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Contributo d’accesso a Venezia e privacy: il Garante apre un’istruttoria

Chiesti chiarimenti a Ca’ Farsetti, verifiche sulla conformità del progetto con le norme europee. Accuse a Ceron: «Ora spieghi in commissione»

Francesco Furlan Vera Mantengoli Eugenio Pendolini
3 minuti di lettura
L’assemblea in Pescheria a Rialto: il Garante della privacy apre un’istruttoria 

Il Garante della privacy ha aperto un’istruttoria sull’introduzione del contributo d’accesso a Venezia. E nei giorni scorsi ha inviato in Comune una formale richiesta di informazioni - su riferimenti giuridici, tipo di tecnologia utilizzata, banche dati – per verificare la conformità del progetto, e in particolare il trattamento dati, alla normativa nazionale ed europea.

Nella richiesta inviata al Comune, il Garante ha fissato anche la data entro la quale Ca’ Farsetti dovrà rispondere. Gli uffici del Comune sono già al lavoro per preparare la risposta, nella convinzione che il progetto del contributo d’accesso rispetti tutti gli aspetti sulla normativa.

Ma è chiaro che dovrà essere il Garante a esprimersi, promuovendo il piano o eventualmente muovendo dei rilievi laddove notasse punti di contrasto rispetto alle norme in vigore sul trattamento dei dati. Proprio ieri sul tema della privacy era intervenuto il direttore generale del Comune, Morris Ceron.

«Su questo tema mi sento di poter fornire rassicurazioni di pieno rispetto alla normativa in materia», aveva detto, facendo riferimento al coinvolgimento nel progetto del Dpo (Responsabile per la protezione dei dati personali), organo di consulenza esterno chiamato dalla legge a verificare il rispetto delle regole in materia di protezione dei dati personali che «saranno conservati in modo sicuro per il tempo minimamente necessario a svolgere le funzioni assegnate dalla legge e in rigoroso rispetto delle normativa».

Dettagli giuridici e tecnici che saranno esplicitati nella risposta che il Comune sta preparando.

Intanto il giorno dopo l’assemblea cittadina sul tema del contributo, che ha visto la partecipazione di oltre 500 persone in Pescheria, gli organizzatori ribadiscono il messaggio e annunciano una mobilitazione generale su più fronti. «Già il fatto che a un incontro pubblico ci fossero così tante persone dimostra il deficit dell’amministrazione che non ha fatto nulla per trovare uno spazio di dialogo, anzi sembra quasi esserne spaventata», commenta Giacomo Salerno, ricercatore veneziano esperto di turismo.

«Dall’assemblea comunque è emersa una forte contrarietà al provvedimento e una chiamata alla mobilitazione che assumerà forme numerose, a partire dal consiglio comunale che non passerà sotto silenzio».

La delibera sul contributo di accesso dovrebbe essere discussa il 6 ottobre, pochi giorno dopo da quando si potrà di nuovo tornare in presenza. Oltre alla partecipazione al consiglio comunale i cittadini potrebbero presto indire altre assemblee o iniziative volte a discutere la norma che non è mai stata presentata pubblicamente.

«Chiediamo quindi all’amministrazione che si apra un percorso di ascolto» conclude il ricercatore. «Non ha senso arrivare a un muro contro muro e quello che chiediamo è un percorso di confronto». 

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Ticket Venezia, accuse a Ceron: «Ora spieghi in commissione»

Il direttore generale del Comune e fedelissimo di Brugnaro nell’occhio del ciclone.

Le opposizioni vogliono un’audizione sulla privacy del contributo di accesso

Morris Ceron, direttore generale del Comune di Venezia

 

Rassicurazioni sulla privacy sì, ma non in commissione. Meglio un comunicato stampa. Le opposizioni in consiglio comunale chiedono un’audizione urgente del direttore generale del Comune di Venezia, Morris Ceron.

Ancora una volta, è il contributo d’accesso a tenere banco. E nello specifico, il rispetto della privacy e la conformità del trattamento dei dati da fornire per ottenere le esenzioni rispetto alla normativa nazionale ed europea.

Una richiesta che arriva dopo l’anticipazione dell’apertura, da parte del Garante della privacy, di un’istruttoria in si chiede conto al Comune sui riferimenti giuridici, tipo di tecnologia utilizzata, e banche dati.

L’indice delle opposizioni, però, è puntato anche contro il comunicato stampa giudicato «irrituale» in cui, a firma del direttore generale, venivano date rassicurazioni sul rispetto della normativa in materia. Nel testo, pubblicato online nelle pagine del Comune, il direttore generale aveva spiegato che nel contributo d’accesso sarà coinvolto il responsabile per la protezione dei dati personali, organo di consulenza esterno chiamato dalla legge a verificare il rispetto delle regole in materia di protezione dei dati personali che «saranno conservati in modo sicuro per il tempo minimamente necessario a svolgere le funzioni assegnate dalla legge e in rigoroso rispetto delle normativa».

Quella spiegazione, secondo i gruppi di minoranza, doveva però essere fornita in commissione prima che il testo sul nuovo regolamento fosse licenziato. Nella richiesta di audizione inviata alla presidente della ottava commissione Barbara Casarin - e firmata da Giuseppe Saccà, Gianfranco Bettin, Sara Visman, Marco Gasparinetti, Giovanni Andrea Martini e Cecilia Tonon - si parla apertamente di «caso più unico che raro che un direttore generale di un Comune si inserisca nel dibattito politico».

«Si leggono rassicurazioni su problematiche che avevamo ampiamente sollevato nelle Commissioni», continua il documento, «senza però poter continuare nel dibattito né audire esperti perché è stato deciso di licenziare, nonostante la nostra opposizione, la delibera. Ci riferiamo in particolare al alcuni passaggi dedicati alla privacy». Ma non solo. La perplessità dei gruppi di minoranza riguarda anche alcuni articoli del nuovo regolamento, come ad esempio quello relativo alle esenzioni e riduzioni per i residenti in Veneto, o a quella che viene vista come una «delega in bianco» alla giunta sulla possibilità di installare varchi. Possibilità che per il momento è stata accantonata dalla giunta.

«In quel comunicato», aggiunge Giuseppe Saccà, capogruppo Pd, «sono state date delle rassicurazioni, ma come dimostra la richiesta di informazioni da parte del Garante direi che serve ancora parlarne. E in tempi stretti».

Che il tema sia caldo e di attualità, in città, lo dimostra del resto la partecipazione di circa 500 persone all’assemblea pubblica di mercoledì sera in Pescheria, a Rialto. Voci critiche e dubbi sono stati sollevati da parte della cittadinanza e delle associazioni, pronte a nuove forme di mobilitazione. La prossima tappa del provvedimento destinato a rivoluzionare l’arrivo in città per i non residenti è fissata per il 6 ottobre quando comincerà la discussione in consiglio comunale. Il dibattito si preannuncia rovente. —

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