomeriggio a Cavarzere escludono rischi per la popolazione.

Gli accertamenti di laboratorio fatti sui canister (filtri) hanno evidenziato la presenza nell'aria di sostanze tipiche da incendio, ma in concentrazioni non preoccupanti per i residenti nella zona.

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